Di Nino: «Vogliamo far conoscere il dramma vissuto dagli italiani»
Di ELENA SERRA
TORONTO – Il progetto educativo relativo all’internamento degli italo-canadesi durante la Seconda guerra mondiale potrà finalmente essere realizzato grazie all’approvazione di fondi federali. Lo ha annunciato ieri il senatore Consiglio Di Nino parlando al Columbus Centre a nome del ministro della Cittadinanza e multiculturalismo, Jason Kenney. Introdotto da Ugo Di Federico, il senatore Di Nino non ha nascosto la propria emozione: «Abbiamo lavorato a questo progetto per tantissimi anni – ha detto – Da quando settanta anni fa fu emesso all’Rcmp l’ordine di arresto relativo a tutti gli italiani in Canada».
«La nostra comunità ha vissuto un momento davvero difficile – ha proseguito il senatore Consiglio Di Nino – Non vi è giustificazione per la guerra, e l’unica cosa che possiamo fare è imparare da essa. Ciò che l’internamento degli italo-canadeso ha causato a coloro che ne sono stati coinvolti è stato puro dolore, difficile da curare, ma ancora più profondo è stato l’impatto che esso ha avuto sulle famiglie, gli amici e la comunità intera».
È stato quindi naturale, ha proseguito Di Nino, riunirsi con amici – tra i quali cita Joe Volpe, Joe Chiappetta, e Pal Di Iulio di Villa Charities, presenti tra il pubblico – e fare un qualcosa perché la comunità italo-canadese potesse raccontare la propria storia, e dimostrare come ha trasformato quella sofferenza in una motivazione che le ha permesso di fornire un fondamentale contributo alla costruzione del Canada.
«Sono davvero onorato ed emozionato di annunciare l’approvazione del progetto – ha detto Di Nino concludendo il suo intervento – probabilmente il più difficile e controverso che abbiamo realizzato. Sono convinto che saremo capaci di onorare i ricordi, ed educare i canadesi su questo difficile capitolo della storia degli italiani in Canada».
Attraverso il Community Historical Recognition Program (Chrp), annunciato per la prima volta nel giugno 2006 dal primo ministro Stephen Harper, e lanciato formalmente nel maggio 2008 dal ministro Kenney, il Columbus Centre riceverà ora dal governo $916.827 per la sua realizzazione, che si prevede avverrà in 22 mesi.
«Siamo onorati che il governo canadese ci permetta di sviluppare questo progetto – ha affermato Nick Sgro, chair del Columbus Centre – e voglio esprimere a tutti il nostro assoluto impegno per realizzarlo al meglio».
A guidare quella che lei stessa ha definito «un’impresa importante ed impegnativa» ci sarà Lucy Di Pietro, archeologa laureata all’università di Toronto, con alle spalle più di dieci anni di esperienza in lavori presso musei relativi agli archivi, l’organizzazione di mostre, e la digitalizzazione di materiali. Di Pietro ha spiegato che il Community Historical Recognition Program comprenderà la costituzione di un inventario di materiali cartacei, audio e video, che verranno raccolti e catalogati. Si avrà poi la registrazione delle testimonianze di circa 50-75 persone che sono state internate, grazie alle quali tutti potranno condividere la loro esperienza. Attraverso la collaborazione con il Multicultural History Society of Ontario, con università ed istituzioni in tutto il Canada, il progetto di commemorazione ed educazione riuscirà a raccogliere testimonianze in tutto il Paese e ad offrire una prospettiva nazionale.
Tutte le storie, le fotografie, e i materiali raccolti dalle famiglie, e una lista di nomi di tutti gli internati riconosciuti, andranno infine a costituire una mostra permanente all’interno della Joseph D. Carrier Gallery del Columbus Centre. È inoltre prevista anche la costruzione di un archivio on-line per studenti, ricercatori ed educatori, che sarà accessibile da tutti in tutto il mondo.
«Per svolgere tutto questo – ha spiegato Lucy Di Pietro – chiediamo la collaborazione della comunità. Preghiamo quindi tutti coloro che sono in possesso di materiali, fotografie, o informazioni che potrebbero esserci utili, di contattarci».
Dopo tante battaglie la comunità italo-canadese può finalmente gioire, consapevole che una parte importante della propria storia uscirà dall’ombra che l’ha nascosta per oltre mezzo secolo. Il Chrp potrà così essere realizzato, e la sua conclusione è prevista per il marzo 2012.








