La vicepresidente Giovanna Spagnolo Greco ci racconta il Leonardo Da Vinci Centre
Di ELENA SERRA
VICTORIA – L’italianità rimane forte a prescindere dal luogo nel quale un emigrante italiano decide di trasferirsi. È rigogliosa in tutto l’Ontario e nel Québec – grazie anche alla forte multiculturalità – e riaffiora in diverse città muovendosi verso Ovest nel Paese, sino ad arrivare a Vancouver. Ma la comunità italiana è presente anche oltre la città principale della British Columbia che si affaccia sul Pacifico, ed allora ecco che si arriva a Victoria, meno di 80mila abitanti di cui circa 6mila italiani.
«Negli anni Cinquanta un gruppo di persone si è riunito con l’intento di aiutare gli immigranti italiani che decidevano di trasferirsi qui a Victoria – ha raccontato al Corriere Canadese Giovanna Spagnolo Greco, vicepresidente del Leonardo Da Vinci Centre – Dopo anni di lavoro, nel 1955 è stato quindi fondato il Victoria Italian Assistente Center» del quale fanno parte oggi circa 350 persone. Dall’originale obiettivo di fornire supporto ad immigranti italiani, le attività si sono poi indirizzate verso la conservazione della cultura italiana e l’organizzazione di eventi per mantenere il senso di comunità.
«Oggi ci riuniamo per la festa della mamma e del papà, e a settembre celebriamo i nonni. Inoltre ci ritroviamo tutti per cene preparate con l’aiuto di tutta la comunità. Abbiamo la castagnata ed altre attività che spesso non sono nel calendario e nascono spontaneamente. A tutto ciò si aggiunge l’annuale picnic ed i giochi per i bambini». La vicepresidente ci parla poi del desiderio di italianità: «Molte persone che fanno parte del nostro centro sono arrivate qui tra gli anni Quaranta e Cinquanta – spiega – Ma nonostante ciò c’è una forte volontà di mantenere vive le tradizioni e la cultura italiana, anche grazie alle nuove generazioni che sanno quanto tutto questo sia importante per i propri nonni o genitori. La partecipazione non è numerosa come vorremmo, ma l’interesse c’è».
Tra le tante attività offerte del Leonardo Da Vinci Centre, vi sono anche corsi di italiano per adulti e bambini. «Quando ero presidente, tra il 1999 ed il 2005, ho reinserito nelle attività i corsi di italiano, che erano stati sospesi nel 1989 a causa del taglio dei fondi – racconta Giovanna Spagnolo Greco – Ricominciare è stato davvero difficile: la prima classe era frequentata solo da 10 bambini, ed anche ora non è facile coinvolgere i più giovani in corsi del genere, perché sono impegnati in tantissime attività. Per questo motivo il numero dei bambini iscritti è calato tanto negli anni, e spesso coloro che li frequentano sono adulti che vogliono recarsi in Italia. Durante l’anno abbiamo infatti tre corsi per adulti, e abbiamo sia studenti italo-canadesi che di altre nazionalità».
Approfondendo la conversazione, si arriva ad affrontare un punto focale per il futuro dell’italianità in tutte le comunità del Canada, ossia quello della partecipazione giovanile. «I giovani si divertono molto quando si ritrovano tutti insieme nei nostri eventi, soprattutto i più piccoli, perché possono correre e godersi le attività che organizziamo per loro – prosegue la vicepresidente -. Questo è anche dovuto al fatto che la nostra comunità è un po’ sparsa nel territorio, e spesso non è facile incontrarsi».
Pur essendo la capitale della British Columbia, Victoria è infatti situata sull’isola di Vancouver, e i circa 100 km di distanza dalla terra ferma possono rendere ancora più difficile il mantenimento della propria cultura.
«Vi sono quindi alcuni giovani che si ritrovano insieme solo al nostro centro in occasione degli eventi, e per questo si divertono molto». Se le chiediamo se i giovani italo-canadesi sono abbastanza coinvolti e spronati dalle famiglie, soprattutto riguardo la lingua, lei risponde: «Posso parlare per esperienza personale, perché i miei genitori hanno sempre parlato italiano, ed io ho fatto lo stesso con i miei figli. Ma è davvero difficile trasmettere una lingua ai bambini, perché una volta che iniziano ad andare a scuola la cultura e la lingua del luogo nel quale si vive prendono il sopravvento. I giovani conservano le tradizioni ed amano il cibo, ma mantenere la lingua viva è davvero difficile».
Arriva quindi la domanda d’obbligo: la lingua italiana verrà del tutto persa in Canada?
«Spero non si arrivi a perderla del tutto, ed in questo anche eventi musicali possono aiutare – conclude la vicepresidente – Comunque nella costituzione del nostro centro si dice che le nostre attività devono continuare anche se vi partecipano solo una decina di persone, quindi almeno per il prossimo secolo sappiamo che qualcosa sopravvivrà».







