Corriere Canadese

 
TORONTO - Svegliatevi. Le vostre politiche sull’immigrazione stanno danneggiando l’economia locale. 
Ma con chi vi consultate prima di decidere chi dovrà venire in Canada o chi escludere? Non sembra che voi abbiate un piano, e state invitando persone senza pensare come integrarle nella struttura della società canadese, come abbiamo imparato a conoscerla. Voi state mettendo in pericolo un’industria che è 100% canadese.
È iniziata in questo modo la conversazione a pranzo con un prominente sviluppatore/costruttore/imprenditore. Ha iniziato la sua attività in questo settore lavorativo in questo Paese - creando decine di migliaia di posti di lavoro e donando milioni in attività filantropiche - quando ancora l’attuale (e il precedente) primo ministro non era ancora nato…insomma…
“Le vostre politiche stanno affogando il motore dell’economia del Sud Ontario; il settore edilizia”, ha detto, con l’enfasi di chi vive la miriade di complesse attività economiche interdipendenti che si sviluppano in una industria delle costruzioni sana.
I miei tentativi di chiarire il fatto che io fossi un ex, e non corrente, membro del governo non hanno avuto successo. “Non startene sulla difensiva; tu hai l’obbligo di fare luce sulle conseguenze delle politiche del tuo partito”, lui ha detto, “non fuggire dalle tue responsabilità, troppe famiglie dipendono da questo”.
Lui era frustrato e arrabbiato. Siamo rimasti d’accordo che avremmo continuato a patto che nell’articolo non facessi poi il suo nome. Ma poi e diventato un vero e proprio fiume in piena di fatti, numeri, circostanze, impatti di politiche federali e provinciali. Mi ha anche promesso di fornirmi un memo, in confidenza, che riassumesse “la ramanzina”. Lo ho ricevuto il giorno dopo.
L’industria dell’edilizia abitativa è direttamente responsabile per il 26% del settore della produzione di beni in Ontario. E questo senza contare l’effetto moltiplicatore sui sotto settori industriali dipendenti come quello dell’arredamento, degli elettrodomestici, delle utilities, dei servizi connessi, delle strade, dei trasporti eccetera.
Ancora, “le vostre politiche sull’immigrazione poco lungimiranti faranno crollare il mercato”, diceva con una fermezza che invocava un’azione risolutrice.
“Non fraintendermi, il Canada ha bisogno di gente, di persone con talento e ambizione. La mia industria ha bisogno di gente, altrimenti non saremmo più in attività. Ma dei 240mila residenti permanenti giunti lo scorso anno, quanti di questi erano muratori? Quanti carpentieri?”.
Sin da quando ho iniziato questa attività più di mezzo secolo fa, non ho “mai visto una tale scarsità di lavoratori specializzati in questo settore”, ha aggiunto. Mettititi a guidare e va dove vuoi nella GTHA, e vedrai migliaia di case che hanno bisogno di chi mette i mattoni, di falegnami, eccetera”.
L’attività si sviluppa sulle prevendite, ma se i lavoratori specializzati non sono disponibili, le chiusure d’acquisto sono rimandate. Vengono così applicare multe e assicurazioni. Un mercato già caotico è tenuto in ostaggio dalla mancanza di lavoratori in un mercato dove si guadagna bene.
“Siamo stati costretto a fermare le vendite”, dice il nostro costruttore, “perché non abbiamo abbastanza lavoratori qualificati per costruire le case che abbiamo venduto”. Nessuno è in grado di anticipare quale saranno i prezzi tra un anno, quindi non si puo’ nemmeno azzardare un budget.
Un cinico potrebbe anche dire, ebbene? Ma se lui e altri come lui non hanno abbastanza lavoratori, non possono costruire. Cosi’ questo diventa un nostro problema.
 

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Joseph Volpe

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