Corriere Canadese

Domenica 23 aprile i Francesi voteranno al primo turno per le elezioni Presidenziali. Se nessun candidato raggiunge il 50 per cento più uno di voti, si voterà in un secondo turno il 7 maggio per i due candidati più votati. La lunga campagna molto movimentata ha visto colpi di scena, scandali, clamorosi ritiri e lo sfaldamento dei maggiori parti tradizionali. Tra i candidati finora non è spuntato il cavallo vincente o front runner. 
Stando ai sondaggi che però hanno poca credibilità causa di ripetute predizioni smentite dai risultati delle elezioni, tra gli undici candidati, sembra che solo cinque goderebbero di un consistente supporto. Tra i favoriti Emmanuele Macron ex ministro dell’economia dal 2012 al 2016 con il governo socialista del Primo Ministro Walls. Ha fondato un movimento centrista En March e sembra godere di appoggio notevole, avvantaggiato dalle difficoltà del candidato di centrodestra Francois Fillon, cattolico ed esponente dell’ala destra del partito Republicains. 
A causa di una serie di scandali Fillon sembra relegato al terzo posto, tallonato da Jean Luc Melenchon, il candidato di sinistra. La sua campagna sembra aver preso slancio con comizi affollati e con performance apprezzate.
Il partito socialista secondo le previsioni avrà i risultati peggiori. È stato al governo 5 anni dopo essere riuscito ad eleggere Francois Hollande alla Presidenza della repubblica. Il candidato socialista Benoit Hamon ha cercato di riportare il partito su posizioni della sinistra tradizionale. Ma dopo aver iniziato una buona campagna i consensi sembrano essere crollati anche perché l’ala moderata del partito ha dichiarato di appoggiare Macron ed addirittura sembra che elettori socialisti siano propensi a votare Melenchon o addirittura Le Pen. Una situazione fluida con il 30% di elettori indecisi. Marine Le Pen candidata dell’estrema destra del partito Front National ha polarizzato l’opinione pubblica francese e non solo, perché è la punta di diamante dei partiti nazionalisti, populisti, anti europei e anti immigrati che hanno avuto impulso con la Brexit e con l’elezione di Donald Trump.
Le Pen nel 2012 non sorpassò il primo turno. Si ritiene che domenica sarà parte dello sprint finale verso il secondo turno. In Europa i partiti populisti, nazionalisti anti europei hanno avuto impulso grazie al malcontento generato dalla persistente crisi economica originata in America nel 2008. L’economia stenta a riprendersi con grosse sacche di disoccupazione specialmente tra i giovani che in Italia raggiunge livelli intollerabili fino al 40-45%.
Grava anche la delusione generata dalla mancata promessa della comunità europea. È difficile prevedere lo sbocco delle ansietà e della rabbia di molti strati della popolazione specialmente i più vulnerabili che i populisti cinicamente sfruttano. I movimenti di estrema destra, il Front National di Le Pen, la Lega Nord di Salvini, Alternativa per la Germania e il Partito della Libertà Olandese di Geert Willers, per la prima volta si sono dati convegno a Koblenz dove Marine Le Pen è stata la Star con maggior chance di essere eletta.
Le Pen ha visitato la Trump Tower in cerca di finanziatori e la scorsa settimana ha visitato Putin, noto per la sue fobie antieuropee. Allo spirare della campagna Le Pen ha smesso i toni concilianti usati per blandire gli elettori moderati ed ha ripreso una feroce campagna contro gli immigrati,scagliandosi persino contro Papa Francesco. Domenica le urne ci diranno come finirà. Sappiamo però che alla prova di fatti i populisti non hanno dato buona prova. 
In Finlandia nel 2015 avevano vinto le elezioni contro l’establishment e contro l’Europa.
Hanno fallito e deluso al punto che il Ministro degli esteri Timo Soini ha annunciato le dimissioni. In Olanda il Partito della Libertà alle elezioni del 5 marzo ha avuto il 13% di voti, contro l’87% dei partiti pro-europei. In Germania alle elezioni della Saar, il 17 marzo, il partito di estrema destra Alternativa per la Germania ha avuto il 6,2% di voti e la leader Frauke Petry dimissionaria, mentre il Partito della Merkel è stato rieletto. La storia non sempre si ripete ma anche il padre di Marine Le Pen, un truculento razzista antisemita, espulso dal partito dalla figlia Marine, alle elezioni presidenziali del 2002 arrivò al secondo turno, ma i francesi si schierarono dietro Jacques Chirac che ottenne l’80% di voti.
 

About the Author

Odoardo Di Santo

Odoardo Di Santo