Corriere Canadese

TORONTO - Abbandonare l’iniziativa della riforma elettorale da parte di Trudeau è tanto avvincente quanto lo possa essere una bottiglia di sonniferi per uno che soffre d’insonnia; nonostante gli sforzi al contrario dei maggiori mass media canadesi.
Sì e’ mai avuto da parte sua - o di nessun’altra persona –uno sforzo sincero di voler veramente cambiare il modo in cui noi ci governiamo? Probabilmente.  La struttura del governo Canadese e’ piena di esempi d’inefficienze e disfunzionalità o addirittura di completo abbandono che uno può citare a volontà’.
Ad eccezione delle rare occasioni in cui si è voluto sperimentare nel modificare le zone elettorali per far fronte a dislocazioni demografiche e la crescita della popolazione, la struttura del governo federale è rimasta in sostanza invariata sin dal 1867.
Alcuni pensano che il modello tuttora in vigore sia molto valido per il Canada.  Esigono perciò "riverenza" per quelle istituzioni di governo che hanno permesso al Canada di diventare uno dei primi paesi al mondo a livello economico e sociale.
Altri, pensano che si potrebbe far meglio. E’ improbabile che questi ultimi si annoverino fra i 144 deputati eletti per la prima volta e ora membri dell’attuale governo.  Potremmo trovare alcuni di questi dissidenti tra quel che rimane dei partiti all’opposizione.  La loro funzione, e ragion d’essere (se pur giustificatamente), è quella di trovare motivi per accoltellare il governo.
L’onnipresente Trump è per loro un ricordo quotidiano che in un sistema elettorale perfetto, non uno “corrotto” sin dal principio, Donald sarebbe finito nella pattumiera con il resto delle vittime delle elezioni.
Anche se il voto popolare con un ampio margine- tre milioni di voti - non lo scelse, Trump, ebbe il sostegno del Collegio Elettorale formato da 538 membri la cui maggioranza determina chi sarà il presidente.   
Il voto popolare quindi non è necessariamente il modello di espressione democratica prescelto dagli americani.
Non lo è neanche la scelta della Corte Suprema britannica, che il mese scorso ha confermato una decisione presa in precedenza dal tribunale di essenzialmente invalidare i risultati del voto Brexit.  Mentre il voto popolare per lasciare l’Unione Europea espresso dal referendum favorì il “SI” per l’uscita, la Corte ha stabilito che solo il Parlamento poteva prendere questa decisione. Il referendum è essenzialmente una semplice guida, non un’istruzione inderogabile da parte del pubblico verso i parlamentari.
In Italia, dove la Costituzione è un "documento vivo" (soggetta a essere trasformata con i tempi), e dove le strutture elettorali hanno la longevità del colore della pelle del camaleonte, esperimenti con la riforma elettorale sono così frequenti come quelli che si praticano secondo il metodo scientifico.
Gli italiani sono stati i primi fra tutti a tentare la "rappresentanza proporzionale”, un " sistema bicamerale perfetto” che include elementi sia di un sistema di ballottaggio che di una struttura proporzionale. Ciò garantisce una maggioranza al partito che ottiene il 40% del voto popolare.
Una proposta costituzionale di ristrutturazione delle due camere con cui il primo ministro quindi veniva da esse eletto, è stata l’ultimo modello a finire nella spazzatura.   Tale proposta è stata votata e approvata, in sei occasioni diverse in entrambe le Camere.
In un referendum vincolante per l’approvazione della riforma delle camere,  come è richiesto per [tutti] i cambiamenti costituzionali, il pubblico ha detto "no grazie, proviamo qualcosa di diverso!"
Che cosa ha proposto il ministro per le istituzioni democratiche sotto Justin Trudeau? Su quale modello (o modelli) hanno i membri del Comitato parlamentare, consulenti alla Camera dei Comuni, messo in gioco la loro carriera politica?
A chi si sono rivolti per consigli quei laureati dell’asilo che hanno progettato il sistema per raccogliere opinioni pubbliche online?
Siamo sinceri. Io vorrei apportare delle riforme al sistema.  Sarebbe stupido farlo solo per il semplice desiderio di farlo. Collettivamente, in Canada abbiamo preso la decisione di usare un sistema che garantisce pressappoco la “governabilità" con una certa sembianza di autorità.
Quando i nostri leader politici, gli accademici e i mass media si decideranno di  affrontare questo tema  con integrità’, ed esprimere come le loro proposte per la riforma elettorale faranno da sostegno alla nostra  sovranità contro le persistenti minacce di campanilismo e della globalizzazione, allora questo  discorso assumerà un tono più serio.
 

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Joseph Volpe

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