Corriere Canadese

  TORONTO - Dopo il passo indietro di Kevin O’Leary, la vittoria di Maxime Bernier alla leadership tory sembrava sicura. 

TORONTO - Colpo di scena nella corsa alla leadership del Partito Conservatore federale. Kevin O’Leary, che i sondaggi indicavano come uno dei favoriti alla vittoria finale, ha deciso di abbandonare la corsa alla successione di Stephen Harper. Secondo le ultime indiscrezioni di stampa, O’Leary annuncerà il proprio endorsement a favore di Maxime Bernier, deputato del Quebec con alle spalle ruoli importanti di governo nei nove anni di amministrazione Harper.
Tra le motivazioni che avrebbero spinto O’Leary a lasciare la corsa ci sarebbe, in primo luogo, la risposta molto deludente - in termini di sostegno e di acquisto delle tessere di partito - nella provincia del Quebec. Occorre ricordare che O’Leary, pur essendo nato nella provincia francofona, da piccolissimo si trasferì in Ontario e ancora oggi non è fluente in francese. Un elemento questo che è molto penalizzante per chi aspira a diventare un leader di partito e, in seconda battuta, un primo ministro.
O’Leary è stato da più parti definito come il Donald Trump canadese, soprattutto per il suo conto in banca - quasi mezzo miliardo di dollari - e per alcune sue proposte politiche.
TORONTO - Kathleen Wynne, con un occhio al voto del 2018 e l’altro ai mugugni interni al partito, decide di giocare la carta del reddito di base. E lo fa dando il via a un progetto pilota della durata di tre anni che sarà lanciato in tre comunità dell’Ontario. In questo arco temporale una task force di esperti del governo sarò chiamata a studiare e analizzare al dettaglio gli effetti economici, sociali e di impatto nel settore del lavoro in quello sanitario prodotto dalla presenza del reddito di base. 
Ma di cosa si tratta? La premier liberale ha tracciato ieri a Hamilton le linee guida del progetto pilota. In tutto saranno selezionati 4mila cittadini con i requisiti necessari d’età compresa tra i 18 e i 64 anni. Tutti i partecipanti riceveranno un sussidio base fino a 16.989 dollari all’anno, cifra alla quale si dovrà togliere il 50 per cento del reddito guadagnato a lavoro. Il programma è quindi è finalizzato per chi ha uno stipendio annuale inferiore a quello indicato dal reddito minimo. Ad esempio, una persona che all’anno guadagna 10mila dollari in semplici lavori part time riceverà in aggiunta un assegno del governo pari a 11.989 dollari, cioè 16.989 dollari meno il 50 per cento di quanto guadagnato. In tutto quindi, nell’arco dei dodici mesi, si ritroverà con un reddito combinato - tra stipendio e sussidio provinciale - di 21.989 dollari. 
Per quanto riguarda le coppie, il reddito minimo del governo arriverà a 24.027 dollari meno il 50 per cento di quanto guadagnato a lavoro, mentre è previsto un contributo addizionale fino a 6mila dollari per le persone disabili.
Il progetto pilota sarà avviato a Hamilton (inclusi Brantford e Brant County), a Thunder Bay e a Lindsay. 
Nelle prossime settimane, poi, il governo è intenzionato a lanciare un progetto pilota simile finalizzato però al sostegno esclusivo alle First Nations. “Tutti quanti - ha dichiarato la premier - dovrebbero trarre beneficio dalla crescita economica dell’Ontario. Il reddito di base darà sostegno alle persone nella nostra provincia che vogliono avere una vita migliore”.
Il progetto pilota liberale riecheggia in qualche modo quello del reddito di cittadinanza proposto in Italia dal Movimento Cinque Stelle. 
Al momento l’unica giurisdizione al mondo che prevede il reddito di cittadinanza è l’Alaska, che garantisce un assegno minimo a tutti i cittadini frutto dei proventi del petrolio. In Finlandia invece è previsto un progetto pilota simile su un campione di 2mila persone, mentre progetti analoghi sono al vaglio dei governi in Olanda e in Kenya. 
TORONTO - Kathleen Wynne, con un occhio al voto del 2018 e l’altro ai mugugni interni al partito, decide di giocare la carta del reddito di base. E lo fa dando il via a un progetto pilota della durata di tre anni che sarà lanciato in tre comunità dell’Ontario. In questo arco temporale una task force di esperti del governo sarò chiamata a studiare e analizzare al dettaglio gli effetti economici, sociali e di impatto nel settore del lavoro in quello sanitario prodotto dalla presenza del reddito di base. 
Ma di cosa si tratta? La premier liberale ha tracciato ieri a Hamilton le linee guida del progetto pilota. In tutto saranno selezionati 4mila cittadini con i requisiti necessari d’età compresa tra i 18 e i 64 anni. Tutti i partecipanti riceveranno un sussidio base fino a 16.989 dollari all’anno, cifra alla quale si dovrà togliere il 50 per cento del reddito guadagnato a lavoro. Il programma è quindi è finalizzato per chi ha uno stipendio annuale inferiore a quello indicato dal reddito minimo. Ad esempio, una persona che all’anno guadagna 10mila dollari in semplici lavori part time riceverà in aggiunta un assegno del governo pari a 11.989 dollari, cioè 16.989 dollari meno il 50 per cento di quanto guadagnato. In tutto quindi, nell’arco dei dodici mesi, si ritroverà con un reddito combinato - tra stipendio e sussidio provinciale - di 21.989 dollari. 
Per quanto riguarda le coppie, il reddito minimo del governo arriverà a 24.027 dollari meno il 50 per cento di quanto guadagnato a lavoro, mentre è previsto un contributo addizionale fino a 6mila dollari per le persone disabili.
Il progetto pilota sarà avviato a Hamilton (inclusi Brantford e Brant County), a Thunder Bay e a Lindsay. 
Nelle prossime settimane, poi, il governo è intenzionato a lanciare un progetto pilota simile finalizzato però al sostegno esclusivo alle First Nations. “Tutti quanti - ha dichiarato la premier - dovrebbero trarre beneficio dalla crescita economica dell’Ontario. Il reddito di base darà sostegno alle persone nella nostra provincia che vogliono avere una vita migliore”.
Il progetto pilota liberale riecheggia in qualche modo quello del reddito di cittadinanza proposto in Italia dal Movimento Cinque Stelle. 
Al momento l’unica giurisdizione al mondo che prevede il reddito di cittadinanza è l’Alaska, che garantisce un assegno minimo a tutti i cittadini frutto dei proventi del petrolio. In Finlandia invece è previsto un progetto pilota simile su un campione di 2mila persone, mentre progetti analoghi sono al vaglio dei governi in Olanda e in Kenya. 
 
TORONTO - Il congresso del Pd divide i due parlamentari democratici eletti nella circoscrizione Centro e Nord America. Il senatore Renato Turano e la deputata Francesca La Marca sosterranno infatti due candidati diversi, rendendo ancora più avvincente la conta congressuale nel continente nordamericano. 
Turano sosterrà Andrea Orlando, una posizione che il Corriere Canadese aveva già anticipato ma che adesso gode della conferma diretta dell’interessato al nostro giornale. Il senatore di Chicago ha scelto di sostenere l’attuale ministro della Giustizia perché “è la buona possibilità per tenere unito il Partito e uscire finalmente da una troppa personalizzazione” e dal “leaderismo che ad oggi purtroppo non ha portato a grandi risultati”. 
Una posizione forte, che ricalca le critiche al modo di guidare il partito di Matteo Renzi che arrivano da molti dei suoi avversari politici.
Sta invece proprio con Renzi Francesca La Marca, che fino a pochi giorni fa aveva preferito non prendere posizione pur lasciando trasparire un certo favore per l’ex segretario.
«Ho deciso di sostenere Renzi - spiega La Marca - perché sul piano nazionale è l’uomo che può sconfiggere la minaccia dei cinquestelle, la cui popolarità continua a crescere e che nel metodo rappresentano un pericolo per il Paese. Sul fronte degli italiani all’estero Renzi ha svolto un ottimo lavoro, dimostrandoci il suo rispetto. La mia proposta di legge va avanti grazie alla volontà politica del gruppo dirigente del partito e al rispetto che hanno per me e per gli italiani all’estero». 
Così la parlamentare, che all’ingresso in parlamento si era definita “bersaniana” e che nel 2013 aveva votato Cuperlo al Congresso, ha deciso di sostenere l’ex premier.
«Non ero renziana all’inizio  e c’è voluto parecchio per convincermi - conferma - Non sono stata d’accorddo su tutte le sue decisioni ma ha un carattere dinamico e vivace. È molto positivo e sa stare con la gente ma è anche il peggior nemico di sé stesso. Le sue ottime politiche sono state danneggiate dal suo modo di fare, ma credo che sia un ottimo politico».
La Marca venerdì è stata addirittura nominata coordinatrice per tutta la circoscrizione Centro e Nord America della mozione Renzi. Un decisione presa dal capogruppo Pd alla Camera Ettore Rosato che di fatto mette La Marca a guida di un movimento che però si era già messo in moto da solo da oltre un mese e che era già arrivato a decidere il nome del delegato per la Commissione di Garanzia e la composizione della lista che avrebbe sostenuto Renzi alle primarie del 30 aprile.
«Ho ricevuto l’incarico solo venerdì - spiega La Marca - cercherò di svolgerlo nel miglior modo possibile, senza voler scavalcare nessuno e rispettando tutti» aggiunge, conscia della situazione delicata.
Intanto a Toronto cambia il nome del primo firmatario della mozione a sostegno di Renzi. Giuseppe La Marca, padre della deputata che aveva iniziato la raccolta delle firme nella riunione dello scorso 21 marzo, ha deciso infatti di farsi da parte e lasciare il ruolo di primo firmatario a Odoardo Di Santo. Resterà però sostenitore della mozione dell’ex segretario.
Ufficiale anche la composizione del Congresso di Garanzia per il congresso in Nord America. Come anticipato dal Corriere nei giorni scorsi, ne faranno parte il segretario del Pd negli Stati Uniti Sergio Gaudio e quello del Pd Canada Mario Marra oltre alla newyorchese Silvana Mangione, membro del Pd nel Cgie. A loro si uniranno un delegato a testa per le varie mozioni. Nomi che il Corriere ha già anticipato ma che nelle ultime ore potrebbero essere tornati in bilico.
Questa settimana sarà quella dei voti nei circoli. Sia negli Stati Uniti che in Canada, infatti i circoli si riuniranno e gli iscritti potranno votare il candidato alla segreteria che preferiscono. È il primo step del complesso meccanismo procesuale che porterà alle primarie del 30 aprile.
Per quanto riguarda il Canada, il circolo di Toronto si riunirà questa sera, quello di Vancouver tra domani e giovedì e i circoli di Ottawa e Montréal sabato 1 aprile. 
TORONTO - Il congresso del Partito democratico entra sempre più nel vivo e anche in Nord America iniziano a diventare più chiare le tappe che porteranno alla Convenzione del 9 aprile, quella che darà il via libera ufficiale ai candidati per le primarie. Proprio lunedì infatti la Commissione per il congresso Estero 2017 coordinata dall’onorevole Alessio Tacconi ha deliberato sulle modalità di svolgimento dei congressi e delle convenzioni della circoscrizione Centro Nord America in vista della Convenzione nazionale.