GiovedÌ 17, Maggio, 2012

Tag Archive | "giovani italo-canadesi"

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Progetto “Studiare in Friuli 2011-2012″

Posted on 28 January 2011 by Elena

CONVITTO NAZIONALE “PAOLO DIACONO”
POLO SCOLASTICO PER LE RELAZIONI INTERNAZIONALI

Piazzetta Chiarottini, 8 – 33043 CIVIDALE DEL FRIULI (Udine) Italia
Tel. 0039 432 731116 -    Fax  0039 432  702686  E-mail:segreteria@cnpd.it

Scuole superiori Annesse: Liceo Scientifico Liceo Classico- Liceo delle Scienze Umane- Liceo Linguistico
Scuole superiori collegate:Istituto Tecnico Agrario,Commerciale,Tecnico e Istituto Professionale

PROGETTO “  STUDIARE IN FRIULI”

Il CONVITTO NAZIONALE “Paolo Diacono”

B A N D I S C E

A) un concorso per 20  borse di studio della durata di un anno (o semestre), per la frequenza nelle Scuole Superiori del Convitto Nazionale o nelle altre Scuole della Provincia di Udine riservato a :
figli o discendenti di corregionali all’estero del Friuli Venezia Giulia

B) un concorso per l’assegnazione di n.10 posti  riservati a studenti di origine italiana o cittadini  esteri

Selezione per l’anno scolastico 2011-2012

Scadenza 16 aprile 2011

CONSULTARE IL SITO  www.cnpd.it

in collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo

CON IL CONTRIBUTO DI
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA  – FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI UDINE E PORDENONE
PROVINCIA DI UDINE      -       PROVINCIA DI GORIZIA
COMUNE DI CIVIDALE  DEL FRIULI  – BANCA DI CIVIDALE

Il Convitto  possiede tutte le strutture scolastiche e ricettive per poter utilmente realizzare una iniziativa in questo senso, in quanto unitamente alla presenza di scuole come il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo delle Scienze Umane  ed il Liceo Linguistico e alle Scuole Tecniche e Professionali collegate, può contare su tutti i servizi di carattere residenziale necessari. I candidati, di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, ed in possesso di un sufficiente grado di comprensione della lingua italiana, devono frequentare nei paesi d’origine una Scuola simile all’Indirizzo scolastico superiore italiano nel quale chiedono l’iscrizione.
E’   importante che  gli stessi  uniscano ad una spiccata capacità in campo scolastico la disponibilità alla vita in comune, alla accettazione delle regole di vita collegiale, alla tolleranza e alla comprensione per opinioni e atteggiamenti diversi dai propri. Inoltre, vista la lontananza dall’ambiente familiare e l’impegno richiesto dai programmi di studio, deve poter contare su un carattere equilibrato e su un buono stato di salute psico-fisica. In tale ottica problemi di carattere medico di natura importante dovranno essere debitamente segnalati.
♣    BORSE  DI STUDIO  RISERVATE AI DISCENDENTI  DI  CORREGIONALI DEL FRIULI V.G.  ALL’ESTERO
Per l’ospitalità dei giovani presso le proprie Strutture e presso le Scuole, il Convitto assume a proprio carico le spese relative al vitto , all’alloggio , alle spese sanitarie e alle attività culturali e ricreative svolte all’interno dell’Istituto nonché quello per gite di un solo giorno organizzate dal Convitto o dalle Scuole.  Restano esclusi i viaggi di studio di più giornate che rimangono a carico delle famiglie.
Per quanto concerne le spese di viaggio esse rimangono a carico dei partecipanti.
Nota: il numero delle borse di studio potrebbe variare  in ragione dei finanziamenti  pubblici assegnati al
suddetto Progetto.

♣    POSTI A PAGAMENTO RISERVATI A STUDENTI DI ORIGINE ITALIANA O CITTADINI ESTERI

Il Progetto prevede che vengano anche ammessi studenti in possesso del visto d’ingresso in Italia per motivi di studio,  non assegnatari di borsa di studio, e con spese a proprio carico, pari a Euro 4.600,00 per l’intero anno scolastico usufruendo delle stesse condizioni degli studenti borsisti
DOMANDE DI AMMISSIONE
La domanda di ammissione ,come da modello reperibile sul sito WWW.CNPD.IT, deve essere presentata direttamente o a mezzo raccomandata A/R  entro il  16  aprile 2011   a
CONVITTO NAZIONALE “PAOLO DIACONO”
Piazzetta Chiarottini, 8  33043 CIVIDALE DEL FRIULI

La domanda può essere anche inviata all’Ente Friuli nel Mondo o inviata via e-mail presso i seguenti indirizzi segreteria@cnpd.it   oppure     info@friulinelmondo.com
La domanda dovrà essere corredata dalla documentazione richiesta, anche nella forma di documento trasmesso mediante posta elettronica .
INFORMAZIONI PIU’ PRECISE E BANDO INTEGRALE REPERIBILI SUL SITO :
www.cnpd.it

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È viva l’italianità di Victoria, capitale della British Columbia

Posted on 03 August 2010 by Elena

La vicepresidente Giovanna Spagnolo Greco ci racconta il Leonardo Da Vinci Centre

Di ELENA SERRA

VICTORIA – L’italianità rimane forte a prescindere dal luogo nel quale un emigrante italiano decide di trasferirsi. È rigogliosa in tutto l’Ontario e nel Québec – grazie anche alla forte multiculturalità – e riaffiora in diverse città muovendosi verso Ovest nel Paese, sino ad arrivare a Vancouver. Ma la comunità italiana è presente anche oltre la città principale della British Columbia che si affaccia sul Pacifico, ed allora ecco che si arriva a Victoria, meno di 80mila abitanti di cui circa 6mila italiani.

«Negli anni Cinquanta un gruppo di persone si è riunito con l’intento di aiutare gli immigranti italiani che decidevano di trasferirsi qui a Victoria – ha raccontato al Corriere Canadese Giovanna Spagnolo Greco, vicepresidente del Leonardo Da Vinci Centre – Dopo anni di lavoro, nel 1955 è stato quindi fondato il Victoria Italian Assistente Center» del quale fanno parte oggi circa 350 persone. Dall’originale obiettivo di fornire supporto ad immigranti italiani, le attività si sono poi indirizzate verso la conservazione della cultura italiana e l’organizzazione di eventi per mantenere il senso di comunità.
«Oggi ci riuniamo per la festa della mamma e del papà, e a settembre celebriamo i nonni. Inoltre ci ritroviamo tutti per cene preparate con l’aiuto di tutta la comunità. Abbiamo la castagnata ed altre attività che spesso non sono nel calendario e nascono spontaneamente. A tutto ciò si aggiunge l’annuale picnic ed i giochi per i bambini». La vicepresidente ci parla poi del desiderio di italianità: «Molte persone che fanno parte del nostro centro sono arrivate qui tra gli anni Quaranta e Cinquanta – spiega – Ma nonostante ciò c’è una forte volontà di mantenere vive le tradizioni e la cultura italiana, anche grazie alle nuove generazioni che sanno quanto tutto questo sia importante per i propri nonni o genitori. La partecipazione non è numerosa come vorremmo, ma l’interesse c’è».

Tra le tante attività offerte del Leonardo Da Vinci Centre, vi sono anche corsi di italiano per adulti e bambini. «Quando ero presidente, tra il 1999 ed il 2005, ho reinserito nelle attività i corsi di italiano, che erano stati sospesi nel 1989 a causa del taglio dei fondi – racconta Giovanna Spagnolo Greco – Ricominciare è stato davvero difficile: la prima classe era frequentata solo da 10 bambini, ed anche ora non è facile coinvolgere i più giovani in corsi del genere, perché sono impegnati in tantissime attività. Per questo motivo il numero dei bambini iscritti è calato tanto negli anni, e spesso coloro che li frequentano sono adulti che vogliono recarsi in Italia. Durante l’anno abbiamo infatti tre corsi per adulti, e abbiamo sia studenti italo-canadesi che di altre nazionalità».

Approfondendo la conversazione, si arriva ad affrontare un punto focale per il futuro dell’italianità in tutte le comunità del Canada, ossia quello della partecipazione giovanile. «I giovani si divertono molto quando si ritrovano tutti insieme nei nostri eventi, soprattutto i più piccoli, perché possono correre e godersi le attività che organizziamo per loro – prosegue la vicepresidente -. Questo è anche dovuto al fatto che la nostra comunità è un po’ sparsa nel territorio, e spesso non è facile incontrarsi».

Pur essendo la capitale della British Columbia, Victoria è infatti situata sull’isola di Vancouver, e i circa 100 km di distanza dalla terra ferma possono rendere ancora più difficile il mantenimento della propria cultura.
«Vi sono quindi alcuni giovani che si ritrovano insieme solo al nostro centro in occasione degli eventi, e per questo si divertono molto». Se le chiediamo se i giovani italo-canadesi sono abbastanza coinvolti e spronati dalle famiglie, soprattutto riguardo la lingua, lei risponde: «Posso parlare per esperienza personale, perché i miei genitori hanno sempre parlato italiano, ed io ho fatto lo stesso con i miei figli. Ma è davvero difficile trasmettere una lingua ai bambini, perché una volta che iniziano ad andare a scuola la cultura e la lingua del luogo nel quale si vive prendono il sopravvento. I giovani conservano le tradizioni ed amano il cibo, ma mantenere la lingua viva è davvero difficile».

Arriva quindi la domanda d’obbligo: la lingua italiana verrà del tutto persa in Canada?
«Spero non si arrivi a perderla del tutto, ed in questo anche eventi musicali possono aiutare – conclude la vicepresidente – Comunque nella costituzione del nostro centro si dice che le nostre attività devono continuare anche se vi partecipano solo una decina di persone, quindi almeno per il prossimo secolo sappiamo che qualcosa sopravvivrà».

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Social network, il futuro di Forza Giovani

Posted on 20 July 2010 by Elena

Tra i nuovi progetti dell’associazione le collaborazioni con le università della Gta

Di Elena Serra

TORONTO – Applicazioni per telefoni cellulari, collaborazioni con le università e la partecipazione alla National Exhibition. Sono passi importanti quelli che Forza Giovani, l’associazione di e per i giovani italo-canadesi di Toronto, si propone di compiere nell’immediato futuro.
Il primo evento ufficiale che ha avuto luogo il 23 giugno al Capitol Event Theatre di Toronto, e che ha presentato l’associazione a tutta la comunità italo-canadese, è stato infatti un importantissimo trampolino di lancio per le loro attività.

«Siamo stati davvero colpiti dalla risposta e dalla partecipazione della comunità» ha raccontato al Corriere Canadese il presidente di Forza Giovani Mario Pileggi, entusiasta della presenza di circa 400 persone, compreso il console generale di Toronto Gianni Bardini e il chairman di Wind Mobile Anthony Lacavera.
«La cosa più bella è stata la partecipazione di italiani che erano qui a Toronto in vacanza e che avevano conosciuto Forza Giovani ad un festival italiano – continua Pileggi – Questo evento ci ha sicuramente confermato che quella che stiamo percorrendo è la strada giusta, e che dobbiamo puntare sui giovani».

Per questo motivo l’associazione sta lavorando ad alcuni progetti importanti che si propongono di puntare maggiormente sulle risorse che i giovani italo-canadesi dai 16 ai 35 hanno da offrire. «Non vogliamo fare troppe cose tutte insieme, ma preferiamo concentrarci su determinati progetti e svilupparli bene».

Sicuramente è importante l’opportunità che Forza Giovani ha ricevuto da Adlure Media, che fornirà loro un sito web compatibile con tutte le principali marche di telefoni cellulari – iPhone, Blackberry e Motorola – e che permetterà quindi a Forza Giovani di avere la propria “app” per telefonini. La presenza dell’associazione alla National Exhibition 2010 permetterà inoltre di superare la cifra dei 300 membri raggiunta durante l’evento di giugno, e lo sviluppo di una futura collaborazione con le tre principali università della Gta – UofT, Ryerson University e York University – darebbe loro la possibilità di coprire e coinvolgere l’intera rete di giovani di Toronto.

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“I primi passi” di Forza Giovani

Posted on 15 June 2010 by Elena

Pileggi-Arcuri: «Un modo per preservare lingua e cultura»

Elena Serra

TORONTO – «Il primo evento dai giovani per i giovani». Mario Pileggi, presidente di Forza Giovani, descrive così “I primi passi”, evento che avrà luogo mercoledì 23 giugno al Capitol Event Theatre di Toronto, a partire dalle 7pm.
Rivolta ai giovani italo-canadesi, Forza Giovani è nata solo pochi mesi fa dalle idee di Domenic Arcuri, Domenico Gratta, Daniele e Alessandro Bozzelli, e Mario Pileggio, che si sono riuniti con l’obbiettivo di incoraggiare i giovani italo-canadesi a svolgere il proprio ruolo nella società nel rispetto delle proprie origini italiane, con la convinzione che questa sia la strada migliore per poter anche preservare la cultura e la lingua delle proprie famiglie, che rischiano purtroppo di scomparire.
Con la convinzione che solo incoraggiando e valorizzando le attività dei giovani si possano cambiare le cose, ecco quindi nascere una associazione che si presenterà ufficialmente alla comunità in una serata descritta «senza precedenti».
«Questo evento da noi organizzato – continua Pileggi intervistato dal Corriere Canadese – ha proprio l’intento di celebrare gli obbiettivi del nostro mandato, che si focalizzano verso l’unità vera dei giovani italo-canadesi».
Per questo motivo, sottolinea Domenic Arcuri, vice presidente di Forza Giovani, è molto importante l’amicizia e la collaborazione anche con le altre associazioni di giovani italo-canadesi – come ad esempio la Federazione dei Giovani Italo-canadesi, FGIC – con la quale, dice, «andiamo molto d’accordo»
“I primi passi” dunque, proprio a sottolineare un punto di partenza da condividere con tutta la comunità, «celebrando i risultati ottenuti da giovani italo-canadesi, per dare loro un riconoscimento ufficiale, ed invogliare tutti gli altri a perseguire i propri obbiettivi di vita».
Pur essendo un’associazione nata solo pochi mesi fa, sia Pileggi che Arcuri raccontano gli impressionanti risultati e il toccante supporto che in così breve tempo sono riusciti a constatare.
«Ci sono sempre stati dubbi e dibattiti su quale fossero le reali intenzioni dei giovani nella nostra comunità – racconta Arcuri – e in molti pensavano ci fosse disinteresse da parte nostra verso le nostre radici e l’italianità in generale. Questo può forse essere vero quando si è molto giovani, perché non ci si rende conto dell’importanza delle proprie origini, ma crescendo è un qualcosa che non si può ignorare e che acquista sempre più valore».
«Organizzandoci come stiamo facendo noi attraverso Forza Giovani – prosegue il vice presidente – stiamo dimostrando a tutti che il nostro è un interesse reale».
«Penso sia per questo – interviene Pileggi – che la comunità intera si sta mostrando davvero disponibile con noi, e questo ci lusinga».
Parlando di ciò che in concreto Forza Giovani offre ai giovani, il presidente risponde: «È l’unica associazione che offre una membership, la quale permette di accedere a tutta una serie di sconti che riguardano i vari aspetti dell’essere italo-canadese. Inoltre, la nostra è una associazione finanziata privatamente, e siamo in grado di offrire tutto ciò proprio grazie al contributo della comunità».
A dimostrare questa coesione che sembra ormai avvenuta tra le diverse generazioni della comunità italo-canadese, saranno le importanti presenze dell’evento del 23 giugno, comprese quelle del console generale Gianni Bardino, il chairman di Wind Mobile Anthony Lacavera, Joe Pantalone, i candidati Rob Ford e Sarah Thomson, mp Maurizio Bevilacqua e Ken Dryden, il presidente del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi di Toronto Michael Tibollo e il presidente dalla Canadian Italian Professional Association Jason Sordi.
Ad allietare la serata saranno anche le esibizioni di Carlo Coppola e l’intrattenimento offerto dal dj. Nell’attesa di sapere chi, tra i quindici finalisti che saranno presenti al Capitol Event Theatre riceverà i 2.000 dollari in palio in ognuna delle tre categorie – “Academic excellence”, “Community achievement” e “Entrepreneurship” – Pileggi che Arcuri invitano tutti a partecipare alla serata.
«Ci auguriamo davvero che tutti abbiano il piacere di unirsi a noi in questo grande evento – conclude Pileggi – che soprattutto per noi giovani rappresenta davvero un importante punto di partenza. La nostra partecipazione in tutti gli aspetti che riguardano la società è fondamentale, per noi, per gli altri, e per salvaguardare quelli che sono i nostri valori e le nostre origini italiane. Forza Giovani vuole essere un ponte di collegamento tra gli oggettivi dei giovani e la loro realizzazione».

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I giovani italo-canadesi di “Ieri, oggi e domani”

Posted on 08 June 2010 by Elena

Premiati tanti studenti all’evento del FGIC per celebrare la Festa della Repubblica

Di Elena Serra

TORONTO – Si è svolta sabato scorso al Montecassino Place di Woodbridge la serata di gala organizzata dalla Federazione dei Giovani Italo-canadesi (FGIC) in collaborazione con il Centro Scuola e Cultura Italiana e il Comites di Toronto, ed è stato un successo strepitoso.
Nato per celebrare la Festa della Repubblica, l’evento intitolato “Ieri, oggi e domani” si è rivelato il perfetto trampolino di lancio per la comunità del giovani italo-canadesi, che hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra in questa serata alla quale hanno partecipato 450 persone.
«È stato un evento di qualità ed estrema classe» ha commentato Alberto Di Giovanni del Centro Scuola, che ha preso parte alla serata insieme a tante altre personalità. Erano infatti presenti il console generale Gianni Bardini, l’on. Bevilacqua, Joe Volpe, i consiglieri Michael Tiballo, Maria Augimeri, Anthony Perruzza, Gino Cucchi del Comites, l’associazione L’Altra Italia, Domenico Marozzi giunto da Edmonton, e il direttore di Rai Corporation Massimo Magliaro.
«Il presidente del FGIC Cosmo Femia – racconta Di Giovanni – ha aperto la serata con un commovente discorso sull’italianità e l’attaccamento alle proprie radici».
Femia ha poi proseguito spiegando gli obiettivi della sua federazione, ed il progetto che nel maggio 2011 li porterà in Italia per cento giorni, tra Torino, Quarto (Ge), Marsala (Pa), Firenze e Roma.
«Questo appuntamento nato per celebrare il 2 giugno è stato molto importante per tutti i giovani della nostra comunità – ha continuato Di Giovanni – in quanto ha ribadito il valore del legame con le proprie radici, ma anche il ruolo di progetti che ci proiettano verso il futuro e la conoscenza».
Tra i giovani presenti vi erano anche gli studenti di italiano dell’Università di Toronto e dell’Università di York, così come numerose scuole superiori.
In un’atmosfera di festa – grazie alle esibizioni di Paola Brancata, Jessica Scarlato, Angelina Gulla, Loren Graziano, e del corpo di ballo del Centro Scuola Dance Ensemble – nuove e vecchie generazioni si sono messe a confronto attraverso quel dialogo da tutti cercato da tempo.
Durante la serata sono anche state consegnate le borse di studio ai vincitori del concorso letterario indetto dal Centro Scuola in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, il Toronto Catholic District School Board e lo York Catholic Distrcit School Board. Ben 2.000 i giovani che vi hanno partecipato inviando i loro testi dedicati al “più grande personaggio italiano”, scrivendo, tra gli altri, di Gianni Versace, Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi. Tra gli studenti delle scuole superiori sono stati riconosciuti i lavori di Katherine Spagnuolo, Antonella Torelli, Simona Miscillo. A livello universitario, il premio è invece andato a Amedeo Clivio e Monique Gargiulo, e nella sezione musica Jessica Scarlato ha invece ricevuto dal Centro Scuola una borsa di studio per poter frequentare un corso di specializzazione al Liceo Sperimentale di Spoleto.

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Conferenza sui giovani “italiani” organizzata dall’Apiq

Posted on 26 April 2010 by Concita

MONTREAL – Si dice che la comunità italiana è perfettamente integrata nella società canadese e quebecchese. Si dice che a Montreal ci sono 250,000 persone di origine italiana, e che a Montreal l’uso dell’italiano resiste molto meglio che a Toronto. Si dice anche che i giovani ‘italiani’ non si riconoscono più nelle strutture tradizionali dell’associazionismo, e allora… dove vanno? Le strutture storiche della comunità italiana sono dunque destinate a scomparire? Che cosa resta dell’italianità nei giovani di seconda e terza generazione? In che modo i giovani vivono l’integrazione nella società circostante? Quali sono le linee di tendenza nell’evoluzione della comunità italiana in seno alla società del Québec?

Su queste e simili domande cercherà di avviare una riflessione il convegno organizzato dall’Associazione dei Professori d’Italiano nel quadro dell’ACFAS, e che si terrà all’Université de Montréal il 13 e 14 maggio prossimi, dal titolo “À la recherche d’une identité culturelle: les jeunes d’origine italienne au Québec”. Molti studi si sono occupati della comunità italiana di Montreal, e sono stati realizzati anche documentari di successo per il grande schermo e per la televisione (chi non ricorda il classico “Caffè Italia”, che fece scoprire la comunità italiana al pubblico del Québec?), ma prendendo in considerazione soprattutto gli immigrati di prima generazione. Questo convegno vuole invece mettere a fuoco i processi di integrazione in seno alle nuove generazioni.  Per questo abbiamo voluto che, oltre alle comunicazioni degli studiosi, ci fosse posto per delle vere e proprie testimonianze di giovani italo-canadesi (fra questi un rappresentante del COGIC, o “Comites giovani”, il ‘manager editor’ della rivista Panoramitalia, studenti e giovani professionisti). Un ruolo di rilievo è stato poi affidato ad una Tavola Rotonda alla quale parteciperanno scrittori e registi, che molto spesso – essi stessi italiani di seconda generazione – fanno riferimento nelle loro opere alle difficoltà che un adolescente ‘italiano’ incontra e ai conflitti che interiorizza nel contrasto fra i valori della famiglia d’origine e quelli trasmessi dalla scuola, dai mass-media e dalla società circostante. Tutto il pubblico potrà partecipare alla discussione sulle questioni legate all’evoluzione di una giovane personalità in un contesto d’immigrazione. Alla fine della prima giornata saranno poi proiettati documentari e film legati all’argomento, presentati dagli autori, e la seconda giornata sarà conclusa da un’esposizione delle più recenti opere di scrittori italo-canadesi.

Del resto, una delle questioni su cui riflettere, sarà addirittura se ha ancora un senso parlare oggi di identità culturale (intesa come nazionale) in una società che sempre più comprende giovani alla cui formazione hanno contribuito le realtà più diverse (nonni e genitori di nazionalità e cultura diverse, periodi di soggiorno e di studio in luoghi geografico/culturali lontanissimi fra di loro…). Come vivono e vedono quest’esperienza  i giovani? Quali difficoltà devono superare, e che cosa può aiutarli in un processo di integrazione che sia il meno traumatico possibile?

Il Colloquio si svolge nel contesto del Congresso ACFAS (Association Canadienne-Française pour l’Avancement des Sciences), e per ascoltare le comunicazioni è quindi obbligatorio iscriversi al Congresso (http://www.acfas.ca/congres/2010/pages/inscription.html).  La Tavola Rotonda di scrittori e registi e un’esposizione di libri di scrittori italo-canadesi si terranno invece dopo le 17, e sono quindi aperte al grande pubblico. Il programma si legge in internet (http://www.acfas.net/programme/c_78_605.html), ma per avere la versione aggiornata del programma si prega di mandare un messaggio a Beatrice.rea@mail.mcgill.ca. Agli stessi indirizzi ci si può rivolgere per avere copia delle domande sulle quali tutti potranno intervenire nel corso della Tavola Rotonda.

Maria Predelli, APIQ

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Giovani italo-canadesi su lingua e comunità

Posted on 29 March 2010 by Concita

Jermall Estwick (Fgic): l’italianità va al di là delle apparenze, di nome e cognome, cittadinanza o colore della pelle
di CONCITA MINUTOLA

TORONTO – Italianità, istruzione e studio della lingua italiana, storia dell’emigrazione e stereotipi. Sono stati questi i temi di discussione della 6ª Conferenza nazionale dei giovani italo-canadesi che si è tenuta nell’auditorium della Dante Alighieri Academy di Toronto il 27 marzo. L’incontro ha dato loro la possibilità di condividere esperienze, dubbi e opinioni con gli esperti intervenuti durante i lavori, moderati dal co-direttore del Centro Scuola e Cultura Domenico Servello.

Organizzata dalla Federazione dei Giovani Italo Canadesi (Fgic), in collaborazione con il Comites di Toronto e con il Consiglio generale degli italiani all’estero, la conferenza di sabato si è svolta con un formato originale in tre parti: interventi e domande su italianità e istruzione, una presentazione sulla storia della comunità e incontri in aula per approfondire le tematiche con gli esperti.

I giovani hanno preso la parola in apertura per parlare di italianità. Il presidente della Fgic, Cosmo Femia, ha invitato le nuove generazioni italo-canadesi a far sentire la loro voce nella comunità, e ha ricordato gli scopi dell’organizzazione giovanile, «conoscere e capire le nostre origini, promuovere la lingua italiana perché rimanga viva anche nelle prossime generazioni». Catherine Spagnuolo, studentessa della scuola superiore Loretto Abbey, ha parlato del suo particolare legame con i nonni e con le sue origini italiane. «Sono nata in Canada – ha detto – ma faccio parte di una ricca tradizione, sono orgogliosa di essere italo-canadese».

Jermall Estwick, studente di giurisprudenza e vice presidente della Fgic, ha raccontato la sua personale maturazione del sentimento di italianità, «qualcosa che va al di là di apparenze, nome e cognome, cittadinanza o colore della pelle». Come tanti altri italo-canadesi, Jermall racconta di essere cresciuto guardando le partite di calcio col nonno e studiando italiano sin dalle elementari, ma sentirsi italiani «è tutto questo e molto di più», dice, è anche «il valore della famiglia», «il viaggio in Italia come rito di passaggio» alla scoperta delle proprie origini. «Non bisogna vergognarsi delle proprie tradizioni – ha aggiunto – partecipare a eventi culturali, conoscere Dante e Petrarca o fare il sugo. Quello che mi preme di più è sentirmi italiano, non sembrare italiano». Molte le domande da parte sia del pubblico che degli esperti sul sentimento di italianità, sulle crisi di identità tra culture diverse, e sul confronto con i coetanei italiani.

A parlare di istruzione e di insegnamento di italiano dalle elementari alle superiori sono stati Alberto Di Giovanni, fondatore e direttore del Centro Scuola e il professor Biagio Aulino (Ycdsb). «Il numero di studenti di italiano alle elementari non è solo stabile, ma è anche in lieve aumento», ha detto Di Giovanni, che ha proseguito con un’analisi dell’insegnamento e del sistema scolastico nelle scuole secondarie. Un argomento approfondito anche dal professor Biagio Aulino, che ha parlato delle istituzioni, delle metodologie didattiche e dei problemi che riguardano lo studio dell’italiano nella Provincia.

Il direttore del Dipartimento di italianistica della University of Toronto, Domenico Pietropaolo, ha descritto il panorama universitario attuale, con uno sguardo anche al passato. Pietropaolo ha sottolineato la necessità di collaborazione tra insegnanti e presidi delle scuole superiori da una parte e docenti universitari dall’altra per migliorare la preparazione degli studenti e per offrire consulenza nel difficile passaggio da un mondo all’altro, lanciando anche la proposta di creare una forma di coordinamento. Nel corso del dibattito e del workshop in aula, il docente non si è limitato a spronare i giovani a migliorare il loro italiano, ma anche l’inglese, in particolare la scrittura, e ha sottolineato l’importanza di una solida base umanistica.

Durante la seconda parte della Conferenza, lo scrittore ed esperto di criminalità organizzata Antonio Nicaso ha passato in rassegna le difficoltà che ha attraversato la comunità italiana nel corso degli anni, tra condizioni di sfruttamento, pregiudizi amplificati dai media, forme di razzismo, ingiustizie, l’internamento di molti italiani durante la Seconda Guerra Mondiale, ma anche stereotipi e lotta alle mafie.

Gino Cucchi e Maria Bandiera, rispettivamente presidente e responsabile per la cultura del Comites di Toronto, hanno lodato l’iniziativa e spronato i giovani a continuare il lavoro appena iniziato, mentre il consigliere Cgie Carlo Consiglio ha letto un messaggio di congratulazioni per la Conferenza inviato dal ministro della Gioventù Giorgia Meloni. I temi trattati durante la Conferenza saranno raccolti in un documento che sarà consegnare nelle prossime settimane a Comites e Cgie.

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Programma di stage: tra i giovani voglia di “full immersion” in Italia

Posted on 26 March 2010 by Concita

Laura di Nardo (Agic): aperti alla collaborazione. Cosmo Femia (Fgic): servono più dettagli
di Concita Minutola

Rachele Casasanta, Daniele Bozzelli, Cosmo Femia, Laura Di Nardo

TORONTO – Creare “un programma di stage di studio e formazione in Italia presso enti pubblici, privati e imprese” e “un database di opportunità formative in Italia”. È la proposta lanciata dal console Gianni Bardini e dalla Camera di Commercio italiana dell’Ontario, attraverso le pagine del Corriere Canadese, per offrire ai giovani italo-canadesi un’esperienza di “immersione totale” sociale e culturale in Italia”. La creazione e il mantenimento del programma gestito dalla Camera di Commercio costerebbe 58.460 dollari l’anno. “Possono sembrare molti – scrive il console Bardini nella sua lettera – ma se solo li ripartiamo fra le oltre 320 Associazioni elencate nel nostro Albo Consolare l’onere si ridurrebbe a meno di 200 dollari ciascuna. Basterebbe quindi devolvere solo una piccola parte dei proventi di una sola serata per finanziarlo integralmente”.

Ma cosa pensano i diretti interessati, i giovani e gli studenti universitari italo-canadesi? Per Daniele Bozzelli, studente di Criminologia e presidente della Federazione canadese italiana della York University, si tratta di «una buona iniziativa perché essere aggiornati su opportunità di collaborazione e di stage in Italia è importante, specialmente per noi universitari. Tanti studenti magari desiderano poter fare un’esperienza di questo tipo, ma non sanno come realizzare questo desiderio». Daniele Bozzelli sottolinea anche l’importanza della comunicazione e della collaborazione con i club studenteschi universitari per condividere con i propri iscritti novità e appuntamenti comunitari. E sui costi, «secondo me è fattibile – commenta Daniele Bozzelli – 200 dollari non sono molti per una persona o per una associazione, la nostra comunità conta molti italiani affermati».

Commenti positivi anche dalla University of Toronto. Rachele Casasanta, cultural events coordinator della University of Toronto Italian Canadian Association (Utica), spiega che gli obiettivi della proposta sono in linea con la missione del circolo studentesco, uno dei più grandi dell’ateneo con centinaia di membri. «La nostra missione è di celebrare e promuovere la cultura, la storia e la lingua italiana, non solo a livello universitario ma anche nella comunità in generale – dice Rachele Casasanta – siamo sempre aperti a tutte le forme di collaborazione. Ho letto il documento del console, e penso che esperienze di quel tipo possano essere molto positive per noi giovani italo-canadesi, perché ci darebbero un’opportunità di immergerci totalmente nei vari aspetti della vita italiana, sociale, culturale, professionale, linguistica».
La studentessa di Inglese, Scienze politiche e italiano della UofT sottolinea anche la differenza tra programmi di studio offerti da università e formazione in enti e aziende italiane. «Nella nostra università, come in tante altre, vengono offerte opportunità di studio all’estero – prosegue la consigliera dell’Utica – e quella in Italia è una delle più popolari. Ma il programma proposto dal console è diverso – non si tratta di cinque settimane di studio e tempo libero per il turismo. I tirocini ci attirano molto perché ci darebbero la possibilità di lavorare in un certo settore attraverso compagnie e agenzie. Studiare all’estero è un’esperienza già molto conosciuta, mentre avere la possibilità di fare un’esperienza di lavoro in Italia è qualcosa di nuovo, o magari non se n’è mai parlato prima. Sappiamo che tanti dei nostri membri sarebbero interessati. Non vogliamo perdere le nostre origini italiane, vogliamo sentirci parte di questo posto che essenzialmente conosciamo solo attraverso i nostri genitori o i viaggi. Per questo sarebbe una grande opportunità e potremmo promuovere l’idea».

Pieno appoggio all’iniziativa anche da parte dell’Associazione giovani italo-canadesi (Agic). «Pensiamo che sia un’ottima idea – dice il presidente dell’associazione Laura Di Nardo – avere la possibilità di andare in Italia per uno stage in diverse aziende sarebbe fantastico». L’Agic ha già offerto la sua disponibilità al consolato per condividere le informazioni raccolte nel database del loro sito, www.agictoronto.com. «Contribuire alla creazione del database, un sistema ben organizzato per informare i giovani e tutte le persone interessate, è una buona proposta. Senza un mezzo di questo tipo, non è facile sapere cosa viene offerto. Le associazioni – continua Laura Di Nardo – potrebbero partecipare anche sostenendo i costi per rendere possibile l’esperienza di un tirocinio in Italia, per esempio pagando un volo. Ma tutto dipende dalla risposta che la comunità darà all’appello». L’Agic ha già pubblicato nel suo sito alcune opportunità segnalate dal consolato, «l’idea è proprio questa – dice Di Nardo – raccogliere più contatti possibile e condividere informazioni. Quando abbiamo lanciato il nostro servizio abbiamo ricevuto l’entusiasmo di molti dei nostri membri che vogliono andare in Italia. I giovani sono sempre interessati a fare un’esperienza in Italia, che sia di studio o di lavoro».

Esprime dei dubbi, invece, Cosmo Femia, presidente della Federazione giovani italo-canadesi di Toronto (Fgic). «L’idea è buona. In generale tutte le iniziative rivolte ai giovani sono positive – dice Femia – ma vorrei più dettagli sul procedimento, sulla gestione del programma e su come sarà organizzato. Sono molto contento che il console abbia citato l’esperienza del Centro Scuola, sarebbe molto importante cercare i consigli e lavorare con Alberto Di Giovanni e Domenico Servello». Femia aggiunge che «le università organizzano già opportunità di stage, bisogna capire qual è la differenza tra questi e la nuova iniziativa». Rimane un altro interrogativo per il presidente della Federazione: «Come faranno i piccoli club a raccogliere questa somma, quando le cene di gala spesso servono a raccogliere fondi per la loro stessa sopravvivvenza?».

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Nasce Forza Giovani italo-canadesi: «Vogliamo promuovere l’italianità»

Posted on 26 March 2010 by Concita

Il co-presidente Domenic Arcuri: «Vogliamo incoraggiare le nuove generazioni»

TORONTO – «Oggi rischiamo di dimenticare le nostre origini, non possiamo permettere che di italiano rimanga solo il cognome». È questo il motivo che ha spinto Domenic Arcuri, Domenico Gratta, Daniele Bozzelli e Mario Pileggi, a fondare il nuovo gruppo “Forza Giovani Greater Toronto Italian-Canadian Youth Organization”. «Vogliamo che il sentimento di italianità rimanga vivo».

L’obiettivo è di «incoraggiare le nuove generazioni a dare il proprio contributo alla società canadese, senza dimenticare l’eredità culturale italiana», spiega Domenic Arcuri. Un traguardo che i quattro co-presidenti vogliono raggiungere prima di tutto premiando i successi e l’eccellenza dei giovani italo-canadesi.

L’idea di far nascere una organizzazione no profit è nata dall’incontro di Domenic Arcuri, ingegnere e imprenditore di 28 anni, Daniele Bozzelli, studente di criminologia alla York University, Mario Pileggi, assistente di un deputato federale, e Domenico Gratta, dipendente della Bank of Nova Scotia e collaboratore del dipartimento delle comunicazioni della Canadian Olympic Committee durante le Olimpiadi di Vancouver. «Vogliamo che i giovani siano orgogliosi della propria cultura – spiega Domenic Arcuri – e che ricordino i sacrifici che i nostri predecessori hanno fatto per contribuire a costruire Toronto e il Canada. E speriamo che il sentimento di italianità rimanga vivo non solo nella comunità italiana di oggi ma anche nelle future generazioni. Lo facciamo per passione. Noi quattro stiamo finanziando tutto e speriamo che anche altri sponsor decidano di collaborare con noi».

Per inaugurare i lavori del nuovo gruppo, i quattro presidenti stanno organizzando la serata “I Primi Passi: The Honouring of Italian Canadian Youth”, che si terrà il 23 giugno al Capitol Event Theatre di Toronto (2492 Yonge Street).
Nel corso dell’appuntamento Forza Giovani consegnerà tre premi da 2mila dollari ciascuno a giovani della Greater Toronto Area che si sono distinti nelle categorie “Academic Excellence”, “Community Achievement”, “Entrepreneurship”.
Ecco i dettagli del bando. Possono partecipare i giovani di origine italo-canadese dai 16 a 30 anni. I candidati dovranno inviare il proprio curriculum vitae; un saggio di 300 parole sui risultati raggiunti nella categoria scelta – vita accademica, professionale o comunitaria – e l’impatto a livello personale, sociale, culturale o spirituale; due lettere di referenza per la categoria “Academic Excellence”, tre per “Community Leadership”, una lettera di referenza e un executive business summary per la categoria “Entrepreneurship”. Le domande dovranno essere inviate entro l’1 maggio 2010 all’indirizzo email info@forzagiovani.org oppure per posta all’indirizzo 7 Ingram Drive, Suite 113, Toronto, On, M6M 2L7. Il modulo di partecipazione può essere scaricato dal sito www. forzagiovani.org.

Quindici finalisti, ovvero cinque per ogni categoria, saranno invitati alla serata di gala e riceveranno un attestato di partecipazione. I tre vincitori saranno scelti da una commissione composta da Tony Silipo, presidente della Federazione calabrese dell’Ontario, Rocco Coluccio, vice preside della Humbervalley Village Junior Middle School, la dottoressa Rosa Leone e Angela Grande del Workplace Safety and Insurance Appeals Tribunal of Ontario.

«Con il nostro impegno – dice il co-presidente Domenic Arcuri – vogliamo incoraggiare i giovani italo-canadesi, rafforzare il legame con la comunità che oggi rischia di essere perso, ma anche promuovere collaborazioni con le altre culture. Abbiamo ricevuto il sostegno del console generale Gianni Bardini e del sindaco di Toronto David Miller. Inoltre, anche il Congresso nazionale degli italo-canadesi ci ha dato il suo appoggio e speriamo di poter collaborare con i media, con gli enti culturali e con il mondo dell’imprenditoria per promuovere la nostra cultura».

Domenic Arcuri puntualizza che con Forza Giovani non si vuole creare un altro club, ma «uno strumento educativo e un ponte di collegamento tra giovani italo-canadesi. Contiamo di poter lavorare con tutte le associazioni giovanili italo-canadesi». Al loro fianco ci sono già la University of Toronto Italian Canadian Association e la Federazione Canadese Italiana della York University.

Per informazioni su Forza Giovani Greater Toronto Italian-Canadian Youth Organization e per il bando di concorso visitare il sito www.forzagiovani.org o scrivere a info@forzagiovani.org.

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«Nel nostro futuro i giovani e la cultura»

Posted on 24 February 2010 by Concita

Secondo Moreno Bernardi, presidente del Circolo Ricreativo Toscano, le basi per garantire continuità al sodalizio sono state gettate

di MARIELLA POLICHENI

Moreno Bernardi

TORONTO – È un sodalizio, il Circolo Ricreativo Toscano, già proiettato verso il futuro.
Un presidente dinamico, Moreno Bernardi, 50 anni, un gruppo in seno al Circolo, I giovani toscani di Toronto, tante idee chiare e grande determinazione a passare il testimone alle nuove generazioni è quel che caratterizza questo Circolo che vanta 347 tesserati. «Paura di scomparire? Il pericolo c’è, ma noi stiamo facendo di tutto per portare avanti iniziative che interessano i giovani».

«Notiamo con piacere dei progressi – dice con un sorriso il presidente in carica da due anni Bernardi dopo essere stato vicepresidente per altri due – il gruppo di giovani che si è formato tre anni fa ha un certo livello di autonomia ma anche delle responsabilità verso il Circolo stesso. Noi li incoraggiamo, diamo loro una spinta quando serve e notiamo che cominciano a muovere i primi passi dando vita a picnic e festicciole, qualche concerto ma vorrebbero riuscire a organizzare tanti eventi culturali».

Hanno una loro costituzione, un loro logo, questi giovani di origine toscana dei quali Adamo Nardi, 25 anni è il presidente e Christina Sebastiani, 23 anni, la vicepresidente: «La nascita del gruppo dei giovani è stata ufficializzata dalla Regione per cui adesso, come già accade con noi, la Regione Toscana darà loro un sussidio per portare avanti iniziative sia culturali che destinate a mantenere vivo il legame con la Regione – spiega Bernardi in un meraviglioso italiano con una leggera inflessione toscana, nato a Toronto da genitori originari di Bagni di Lucca – organizziamo da tempo una serata di gala durante la quale premiamo con il Trofeo Cristoforo Colombo 12 ragazzi dal grado 1 al grado 11, e da tre anni a questa parte, anche dodici giovani iscritti alle università o ai college con borse di studio. Privilegiare la cultura e un inserimento prestigioso dei ragazzi nel mondo del lavoro è la nostra priorità».

È proprio al fine di raccogliere i fondi per le borse di studio (parte del denaro va anche alla Alzheimer Society) che il Circolo organizza ogni anno un torneo di golf. “I giovani prima di tutto” sembra essere lo slogan fatto proprio dai toscani. «Dobbiamo precisare che ben 25 anni fa la nostra Regione spinse, senza fortuna, affinchè fosse creato un movimento formato dai ragazzi – spiega il presidente Bernardi – i direttivi del passato non ne hanno capito l’importanza e di conseguenza non hanno profuso alcun impegno e alcuna volontà nel far sì che i ragazzi si unissero. Adesso è davvero giunto il momento di guardare avanti e di dare una mano ai nostri giovani nel farlo». Quel che sta a cuore a Bernardi è anche lo studio della lingua italiana: «Io sono nato a Toronto e parlo italiano, le mie figlie parlano un buon italiano – dice il presidente – purtroppo però la maggior parte dei ragazzi non lo parlano per cui mentre da un lato dirigiamo i nostri sforzi verso lo studio della lingua di Dante, dall’altro possiamo avvicinarli alla nostra cultura attraverso la lingua inglese».

In fondo, l’italianità, dice Bernardi, è fatta di tante cose: la lingua sì, ma anche la gastronomia, la cultura, la moda, la storia. La nostra storia. «A noi manca la celebrazione di una festa importante – aggiunge Moreno Bernardi che condivide l’idea del Console Gianni Bardini di organizzare un evento comunitario importante nel 2011 in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia – sarebbe bello poter dar vita a una festa di grande portata, una festa che unisca tutta la nostra comunità».

Le idee ci sono, i giovani pure, la volontà non manca. «Il mio team collabora, pensiamo tutti in maniera progressista, non ci sono interessi personali ma solo tanta voglia di divertirci e di puntare al futuro con i nostri giovani», conclude Bernardi.

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