Corriere Canadese

  TORONTO - Il disco comincia a rotolare di nuovo tra un paio di mesi, ma chi ha tempo non perda tempo. Le squadre della NHL, infatti, hanno approfittato del mercato degli svincolati per mettere a segno colpi milionari. Gli svincolati, infatti, arrivano con un price tag, etichetta del prezzo, molto alta.

Ed allora i Maple Leafs hanno preso un attaccante dal pelo grigio, Patrick Marleau, che a settembre comincerà il suo 38mo anno di vita. Il bomber proveniente dal San Jose ha firmato un contratto triennale di 18 milioni 750mila dollari, come a dire 6.25 mln a stagione.
Il veterano dovrebbe dare il suo contributo di esperienza al reparto di giovincelli capitano da Auston Matthews.
I Leafs hanno preso anche preso altri cinque elementi di seconda fascia, tra i quali un certo Vincent Lo Verde. Lo Verde, nato a Chicago, classe 1989, è un difensore che non ha mai giocato nella NHL. Si dice che i Leafs stiano attivamente cercando un portiere di prima fascia, ma al momento sono ancora in alto mare. L’esperienza insegna che nel playoff, se non si ha un grande golaie, non si va mai molto lontano. In questa ottica si spiega perché l’altra grande del disco canadese, Montreal, ha legati con un lunghissimo e faraonico contratto il portiere Carey Price. Carey, canadese della British Columbia, classe 1987 si è legato ai Canadiens per altri otto anni per la bellezza di 10 milioni e mezzo Usa a stagione.
Molti, in totale, i colpi del mercato degli svincolati.
Patrick Sharp torna ai Chicago Blackhawks dopo aver affrontato la sua breve, e sfortunata, esperienza ai Dallas Stars. L’attaccante n. 10 ritroverà la maglia Hawks, con la quale ha vinto ben 3 Stanley Cup, a 35 anni con un ingaggio notevolmente ridimensionato che solo con i bonus raggiungerà il milione. Tra i ritorni “romantici” troviamo anche quello di Justin Williams ai Carolina Hurricanes oltre a Evgeny Dadonov ai Florida Panthers (dopo l’esperienza in KHL). Nuova avventura per Kevin Shattenkirk ai New York Rangers: i blueshirt hanno trovato un top d-man battendo una grande concorrenza. Per l’ex difensore dei Blues e dei Capitals, nella “grande mela” lo aspetta un contratto da 4 anni a 6,6 milioni a stagione.
Tanti rinnovi importanti soprattutto in casa dei San Jose Sharks con i “long-term deal” per il difensore Marc-Edouard Vlasic ed il portiere Martin Jones. Contratto da un anno anche per il trentasettenne Joe Thornton che starà al fianco di capitan Joe Pavelski ancora per una stagione. Gli Anaheim Ducks sigillano Cam Fowler con un contratto da 8 anni a 6,5 milioni a stagione mentre arriva la conferma per Justin Schultz ai Pittsburgh Penguins. La franchigia campione in carica, però, saluterà Chris Kunitz in direzione Tampa Bay e Nick Bonino a Nashville.
Ecco gli svincolati ingaggiati dalle squadre canadesi.
 
Calgary Flames
 Marek Hrivik (RW), 1 anno ($650,000),
 
Edmonton Oilers
 Ty Rattie (RW), 1 anno (700,000)
Ryan Stanton (D), 2 anni (700,000 a stagione)
 
Montreal Canadiens
Karl Alzner (D), 5 anni (4,6 mln a stagione)
Peter Holland (C), 2 anni (675,000 a stagione)
Byron Froese (C), 2 anni (650,000 a stagione)
Matt Taormina (D), 2 anni (650,000 a stagione).
Corey Price (g), 8 anni (10.5 ml a stagione). 
Ottawa Senators
 Max Reinhart (C), 1 anno (700,000)
Tyler Randell (RW), 1 anno (700,000)
Erik Burgdoerfer (D), 2 anni (650,000 a stagione)
Ben Sexton (C), 2 anni (725,000 a stagione)
Nate Thompson (C), 2 anni (1,6 mln a stagione)
Danny Taylor (G), 1 anno (850,000)
  
Toronto Maple Leafs
 Dominic Moore (C/LW), 1 anno (1 mln)
Colin Greening (LW), 1 anno (750,000)
Chris Mueller (C), 2 anni (650,000 a stagione)
Vincent LoVerde (D), 2 anni (725,000 a stagione)
Ron Hainsey (D), 2 anni (3 mln a stagione).
Patrick Marleau (C), 3 anni (6.25 mln a stagione).
 
Vancouver Canucks
 Alexander Burmistrov (C/RW), 1 anno (900,000)
Anders Nilsson (G), 2 anni (2,5 mln a stagione)
Michael Del Zotto (D), 2 anni (3 mln a stagione)
Sam Gagner (C/RW), 3 anni (3,1 mln a stagione)
Patrick Wiercioch (D), 1 anno (650,000).
 
Winnipeg Jets
Dmitry Kulikov (D), 3 anni (4,3 mln a stagione)
Michael Sgarbossa (C), 1 anno (650,000)
Buddy Robinson (RW), 1 anno (650,000)
Cameron Schilling (D), 1 anno (650,000).
TORONTO - Ha sbaragliato la concorrenza, come era logico avvenisse. Perchè nella sua prima stagione tra gli assi del disco nessuno ha fatto come lui. Auston Matthews ha vinto il Calder Trophy, trofeo che viene assegnato al miglior esordiente dell'anno. Il giovanissimo bomber nato in California, che il prossimo settembre compirà 20 anni, ha stravinto ottenendo 164 voti sui possibili 167. Praticamente soltanto in tre gli hanno preferito Patrik Laine del Winnipeg.
Mattews ha interrotto un filotto negativo che in casa Leafs durava dalla bellezza di 51 anni. L'ultimo  discatore biancoblù ad alzare il trofeo Calder fu tale Brit Selvy, migliore esordiente nel campionato 1965-66. Un anno dopo i Leafs vinsero l'ultima delle 13 Stanley Cup della loro storia.
La circostanza fa ben sperare per il prossimo anno. I Leafs sono infatti una squadra giovane che quest'anno ha disputanto un ottimo campionato, comportandosi bene anche nel playoff contro il Washington.
Intorno al bay talento Matthews c'è un nucleo di giovani la cui consacrazione a prime stelle del ghiaccio si spera avvenga nel prossimo campionato.
Nella serata dei trofei, Mike Babcock ha sfiorato l'oscar assegnato agli “head coach” classificandosi appena dietro John Tortorella del Columbus votato il miglior annelatore della stagione.
 La star della serata dei trofei è stato Connor Mc David che ha vinto  l’Hart Trophy e l’Art Ross Trophy Sydney Crosby invece, si è portato a casa il Maurice “rocket” Richard Trophy di top scorer della Lega.
Il miglior portiere della stagione è risultato  Sergei Bobrovsky dei Columbus Blue Jackets, insignito per questo con il Vezina Trophy. Il goalie che ha incassato meno gol è risultato Braden Holtby dei Washington Capitals, vincendo per questo il William M. Jennings Trophy.
E sempre a proposito dei Columbus Blue Jackets, vincitore del Jack Adams Award quale coach dell’anno è John Tortorella, perché i “suoi” ragazzi hanno avuto sì la sfortuna di incrociare al 1° turno dei playoff i futuri campioni NHL dei Pittsburgh Penguins, venendone eliminati, ma hanno compiuto una straordinaria “cavalcata” durante la regular season. 
  Invece, il premio di miglior G.M. dell’anno è andato a David Poile dei Nashville Predators, il principale “architetto” dei Preds protagonisti di playoff incredibili.
 Il rookie dell’anno è risultato invece Auston Matthews dei Toronto Maple Leafs ed è la 2a volta nella storia della NHL che il Calder Memorial Trophy viene vinto da un giocatore statunitense. Il 1° era stato il difensore dei Buffalo Sabres Tyler Myers nel 2010.
  Miglior difensore della stagione è Brent Burns dei San José Sharks, al 1° Norris Trophy della sua carriera.
  Anche per il 2017 l’attaccante con le migliori doti difensive dell’intera Lega è Patrice Bergeron dei Boston Bruins, che così si è portato a casa per la 4a volta in carriera il Selke Trophy.
Johnny “hockey” Gaudreau dei Calgary Flames è il vincitore del Lady Byng Award, il riconoscimento a colui che più di tutti ha unito le doti atletiche ad una condotta corretta e sportiva sui rink.
La commovente odissea vissuta questa stagione dal goalie degli Ottawa Senators Craig Anderson, che tra una partita e l’altra dei Sens, assisteva la moglie Nicholle ammalatasi di cancro, è stata ricordata attraverso il Bill Masterton Trophy.
Il capitano dei Columbus Blue Jackets Nick Foligno si è distinto per l’impegno umanitario e per questo è stato insignito del King Clancy Trophy, ma si è anche portato a casa il Mark Messier leadership Award.
Infine, l’NHL Player Foundation Award è andato a Travis Hamonic dei New York Islanders.
 
*Nella foto, Auston Matthews con il Calder Trophy
TORONTO - Hanno dato tutto, ma non è bastato e sono usciti a testa alta, altissima. Ed hanno dimostrato che c’è la base per tornare stabilmente al tavolo dei grandi. I Golden Boys in biancoblù al primo impatto con il playoff si sono comportati come pochi credevano potessero fare, lasciando sul ghiaccio sangue, sudore, lacrime e i segni della loro futura grandezza. 
Ora potranno crescere, individualmente e come squadra, sapendo di avere legittime chance per il salto di qualità. 
Pensate, nel campionato 2015-16 chiusero la stagione regolare all’ultimissimo posto. Ora sono arrivati  ad un pelo dall’eliminare la squadra che in campionato ha fatto più punti di tutti, il Washington.
 Naturalmente i meriti di questa crescita vanno a Mike Babcock, che i Leafs hanno arricchito con un supercontratto di sette anni a 6.25 milioni di dollari Usa annui. 
Ma per il coach canadese il difficile viene adesso. Potenziare la quadra con elementi di qualità è un must, un passaggio obbligato per il club più ricco dell’intero pianeta NHL, America inclusa.
I Leafs hanno perso la sesta partita, e la serie, in overtime, per un gol. Per cinque delle sei partite sono stati necessari i supplementari. La differenza a favore dei Trump boys è stata la leggera superiorità nella qualità della rosa. E la maggiore esperienza, unita alla voglia matta di mettere fine al filotto negativo di uscite al primo turno.
La sesta partita ha visto una superba prestazione del portiere Frederik Andersen. Il goalie nato nella terra di Vichinghi (Danimarca) ha sempre giocato bene in questo playoff, ma nella sesta partita si è superato, dimostrando di avere, anche lui, le capacità per diventare un portiere paratutto senza in squadra va mai molto lontano.
Andersen è stato vittimizzato dalla sfortuna nella tripla carambola del disco in occasione della rete dell’1-1 che ha neutralizzato il vantaggio siglato cinque minuti prima dal migliore dei golden boy torontini, Matthews. Dopo il vantaggio i Leafs hanno avuto anche la chance di raddoppiare quando Railly ha colpito il l’incrocio dei pali.
La sorte dei Leafs l’ha poi decisa dopo circa sette minuti di overtime quel Marcus Johansson che già aveva “fluccato” la rete dell’1-1.
Mentre i Leafs vanno a radersi, il Washington porta le sue facce barbute al confronto con il Pittsburgh. L’anno scorso i Penguins eliminarono i Capitals in sei partite, poi andarono a vincere la Stanley Cup.
 
TORONTO - Lasciare il sangue sul ghiaccio non è bastato. I Leafs in gara 4 hanno pagato lo scotto alla grandezza del Washington e ora la serie è diventata al meglio di tre. 
Si ricomincia questa sera nel cortile di Trump, poi domenica di nuovo sotto la torre; l’eventuale bella è prevista per martedì a Washinghton. Nelle prime tre partite gli sbarbatelli di Toronto hanno buttato sul ghiaccio quella furia agonistica che spesso annulla, o riduce il gap, tra le squadre piccole e le grandi. E nelle prime tre gare i Leafs ci sono riusciti. Però si sono illusi di per competere alla pari con Ovechkin e soci. 
«Per la prima volta siamo scesi in campo senza avere paura di loro», ha detto coach Babckok. Il peccato di presunzione è costato carissimo. Per la prima volta nella serie il Washington ha dominato grazie and partenza mostruosa che nel primo periodo ha permesso di realizzare quattro teri, con Oshie, Ovechkin (in powerplay) e la doppietta di uno scatenato Tom Wilson. I Leafs rialzano la testa nel periodo intermedio con Van Riemsdyk e, nel terzo tempo, con il golden boy Matthews. Poi però Oshie riporta a due il vantaggio e il gol di Bozak arriverà a 27 secondi dalla fine, troppo tardi per completare il miracolo.
Ora si tratta di ritrovare l’agonismo e la determinazione perduta.
Ottawa si porta sul 3-1 - L’Ottawa è a una vittoria dall’eliminare il Boston. I Senators hanno vinto gara 4 in casa dei Bruins per 1-0, rete di Bobby Ryan.
Calgary eliminato con capotto - Anaheim è la prima squadra ad aver superato il primo turno con quattro vittorie secche. Il Calgary, per contro, è la prima delle cinque squadra canadesi ad uscire dal palyoff.
 
TORONTO - Esultanza ed ottimismo ora regnano sovrani. La Leafs Nation comincia a credere nel miracolo. Il passaggio al secondo turno è fattibile. Gli sbarbatelli di Toronto nel vincere la seconda partita, la prima tra le mura amiche, hanno dimostrato di avere le qualità necessarie per eccellere in questa serie: velocità e coraggio da leoni. Il tutto in un cocktail di buona tecnica e feroce determinazione che sta facendo rendere al massimo tutti giovincelli e  veterani. 
La squadra dei rookies, la Cenerentola del playoff, oggi è una squadra vera, mentalmente tanto forte da non mollare quando si è trovata sotto di due gol, non una ma due volte. 
Costringere la corazzata Washington al terzo overtime consecutivo e affondarla due volte è la prova che Toronto non è un bluff, ma una realtà vera.
I torontini hanno ribaltato la serie con i Washington Capitals vincendo il secondo match di fila all’overtime inaugurando al meglio il ritorno fra le mura amiche in una partita dei playoff. 
L’inizio non era stato dei migliori, anzi peggio non poteva essere. Nei primi cinque minuti subiscono due reti. Nicklas Backstrom e Alex Ovechkin bucano il povero Andersen con il difensore Nikita Zaitsev in tutt’altre faccende affaccendato.
Il doppio svantaggio non taglie le gambe ai Leafs. I primi segnali che la squadra non è disposta ad alzare bandiere bianca li danno Kadri e Komorov che entrano come treni sugli avversari, frenandone la corsa e l’ardore.
 Poi sale al proscenio il più celebrato dei Golden Boys, Auston Matthews, che sigla la prima rete in carriera ai playoff e diminuendo lo svantaggio ad una sola rete di scarto. 
Nella frazione intermedia sono ancora i Capitals a partire forte ed a trovare la rete del 3-1 grazie al russo Evgeny Kuznetsov. È questo il momento più delicato del match. I Leafs sbandano e concedono tre penalità importi, per due minuto si trovano in tre contro cinque. Il terzetto protegge bene Anderes che, da parte sua, compire alcuni salvataggi determinanti. L’euforia di aver resistito scatena i Leafs.
Il bulldozer Nazem Kadri, migliore in campo, si cala nei panni del goleador e uccella Braden Holtby per il 3-2. Poco dopo un altro dei Golden Boys,  William Nylander regala il 3-3 riprendendo una sua respinta ed insaccando a porta vuota. Sul finire dei tempi regolamentari la fortuna dà una mano ai Leafs quando un tiraccio di Kuznetsov sbatte sulla traversa. Fosse entrato quel disco, la partita sarebbe probabilmente finita in un altro modo. A 16 secondi dalla conclusione dei tempi regolamentari la prima svolta importante pro Leafs. Eller alza troppo il bastone e viene penalizzato. 
I Leafs sfruttano l’uomo in più:  Tyler Bozak, in powerplay, devia la conclusione di Kadri a 1:37 dall’inizio dell’overtime facendo esplodere di giola la sua squadra e l'intera Leafs Nation. 
Era addirittura dal 2003 che i Maple Leafs non riuscivano a ribaltare uno svantaggio di 2(+) reti per poi vincere al supplementare, un successo che da fiducia alla “giovane” Toronto e che desta qualche perplessità fra le file dei Capitals.
La gara quattro si disputate questa sera ancora a Toronto. Un altro successo dei Leafs sarebbe il terzo grande passo verso la qualificazione.
Boston-Ottawa 3-4 Ot - Si capovolge la situazione: gli Ottawa Senators sono ora in vantaggio. I canadesi, alle prese con la prima trasferta nel Massachusetts, trovano il successo ai danni dei Boston Bruins sorprendendoli all’overtime. Partenza perfetta dei Sens che nel giro di soli 25 secondi nel corso del settimo minuto, trovano due goal con Mike Hoffman e Derick Brassard. Nella seconda frazione Ottawa vola sul 3-0 sfruttando il secondo powerplay a favore della gara dove Hoffman completa la doppietta. 
Risposta rabbiosa dei padroni di casa che tra il sesto ed il tredicesimo minuto trovano la rimonta perfetta per portare il punteggio sul 3-3 con le reti di Noel Acciari, David Backes e David Pasternak. 
Al supplementare, però, è Bobby Ryan a chiudere i giochi al quinto minuto con il man-advantage per la penalità di Riley Nash. Deviazione perfetta che beffa Tukka Rask e manda i Senators sul 2-1 nella serie contro i black and gold.
Nashville -Chicago 3-2 OT - Davanti ai 17 mila della Bridgestone Arena di Nashville, i Predators si assicurano anche gara-3 mettendo con le spalle al muro i Chicago Blackhawks.  
 Serie sul 3-0 ed ora Nashville avrà la grande opportunità di chiudere i giochi direttamente alla prossima gara nuovamente di fronte al pubblico casalingo.
Calgary – Anaheim 4-5 ot - Anche lontano dalla California, gli Anaheim Ducks continuano a dominare i Calgary Flames negli scontri diretti. Terza vittoria consecutiva per la formazione allenata da Randy Carlyle che vince in maniera clamorosa allo Scotiabank Saddledome. 
Non basta l’avvio pazzesco dei Flames che nei primi 28 minuti di gara trovano quattro reti, tre delle quali in powerplay. Con il man advantage a segno Sean Monahan, Kris Versteeg e Sam Bennett, oltre al goal di Michael Stone. Anaheim inizialmente riesce a rispondere solamente con Nick Ritchie ma al quarto goal subito decide di cambiare John Gibson con Jonathan Bernier. 
L’ex goalie dei Maple Leafs mantiene la porta inviolata ed aiuta i compagni ad effettuare una rimonta straordinaria con la doppietta di Shea Theodore e la firma di Nate Thompson. 
La sentenza, però, arriva al 1:30 del supplementare con il bomber di franchigia Corey Perry che sigla il goal decisivo del 5-4 che permette ai Ducks di portarsi sul 3-0 nella serie ad una sola vittoria di distanza dalle semifinali di Western Conference.