Prima visita ufficiale per Andrea Meloni
di CARLA BONORA
OTTAWA – Ha scelto Villa Marconi, uno dei pilastri della comunità italo-canadese, l’Ambasciatore Andrea Meloni, per la sua prima visita ufficiale. Un incontro cordiale e costruttivo, per conoscere uno dei fiori all’occhiello della nostra comunità, questa grande struttura, poliedrica nella sua funzionalità, casa di cura a lunga degenza e, allo stesso tempo, cuore della vita culturale della comunità.
Accompagnato da Giovanni Maria De Vita, consigliere sociale per l’emigrazione, ecco il presidente del centro, Marco Pagani, dare il benvenuto con il direttore, Domenico Ricci, e l’amministratrice Ginette Whittingham.
Dopo un’accurata visita del centro, nel salone in festa, un gruppo di residenti, in rappresentanza dei 125 degenti, dà il benvenuto, tutti riuniti in circolo, come in un abbraccio ideale.
Colpisce un’incisione, nel lungo corridoio, “Famiglia, amici, tradizione”, che Ginette Whittingham, ha coniato, riassumendo in pieno, il significato di Villa Marconi.
L’Ambasciatore si ferma a salutare tutti, scambiando, singolarmente, cordiali parole. Il desiderio di parlargli è palpabile, qualcuno, come Orazio Amato, chiede più volte, «è proprio lei l’Ambasciatore d’Italia?»
«Sono davvero colpito da Villa Marconi – spiega l’Ambasciatore – dalla sua grandezza, organizzazione e funzionalità, una struttura costruita dagli italiani, per gli italiani, questo ci rende tutti fieri e mi complimento con voi».
Anche se arrivato da poco, l’Ambasciatore ha già incontrato le comunità di Toronto, Montréal, Vancouver, «e dovunque – sottolinea – sono rimasto colpito da quello che gli italiani hanno costruito per la comunità».
Orazio, l’età non la ricorda. «Sono nato tanto tempo fa – spiega – ma sono contento di vivere qui, mi sento come a casa mia».
Marco Pagani, presidente, rinnova il suo obiettivo, lanciando le linee guida del centro. «Lavoriamo sempre su tre priorità, stabilità finanziaria, funzionamento della casa di cura, e sviluppo di Villa Marconi come centro culturale della comunità italo-canadese».
L’incontro con i residenti continua. Una signora augura buon lavoro all’Ambasciatore, tutti gli si stringono intorno, un applauso contagia tutti. Maria, 93 anni, e non li dimostra affatto, accompagnata dai suoi figli, è qui per dare il suo benvenuto, parole cordiali, scambi di mano e Ginette Whittingham, si emoziona, definendo Villa Marconi «l’extension della casa italiana», e racconta «sono quasi 5 anni che sono qui a Villa Marconi, ho lavorato 19 anni per la comunità francofona, la comunità italiana è completamente diversa, c’è una cultura dell’anziano, pensi che per S. Valentino tutta la comunità italiana, si è mobilitata per organizzare un lunch per i residenti».
Domenico Ricci, direttore, anticipa i prossimi eventi. L’agenda è fitta di appuntamenti.
«Il nostro programma è sempre intenso, siamo soddisfatti dei risultati raggiunti e questo ci spinge a lavorare di più e quotidianamente. Infatti già stiamo preparando la festa della mamma, il 9 maggio, evento che coinvolge tutta la comunità italo-canadese, ed il 20 giugno, per la festa del papà e la celebrazione della Ferrari, faremo, ancora una volta, la raccolta fondi per Villa Marconi. L’anno scorso abbiamo raccolto 17.000 dollari, speriamo di fare meglio quest’anno, e non dimentichiamo il tanto atteso torneo di golf, il 27 agosto».






