Corriere Canadese

TORONTO - Lo sbarco di Giovinco a Toronto ha aperto le porte della Mls ai media sportivi italiani. Quella Lega storicamente vista con sospetto e un pizzico di ironia sta lentamente guadagnando spazio e considerazione nel Bel Paese, grazie anche a un gruppo sempre più numeroso di appassionati del soccer. A loro si rivolge MlsSoccerItalia.com, sito che da un anno a questa parte copre tutti gli aspetti della Mls con passione e interesse. 
Il Corriere ha sentito il creatore e direttore del sito, Massimiliano Cristina (nella foto a Orlando con Kakà), per capire come viene vissuto il soccer dall’altra parte dell’Oceano e perché sembra piacere sempre di più.
Come nasce l’idea del sito MlsSoccerItalia.com?
«Sono sincero, non sono un appassionato dai primissimi tempi. Mi sono avvicinato alla Mls negli ultimi anni, attirato dalla struttura particolare del campionato e dalle partite quasi sempre divertenti trasmesse in Italia. Guardandolo e informandomi ho scoperto una realtà che mi intriga, ho avuto a che fare con gli addetti ai lavori e carpito una mentalità e un rispetto che nel nostro calcio italiano non c’è più. Il sito è diventato un modo per raccontare il soccer agli italiani cercando di smuoverli piano piano dai pregiudizi che ancora oggi ci sono». 
Perché in Italia si guarda la Mls? 
«Chi guarda la Mls in Italia vuole vedere un calcio spettacolare e meno tatticismo esasperato. È bello vedere come ognuno a inizio anno parta più o meno alla pari e che tutte le squadre possono battere chiunque».
Quali sono le caratteristiche più attrattive della Lega e i punti su cui invece si deve lavorare per migliorare?
«C’è interesse perché si passano novanta minuti divertenti buona parte delle volte, con tutto il folklore nordamericano in diverse tifoserie. Può migliorare alzando il salary cap. Non troppo per non cambiare la propria natura, ma così com’è è troppo basso».
I nomi grossi italiani come Pirlo e Giovinco hanno aumentato l’interesse verso le Lega?
«Assolutamente sì. Prima la Mls era un prodotto di nicchia per pochissimi. Ora resta un qualcosa per una minoranza, ma capita sempre più spesso che i grandi media nazionali ne parlino e di conseguenza aumenta l’interesse. La finale di Giovinco e Toronto Fc l’anno scorso è stata molto seguita in Italia, nonostante l’orario».
Quali squadre piacciono di più in Italia?
«Sul sito abbiamo lanciato un sondaggio diverso tempo fa, quindi posso dare dati oggettivi. Il New York City è la squadra più seguita, poi i Seattle Sounders e Toronto Fc. Orlando va citato perché tanti milanisti seguono le gesta di Kakà, ma devo dire che Atlanta sta entusiasmando molti italiani».
Quali sono le squadre e i giocatori più interessanti?
«Sono tra quelli entusiasmati dagli inizi di Atlanta United, che sta confermando le premesse e non è mai facile. Un’altra squadra che mi piace molto è Dallas Fc, una delle più spettacolari. Poi Toronto Fc e Montreal Impact che però hanno un’impronta già più simile all’Europa. Parlando di giocatori cito Almiron, poi mi piacciono molto Cooper di Toronto e Wil Trapp di Columbus». 
Che giudizio dai invece dei giocatori italiani in Mls?
«Giovinco ha cambiato la Mls. Noi ci riferiamo al periodo attuale della Lega come “era Giovinco”. I proprietari e la Lega hanno capito che per crescere servono più talenti e meno giocatori a fine carriera. Pirlo ha reso e sta rendendo sotto le aspettative, mentre Nocerino con la preparazione giusta può migliorare la deludente stagione scorsa. Mancosu in Mls può fare la differenza ed essere il nuovo Di Vaio degli Impact. Donadel ormai è un punto fermo dal rendimento costante».
Un giudizio su Tfc e sulla stagione di Giovinco fino a questo momento. Noti un calo nelle sue prestazioni?
«L’inizio sempre lontano da casa condiziona sempre i giudizi su Tfc, anche se è vero che nelle prime due partite interne mi aspettavo almeno una vittoria. Questione di episodi, ma la sensazione è che la squadra non sia al meglio dal punto di vista fisico. Anche Giovinco, che si è sbloccato, lo vedo più nervoso del solito e con un raggio d’azione più distante dall’area per cercare palloni giocabili. Sono convinto che è destinato a fare la differenza anche quest’anno, ma non ha iniziato al meglio».

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Leonardo N. Molinelli

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