Corriere Canadese

È stata una Pasqua a due velocità.
Protagonisti: due Bastiani, Gina e un coniglio.
Piede a tavoletta per il Bastiano con quattro ruote.
 
Freno a mano tirato per il Bastiano noto anche come Formica Atomica.
 
Il primo ha vinto da solo e alla grande, poi ha sbaciucchiato la sua Gina.
 
Gina non ha il petto, o le gambe, della Lollo che in Pane, Amore e Fantasia fece ammattire gli ometti dai 10 ai novant’anni.
 
Ma  Gina ha una carrozzeria meglio di quella che sarebbe venuta fuori dalla fusione di due maggiorate tipo  Sofia e Marilyn.
 
Gina sarebbe la nuova Rossa, la Ferrari di quest’anno che herr Vettel ha battezzato così.
 
Prima di passare al secondo Bastiano, una precisazione.
 
Bastiano è il diminutivo di Sebastiano, il santo che gli antichi romani martirizzarono trasformandolo in un puntaspilli.
 
Normalmente viene chiamato Bastian contario chi assume per partito preso le opinioni e gli atteggiamenti contrari a quelli della maggioranza.
 
Il barbiere del paesotto che fu mio era il classico Bastian contrario.
 
Che bella ragazza, affermava un cliente.
Ha le gambe storte, sparava il figaro.
 
Oggi è una bella giornata, osservava un altro.
Ma domani piove, era la risposta tra una sforbiciata e un’altra.
 
Il secondo Bastiano, quello che non corre in pista ma sull’erba, ha trascorso una Pasqua non tanto per la quale, coseguenza della prima mazziata stagionale.
 
In mezzo ai due Bastiani c’è stato un coniglietto vero, vivo, bianco.
 
Comprato per la gioia dei piccirilli, se l’è filata quando lo hanno lasciato libero nella yarda. 
 
Si è infilato in un buco della siepe con la destrezza ed il colpo d’occhio di herr Vettel in occasione del liscio e busso servito in partenza a quel Luigi che si è preso il cognome della città sulla strada per le cascate.
 
L’animaletto ha corso da solo verso la  libertà, il suo traguardo l’ha tagliato in una tana del parco sotto casa.  Il suo è stato una botta di cul, fortuna e basta.
 
Il Bastiano della Rossa un pizzico di buena suerte l’ha avuta in occasione della kazzata in frenata del sopraccitato Luigi. Per il resto ha fatto da solo, pompando la sua Gina come meglio non si poteva. Ed alla fine hanno goduto entrambi. E noi con loro.
 
Herr Vettel, già simpatico in partenza perchè si sforza di esprimersi nella lingua di chi gli dà da mangiare, lo è ancora di più ora che sta dimostrando di tenere la superstizione in debita considerazione. 
 
A fine gara ha prima detto in italiano, Buona Pasqua a tutti, poi è andato a dare una lisciatina al nome Gina stampato sul cofano. 
 
Quella lisciatina sa tanto di italiano, bravo herr Vettel.
E brava anche la Rossa. 
 
Sergio di Chieti - via Toronto - e Maurizio di Brescia - via Philp Morris - dopo i santiamienti legati allo zero-tituli, pardon, zero-vittorie dall’anno passato, hanno fatto della Ferrari una macchina di tutto rispetto. 
 
    Ora la Rossa non sta perennemente dietro ai tubi  di scappamento della Mercedes. 
 
Per ora quei tubi di scappamento di color rosso li ha visti due volte Hamilton. 
 
    È ancora troppo presto per cantare Alleluja, ma una cosa è certa: Gina ha nel corpo grinta, velocità e affidabilità per scazzottarsi alla pari con le Mercedes.
 
Tornando alla Formica Atomica va detto che sembra correre con il freno a mano tirato, ed il Toronto Fc al momento è scaduto a livello di una squadretta qualsiasi. 
 
Quando la Formica Atomica segnava, faceva segnare ed illuminiva il gioco, la quadra era tutt’altra cosa. 
 
Di questi tempi Giovinco corre sulle ginocchia, sbaglia stop,   passaggi e tiri in porta, non azzecca neanche le punizioni. Praticamente oggi è una formica normale che di atomico ha poco o nulla. 
Peccato si sia giunti a tanto.
  

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Nicola Sparano

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