Corriere Canadese

TORONTO - Il dibattito nella comunità si infiamma sempre di più. Così come aumenta il numero di persone e di associazioni che sul futuro  del terreno sul quale sorge il Consolato Generale  d’Italia a Toronto vogliono vederci chiaro. Il pensiero comune è che la Casa d’Italia, che appartiene alla comunità italiana, deve essere tutelata. 
Sia il progetto di riqualifica del terreno sul quale sorge il Consolato italiano al 136 Beverley Street che quello che prevede la demolizione del Columbus Centre e il suo accorpamento in un nuovo edificio con la Dante Alighieri Academy, sono fortemente contrastati. 
Proprio per riuscire a scongiurare il pericolo dello smantellamento di questi due edifici simbolo della comunità italiana a Toronto sono state organizzate due petizioni online: sul sito www.savecasaitalia.org è possibile sottoscrivere le petizioni ‘Save Casa Italia’ e ‘Save Columbus Centre’. “Il nostro è  un ‘Comitato ad Hoc’ in rappresentanza  della comunità  italiana del Canada sulla Casa d’Italia e sul Columbus Centre - si legge sulla home page del sito - il nostro comitato ad hoc è stato formato con l’obiettivo di informare sugli attuali eventi riguardanti la riqualificazione di Casa Italia e del Columbus Center”.
È indirizzata al presidente della Repubblica Italiana, al ministro degli Esteri della Repubblica Italiana e al segretario generale della C.G.I.E. la petizione per preservare quello che viene definito un “patrimonio storico e comunitario”: “Il complesso edilizio denominato “Casa Italia” attualmente sede del Consolato Generale di Toronto è stato costruito nel secolo scorso dalla comunità italiana e dopo la confisca da parte del governo canadese all’inizio della seconda guerra mondiale, è stato definitivamente restituito alla comunità italiana, per  cui la stessa è patrimonio  della comunità si legge nella petizione che chiede un pronto intervento - “Casa Italia” è un edificio di interesse storico, artistico e culturale per cui non può essere oggetto di speculazione edilizia ma deve essere preservato, restaurato e consegnato alle future generazioni come simbolo della storia della comunità italiana in Canada”.
La comunità sta cercando in tutti i modi di scongiurare la demolizione del Columbus Centre così come il progetto di vendita dell’edificio del Consolato e del terreno a questo adiacente: in entrambi i casi quel che la comunità rimprovera a chi sta cercando di far piovere le decisioni dall’alto è la mancanza di trasparenza. Il dubbio è che dietro ai progetti che alla comunità non piacciono affatto in quanto la privano di due edifici (Casa Italia di proprietà del governo italiano, il Columbus Centre costruito grazie al contributo degli italocanadesi) simbolo della presenza italiana a Toronto, ci siano grossi interessi economici.
Ora che le carte sono state messe sul tavolo, anche se tante domande rimangono senza risposta, la comunità chiede di poter avere voce in capitolo.
 
 

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