GiovedÌ 17, Maggio, 2012

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Teresio Onorato: «Questi ragazzi non parlano l’italiano»

Posted on 25 February 2010 by Concita

Il responsabile dell’immigrazione della Regione Molise, al Corriere Canadese
di ELENA SERRA

TORONTO – Le comunità italiane in Canada hanno un forte bisogno delle istituzioni. È stato questo quanto è trapelato dall’incontro che il Corriere Canadese ha avuto con Teresio Onorato, responsabile dell’immigrazione della Regione Molise, accompagnato dall’artista molisano Maurizio Santilli.
Il musicista, comico e cantante è infatti il protagonista di un tour di concerti e spettacoli in Canada, organizzati e finanziati dalla Regione Molise, parte del progetto dedicato alle comunità molisane nel mondo fortemente voluto dal presidente dalla Regione Michele Iorio, in collaborazione con la Federazione delle Associazioni Molisane Canadesi dell’Ontario (Famco). «Vi è una realtà fuori dai confini nazionali (quella delle comunità italiane nel mondo, ndr) che è difficile comprendere se non se ne viene a contatto», afferma Teresio Onorato, che ha visitato italiani in tutto il mondo, comprese Australia, Argentina, Stati Uniti e Canada. «Il legame che unisce queste persone alle proprie origini è, se possibile, ancora più forte degli italiani in Italia».
Completamente d’accordo Maurizio Santilli, alla sua prima esperienza in Canada: «Grazie alla Regione Molise sto avendo l’opportunità di vivere questa esperienza, e non mi sarei mai immaginato di ricevere un’accoglienza così calorosa. È un piacere portare una parte della cultura italiana a queste persone che la amano così tanto, mi sento un po’ un missionario dell’allegria. La cosa più bella è che dopo lo spettacolo vengono tutti a salutarmi, mi fanno davvero sentire un rappresentante dei molisani nel mondo, e mi chiedono di salutare la loro terra per loro».
È proprio questo forte desiderio di mantenere viva la propria cultura d’origine che risveglia nella comunità italo-canadese la necessità della presenza delle istituzioni, ed il bisogno di un segnale che faccia loro capire che l’Italia è consapevole della loro presenza.
«Per questo la Regione Molise valorizza molto le comunità all’estero – continua Onorato – ma le nostre attività e programmi non si basano su picnic che ogni tanto sono organizzati. È giusto mantenere le tradizioni e conservare la memoria storica, ma noi vogliamo basarci su programmi costanti ed attività concrete». Per questo motivo il consiglio Molisani nel Mondo che organizza le attività della Regione Molise è formato anche da italiani che vivono in Canada, e vi sono delegazioni che ogni anno arrivano in Italia dal Canada e viceversa.
Particolare attenzione, anche in questo caso, viene rivolta ai giovani: «Sono loro che bisogna coltivare, altrimenti in pochi anni tutti i nostri sforzi andranno perduti, e queste comunità scompariranno – continua Onorato – questi ragazzi non parlano italiano, e penso che in parte ne siano responsabili i genitori, che non hanno insegnato loro la lingua, ma in parte ciò è anche dovuto dal fatto che queste famiglie non trovano l’aiuto di istituzioni che possano favorire la conservazione della cultura italiana».
In partenza per il Québec, con una sosta a Ottawa, Onorati e Santilli esprimono comunque soddisfazione per il positivo bilancio di questa prima parte del tour, che rappresenta sicuramente un successo per il progetto della Regione Molise e del presidente Iorio.
«Come artista la risposta del pubblico è per me la cosa più importante – conclude Santilli – e qui a Toronto non c’è dubbio che il risultato sia stato più che positivo».

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Sampogna: i club rischiano di scomparire

Posted on 28 October 2009 by Caterina

Per il presidente della “Famco” bisogna riflettere sull’esempio della Niaf

Di CONCITA MINUTOLA
TORONTO – «I club stanno morendo». A dirlo è Franco Sampogna, presidente della Federazione delle associazioni molisane canadesi, dopo la lettera sullo stato dell’associazionismo del Console Generale d’Italia a Toronto, Gianni Bardini.
Da una parte «non si crede che una grande associazione possa funzionare», dice il presidente della Famco al Corriere Canadese. Dall’altra, «i club rimangono piccoli e si impoveriscono sempre più – ricorda Sampogna (nella foto a destra) – perché la comunità invecchia e partecipa sempre meno alle attività e alle feste». Elementi che, insieme alla scarsa presenza dei giovani nei club, mettono a rischio la vita delle associazioni italocanadesi nella Gta, .
Per Franco Sampogna «il Console ha capito questa situazione, e vuole cercare di integrare i club». Ma prima di arrivare a un forte associazionismo basato sull’unione tra vari gruppi «ci vorranno anni», dice. Un obiettivo che sembra ancora più distante, al presidente delle associazioni molisane canadesi dell’Ontario, dopo aver partecipato al weekend del congresso della National Italian American Foundation (Niaf).
La Niaf ha festeggiato il suo 34º compleanno, il 24 ottobre a Washington, alla presenza di personaggi di rilievo nel mondo dell’imprenditoria, dello spettacolo e della politica, come Nancy Pelosi e Janet Napolitano, tutti accomunati dalle stesse origini italiane. «Una bellissima organizzazione, forte – insiste il presidente della Famco – proprio quello che ci vorrebbe qui in Canada, dove invece la mentalità è molto differente. Sembra quasi che un’idea del genere possa togliere qualcosa ai club». La Niaf, nata nel 1975 per rappresentare oltre venti milioni di italo-americani, raccoglie ogni anno «la bellezza di dieci milioni di dollari che vengono usati in gran parte per borse di studio e viaggi per i giovani», ricorda Franco Sampogna.
«Venerdì – continua a raccontare – c’è stata una riunione di 1500 persone da tutti gli Stati Uniti per parlare dei programmi, dei risultati della Fondazione e delle iniziative per l’Abruzzo. Sabato si è svolta una dimostrazione culinaria e di prodotti italo-americani e italiani, poi un’asta per la raccolta di fondi e il gran gala». Sampogna è rimasto particolarmente colpito dalla partecipazione dei giovani, durante la conferenza a Washington. «Tra i giovani italo-americani c’è stato un grande risveglio e si stanno organizzando molto bene adesso – dice – anche se non è una comunità fresca e giovane come quella canadese, figlia della grande ondata migratoria degli anni Cinquanta e Sessanta. Secondo me, ora, si trovano un passo avanti rispetto ai nostri».

Come creare più dialogo e coinvolgere allo stesso tempo le nuove generazioni italocanadesi? «Finché ci sono interessi personali – risponde Sampogna – i giovani non parteciperanno e non saranno coinvolti. Qui in Canada così non si farà mai niente. Io sono presidente del club di Guardia Reggia, che conta da solo 700 membri. Non avremmo bisogno di una Federazione di club, ma la portiamo avanti comunque per offrire qualcosa di più grande». Proprio domenica sera, la Famco ha consegnato sette borse di studio ai migliori studenti di origine molisana. E a livello comunitario, Sampogna si augura che «si possa riuscire a fare un’associazione grossa come quella degli Stati Uniti, dalla partecipazione e dalla struttura forte che va al di là delle origini regionali». Unire i club, però, non basta: «Se non facciamo partecipare i giovani, le nostre associazioni scompariranno – è l’allarme del presidente della Famco – nel giro di dieci anni. Ma mi auguro di sbagliarmi», aggiunge. La Famco riunisce 18 club e ha creato anche un blog per i più giovani. La partecipazione dei giovani è ancora troppo debole anche se, nota, aumenta sempre di più il numero di studenti interessati alle borse di studio offerte dalla Federazione. «Raccogliere i soldi – dice – richiede tempo e dipende dall’impegno individuale, ma noi ce la mettiamo tutta».

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