Corriere Canadese

TORONTO - Stop alla revoca della cittadinanza a 312 nuovi canadesi. A deciderlo è stato il giudice della Corte Federale Russell Zinn con una sentenza che si traduce come l’ennesima bocciatura senza appello della famigerata legge sulla cittadinanza introdotta dall’allora governo Harper, norma partorita dagli ex ministri della Cittadinanza e dell’Immigrazione Jason Kenney e Chris Alexander. Stando a quanto stabilito in tribunale, alcune disposizioni della legge - che peraltro ora è stata modificata dal governo liberale, con le modifiche che saranno operative a partire dal prossimo anno - vanno a minare i diritti degli interessati, perché l’intero procedimento di valutazione e di decisione sulla revoca della cittadinanza viene accelerato e questo va a minare le necessarie garanzie che devono essere concesse a chi rischia di perdere la cittadinanza: il primo buco nero è costituito dalla mancanza di un’udienza, il secondo è che non vengono tenuti in considerazione alcuni fatturi come le considerazioni di carattere umanitario.
Già lo scorso maggio, in primo grado, un giudice aveva stabilito come questi elementi fossero in chiaro contrasto con le norme vigenti e di fatto aveva reso inoperativi alcuni passaggi della norma. Sulla base di questa sentenza precedente, il giudice Zinn non ha potuto fare altro che bloccare la revoca della cittadinanza per 312 neo cittadini. 
Secondo numerosi legali, l’ennesima bocciatura rappresenta il de profundis dell’intera impalcatura sulla cittadinanza e sull’immigrazione apportate dai ministri Kenney e Alexander. “Si tratta - ha dichiarato l’avvocato di Montreal Vincent Valai - di un’altra sconfitta giudiziaria per le politiche del precedente governo”. 
E questo si va a inserire in un contesto estremamente più ampio. Secondo l’avvocato, infatti, il governo conservatore amava ripetere come “la cittadinanza fosse un privilegio e non un diritto”. Ma la sentenza di maggio, ribadita da quella della Corte Federale, riafferma come i conservatori abbiano ribaltato un principio assodato: in realtà la cittadinanza è un diritto e non un  privilegio. “E siccome è un diritto - ha aggiunto Valai - si deve rispettare la giustezza delle procedure prima di revocare la cittadinanza. Prima di tutto, la possibilità di avere un’udienza davanti a un giudice imparziale”.
Il precedente governo aveva deciso di fare l’esatto contrario. Kenney, nel 2012, annunciò l’intenzione del suo dipartimento di cancellare la cittadinanza di più di 3mila nuovi canadesi, in quello che sarebbe stato il più grande blitz di questo tipo della storia. Nel 2014 il governo Harper approvò un emendamento alla legge che dava il via libera alla revoca della cittadinanza senza la necessità per l’imputato di andare davanti a giudice per difendersi. Ed è proprio questo provvedimento ad aver minato l’intera tenuta normativa della legge.
 La bocciatura decretata dal giudice Zinn - togato nominato alla Corte Suprema nel 2008, quindi dallo stesso governo Harper - avrà nei prossimi mesi un impatto significativo anche su altre centinaia di casi che dovevano andare in tribunale.

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Francesco Veronesi

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