Saturday, February 4, 2012

Tag Archive | "giovani italo-canadesi"

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Progetto “Studiare in Friuli 2011-2012″

Posted on 28 January 2011 by Elena

CONVITTO NAZIONALE “PAOLO DIACONO”
POLO SCOLASTICO PER LE RELAZIONI INTERNAZIONALI

Piazzetta Chiarottini, 8 – 33043 CIVIDALE DEL FRIULI (Udine) Italia
Tel. 0039 432 731116 -    Fax  0039 432  702686  E-mail:segreteria@cnpd.it

Scuole superiori Annesse: Liceo Scientifico Liceo Classico- Liceo delle Scienze Umane- Liceo Linguistico
Scuole superiori collegate:Istituto Tecnico Agrario,Commerciale,Tecnico e Istituto Professionale

PROGETTO “  STUDIARE IN FRIULI”

Il CONVITTO NAZIONALE “Paolo Diacono”

B A N D I S C E

A) un concorso per 20  borse di studio della durata di un anno (o semestre), per la frequenza nelle Scuole Superiori del Convitto Nazionale o nelle altre Scuole della Provincia di Udine riservato a :
figli o discendenti di corregionali all’estero del Friuli Venezia Giulia

B) un concorso per l’assegnazione di n.10 posti  riservati a studenti di origine italiana o cittadini  esteri

Selezione per l’anno scolastico 2011-2012

Scadenza 16 aprile 2011

CONSULTARE IL SITO  www.cnpd.it

in collaborazione con l’Ente Friuli nel Mondo

CON IL CONTRIBUTO DI
REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA  – FONDAZIONE CASSA DI RISPARMIO DI UDINE E PORDENONE
PROVINCIA DI UDINE      -       PROVINCIA DI GORIZIA
COMUNE DI CIVIDALE  DEL FRIULI  – BANCA DI CIVIDALE

Il Convitto  possiede tutte le strutture scolastiche e ricettive per poter utilmente realizzare una iniziativa in questo senso, in quanto unitamente alla presenza di scuole come il Liceo Classico, il Liceo Scientifico, il Liceo delle Scienze Umane  ed il Liceo Linguistico e alle Scuole Tecniche e Professionali collegate, può contare su tutti i servizi di carattere residenziale necessari. I candidati, di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, ed in possesso di un sufficiente grado di comprensione della lingua italiana, devono frequentare nei paesi d’origine una Scuola simile all’Indirizzo scolastico superiore italiano nel quale chiedono l’iscrizione.
E’   importante che  gli stessi  uniscano ad una spiccata capacità in campo scolastico la disponibilità alla vita in comune, alla accettazione delle regole di vita collegiale, alla tolleranza e alla comprensione per opinioni e atteggiamenti diversi dai propri. Inoltre, vista la lontananza dall’ambiente familiare e l’impegno richiesto dai programmi di studio, deve poter contare su un carattere equilibrato e su un buono stato di salute psico-fisica. In tale ottica problemi di carattere medico di natura importante dovranno essere debitamente segnalati.
♣    BORSE  DI STUDIO  RISERVATE AI DISCENDENTI  DI  CORREGIONALI DEL FRIULI V.G.  ALL’ESTERO
Per l’ospitalità dei giovani presso le proprie Strutture e presso le Scuole, il Convitto assume a proprio carico le spese relative al vitto , all’alloggio , alle spese sanitarie e alle attività culturali e ricreative svolte all’interno dell’Istituto nonché quello per gite di un solo giorno organizzate dal Convitto o dalle Scuole.  Restano esclusi i viaggi di studio di più giornate che rimangono a carico delle famiglie.
Per quanto concerne le spese di viaggio esse rimangono a carico dei partecipanti.
Nota: il numero delle borse di studio potrebbe variare  in ragione dei finanziamenti  pubblici assegnati al
suddetto Progetto.

♣    POSTI A PAGAMENTO RISERVATI A STUDENTI DI ORIGINE ITALIANA O CITTADINI ESTERI

Il Progetto prevede che vengano anche ammessi studenti in possesso del visto d’ingresso in Italia per motivi di studio,  non assegnatari di borsa di studio, e con spese a proprio carico, pari a Euro 4.600,00 per l’intero anno scolastico usufruendo delle stesse condizioni degli studenti borsisti
DOMANDE DI AMMISSIONE
La domanda di ammissione ,come da modello reperibile sul sito WWW.CNPD.IT, deve essere presentata direttamente o a mezzo raccomandata A/R  entro il  16  aprile 2011   a
CONVITTO NAZIONALE “PAOLO DIACONO”
Piazzetta Chiarottini, 8  33043 CIVIDALE DEL FRIULI

La domanda può essere anche inviata all’Ente Friuli nel Mondo o inviata via e-mail presso i seguenti indirizzi segreteria@cnpd.it   oppure     info@friulinelmondo.com
La domanda dovrà essere corredata dalla documentazione richiesta, anche nella forma di documento trasmesso mediante posta elettronica .
INFORMAZIONI PIU’ PRECISE E BANDO INTEGRALE REPERIBILI SUL SITO :
www.cnpd.it

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È viva l’italianità di Victoria, capitale della British Columbia

Posted on 03 August 2010 by Elena

La vicepresidente Giovanna Spagnolo Greco ci racconta il Leonardo Da Vinci Centre

Di ELENA SERRA

VICTORIA – L’italianità rimane forte a prescindere dal luogo nel quale un emigrante italiano decide di trasferirsi. È rigogliosa in tutto l’Ontario e nel Québec – grazie anche alla forte multiculturalità – e riaffiora in diverse città muovendosi verso Ovest nel Paese, sino ad arrivare a Vancouver. Ma la comunità italiana è presente anche oltre la città principale della British Columbia che si affaccia sul Pacifico, ed allora ecco che si arriva a Victoria, meno di 80mila abitanti di cui circa 6mila italiani.

«Negli anni Cinquanta un gruppo di persone si è riunito con l’intento di aiutare gli immigranti italiani che decidevano di trasferirsi qui a Victoria – ha raccontato al Corriere Canadese Giovanna Spagnolo Greco, vicepresidente del Leonardo Da Vinci Centre – Dopo anni di lavoro, nel 1955 è stato quindi fondato il Victoria Italian Assistente Center» del quale fanno parte oggi circa 350 persone. Dall’originale obiettivo di fornire supporto ad immigranti italiani, le attività si sono poi indirizzate verso la conservazione della cultura italiana e l’organizzazione di eventi per mantenere il senso di comunità.
«Oggi ci riuniamo per la festa della mamma e del papà, e a settembre celebriamo i nonni. Inoltre ci ritroviamo tutti per cene preparate con l’aiuto di tutta la comunità. Abbiamo la castagnata ed altre attività che spesso non sono nel calendario e nascono spontaneamente. A tutto ciò si aggiunge l’annuale picnic ed i giochi per i bambini». La vicepresidente ci parla poi del desiderio di italianità: «Molte persone che fanno parte del nostro centro sono arrivate qui tra gli anni Quaranta e Cinquanta – spiega – Ma nonostante ciò c’è una forte volontà di mantenere vive le tradizioni e la cultura italiana, anche grazie alle nuove generazioni che sanno quanto tutto questo sia importante per i propri nonni o genitori. La partecipazione non è numerosa come vorremmo, ma l’interesse c’è».

Tra le tante attività offerte del Leonardo Da Vinci Centre, vi sono anche corsi di italiano per adulti e bambini. «Quando ero presidente, tra il 1999 ed il 2005, ho reinserito nelle attività i corsi di italiano, che erano stati sospesi nel 1989 a causa del taglio dei fondi – racconta Giovanna Spagnolo Greco – Ricominciare è stato davvero difficile: la prima classe era frequentata solo da 10 bambini, ed anche ora non è facile coinvolgere i più giovani in corsi del genere, perché sono impegnati in tantissime attività. Per questo motivo il numero dei bambini iscritti è calato tanto negli anni, e spesso coloro che li frequentano sono adulti che vogliono recarsi in Italia. Durante l’anno abbiamo infatti tre corsi per adulti, e abbiamo sia studenti italo-canadesi che di altre nazionalità».

Approfondendo la conversazione, si arriva ad affrontare un punto focale per il futuro dell’italianità in tutte le comunità del Canada, ossia quello della partecipazione giovanile. «I giovani si divertono molto quando si ritrovano tutti insieme nei nostri eventi, soprattutto i più piccoli, perché possono correre e godersi le attività che organizziamo per loro – prosegue la vicepresidente -. Questo è anche dovuto al fatto che la nostra comunità è un po’ sparsa nel territorio, e spesso non è facile incontrarsi».

Pur essendo la capitale della British Columbia, Victoria è infatti situata sull’isola di Vancouver, e i circa 100 km di distanza dalla terra ferma possono rendere ancora più difficile il mantenimento della propria cultura.
«Vi sono quindi alcuni giovani che si ritrovano insieme solo al nostro centro in occasione degli eventi, e per questo si divertono molto». Se le chiediamo se i giovani italo-canadesi sono abbastanza coinvolti e spronati dalle famiglie, soprattutto riguardo la lingua, lei risponde: «Posso parlare per esperienza personale, perché i miei genitori hanno sempre parlato italiano, ed io ho fatto lo stesso con i miei figli. Ma è davvero difficile trasmettere una lingua ai bambini, perché una volta che iniziano ad andare a scuola la cultura e la lingua del luogo nel quale si vive prendono il sopravvento. I giovani conservano le tradizioni ed amano il cibo, ma mantenere la lingua viva è davvero difficile».

Arriva quindi la domanda d’obbligo: la lingua italiana verrà del tutto persa in Canada?
«Spero non si arrivi a perderla del tutto, ed in questo anche eventi musicali possono aiutare – conclude la vicepresidente – Comunque nella costituzione del nostro centro si dice che le nostre attività devono continuare anche se vi partecipano solo una decina di persone, quindi almeno per il prossimo secolo sappiamo che qualcosa sopravvivrà».

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Social network, il futuro di Forza Giovani

Posted on 20 July 2010 by Elena

Tra i nuovi progetti dell’associazione le collaborazioni con le università della Gta

Di Elena Serra

TORONTO – Applicazioni per telefoni cellulari, collaborazioni con le università e la partecipazione alla National Exhibition. Sono passi importanti quelli che Forza Giovani, l’associazione di e per i giovani italo-canadesi di Toronto, si propone di compiere nell’immediato futuro.
Il primo evento ufficiale che ha avuto luogo il 23 giugno al Capitol Event Theatre di Toronto, e che ha presentato l’associazione a tutta la comunità italo-canadese, è stato infatti un importantissimo trampolino di lancio per le loro attività.

«Siamo stati davvero colpiti dalla risposta e dalla partecipazione della comunità» ha raccontato al Corriere Canadese il presidente di Forza Giovani Mario Pileggi, entusiasta della presenza di circa 400 persone, compreso il console generale di Toronto Gianni Bardini e il chairman di Wind Mobile Anthony Lacavera.
«La cosa più bella è stata la partecipazione di italiani che erano qui a Toronto in vacanza e che avevano conosciuto Forza Giovani ad un festival italiano – continua Pileggi – Questo evento ci ha sicuramente confermato che quella che stiamo percorrendo è la strada giusta, e che dobbiamo puntare sui giovani».

Per questo motivo l’associazione sta lavorando ad alcuni progetti importanti che si propongono di puntare maggiormente sulle risorse che i giovani italo-canadesi dai 16 ai 35 hanno da offrire. «Non vogliamo fare troppe cose tutte insieme, ma preferiamo concentrarci su determinati progetti e svilupparli bene».

Sicuramente è importante l’opportunità che Forza Giovani ha ricevuto da Adlure Media, che fornirà loro un sito web compatibile con tutte le principali marche di telefoni cellulari – iPhone, Blackberry e Motorola – e che permetterà quindi a Forza Giovani di avere la propria “app” per telefonini. La presenza dell’associazione alla National Exhibition 2010 permetterà inoltre di superare la cifra dei 300 membri raggiunta durante l’evento di giugno, e lo sviluppo di una futura collaborazione con le tre principali università della Gta – UofT, Ryerson University e York University – darebbe loro la possibilità di coprire e coinvolgere l’intera rete di giovani di Toronto.

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“I primi passi” di Forza Giovani

Posted on 15 June 2010 by Elena

Pileggi-Arcuri: «Un modo per preservare lingua e cultura»

Elena Serra

TORONTO – «Il primo evento dai giovani per i giovani». Mario Pileggi, presidente di Forza Giovani, descrive così “I primi passi”, evento che avrà luogo mercoledì 23 giugno al Capitol Event Theatre di Toronto, a partire dalle 7pm.
Rivolta ai giovani italo-canadesi, Forza Giovani è nata solo pochi mesi fa dalle idee di Domenic Arcuri, Domenico Gratta, Daniele e Alessandro Bozzelli, e Mario Pileggio, che si sono riuniti con l’obbiettivo di incoraggiare i giovani italo-canadesi a svolgere il proprio ruolo nella società nel rispetto delle proprie origini italiane, con la convinzione che questa sia la strada migliore per poter anche preservare la cultura e la lingua delle proprie famiglie, che rischiano purtroppo di scomparire.
Con la convinzione che solo incoraggiando e valorizzando le attività dei giovani si possano cambiare le cose, ecco quindi nascere una associazione che si presenterà ufficialmente alla comunità in una serata descritta «senza precedenti».
«Questo evento da noi organizzato – continua Pileggi intervistato dal Corriere Canadese – ha proprio l’intento di celebrare gli obbiettivi del nostro mandato, che si focalizzano verso l’unità vera dei giovani italo-canadesi».
Per questo motivo, sottolinea Domenic Arcuri, vice presidente di Forza Giovani, è molto importante l’amicizia e la collaborazione anche con le altre associazioni di giovani italo-canadesi – come ad esempio la Federazione dei Giovani Italo-canadesi, FGIC – con la quale, dice, «andiamo molto d’accordo»
“I primi passi” dunque, proprio a sottolineare un punto di partenza da condividere con tutta la comunità, «celebrando i risultati ottenuti da giovani italo-canadesi, per dare loro un riconoscimento ufficiale, ed invogliare tutti gli altri a perseguire i propri obbiettivi di vita».
Pur essendo un’associazione nata solo pochi mesi fa, sia Pileggi che Arcuri raccontano gli impressionanti risultati e il toccante supporto che in così breve tempo sono riusciti a constatare.
«Ci sono sempre stati dubbi e dibattiti su quale fossero le reali intenzioni dei giovani nella nostra comunità – racconta Arcuri – e in molti pensavano ci fosse disinteresse da parte nostra verso le nostre radici e l’italianità in generale. Questo può forse essere vero quando si è molto giovani, perché non ci si rende conto dell’importanza delle proprie origini, ma crescendo è un qualcosa che non si può ignorare e che acquista sempre più valore».
«Organizzandoci come stiamo facendo noi attraverso Forza Giovani – prosegue il vice presidente – stiamo dimostrando a tutti che il nostro è un interesse reale».
«Penso sia per questo – interviene Pileggi – che la comunità intera si sta mostrando davvero disponibile con noi, e questo ci lusinga».
Parlando di ciò che in concreto Forza Giovani offre ai giovani, il presidente risponde: «È l’unica associazione che offre una membership, la quale permette di accedere a tutta una serie di sconti che riguardano i vari aspetti dell’essere italo-canadese. Inoltre, la nostra è una associazione finanziata privatamente, e siamo in grado di offrire tutto ciò proprio grazie al contributo della comunità».
A dimostrare questa coesione che sembra ormai avvenuta tra le diverse generazioni della comunità italo-canadese, saranno le importanti presenze dell’evento del 23 giugno, comprese quelle del console generale Gianni Bardino, il chairman di Wind Mobile Anthony Lacavera, Joe Pantalone, i candidati Rob Ford e Sarah Thomson, mp Maurizio Bevilacqua e Ken Dryden, il presidente del Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi di Toronto Michael Tibollo e il presidente dalla Canadian Italian Professional Association Jason Sordi.
Ad allietare la serata saranno anche le esibizioni di Carlo Coppola e l’intrattenimento offerto dal dj. Nell’attesa di sapere chi, tra i quindici finalisti che saranno presenti al Capitol Event Theatre riceverà i 2.000 dollari in palio in ognuna delle tre categorie – “Academic excellence”, “Community achievement” e “Entrepreneurship” – Pileggi che Arcuri invitano tutti a partecipare alla serata.
«Ci auguriamo davvero che tutti abbiano il piacere di unirsi a noi in questo grande evento – conclude Pileggi – che soprattutto per noi giovani rappresenta davvero un importante punto di partenza. La nostra partecipazione in tutti gli aspetti che riguardano la società è fondamentale, per noi, per gli altri, e per salvaguardare quelli che sono i nostri valori e le nostre origini italiane. Forza Giovani vuole essere un ponte di collegamento tra gli oggettivi dei giovani e la loro realizzazione».

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I giovani italo-canadesi di “Ieri, oggi e domani”

Posted on 08 June 2010 by Elena

Premiati tanti studenti all’evento del FGIC per celebrare la Festa della Repubblica

Di Elena Serra

TORONTO – Si è svolta sabato scorso al Montecassino Place di Woodbridge la serata di gala organizzata dalla Federazione dei Giovani Italo-canadesi (FGIC) in collaborazione con il Centro Scuola e Cultura Italiana e il Comites di Toronto, ed è stato un successo strepitoso.
Nato per celebrare la Festa della Repubblica, l’evento intitolato “Ieri, oggi e domani” si è rivelato il perfetto trampolino di lancio per la comunità del giovani italo-canadesi, che hanno avuto la possibilità di mettersi in mostra in questa serata alla quale hanno partecipato 450 persone.
«È stato un evento di qualità ed estrema classe» ha commentato Alberto Di Giovanni del Centro Scuola, che ha preso parte alla serata insieme a tante altre personalità. Erano infatti presenti il console generale Gianni Bardini, l’on. Bevilacqua, Joe Volpe, i consiglieri Michael Tiballo, Maria Augimeri, Anthony Perruzza, Gino Cucchi del Comites, l’associazione L’Altra Italia, Domenico Marozzi giunto da Edmonton, e il direttore di Rai Corporation Massimo Magliaro.
«Il presidente del FGIC Cosmo Femia – racconta Di Giovanni – ha aperto la serata con un commovente discorso sull’italianità e l’attaccamento alle proprie radici».
Femia ha poi proseguito spiegando gli obiettivi della sua federazione, ed il progetto che nel maggio 2011 li porterà in Italia per cento giorni, tra Torino, Quarto (Ge), Marsala (Pa), Firenze e Roma.
«Questo appuntamento nato per celebrare il 2 giugno è stato molto importante per tutti i giovani della nostra comunità – ha continuato Di Giovanni – in quanto ha ribadito il valore del legame con le proprie radici, ma anche il ruolo di progetti che ci proiettano verso il futuro e la conoscenza».
Tra i giovani presenti vi erano anche gli studenti di italiano dell’Università di Toronto e dell’Università di York, così come numerose scuole superiori.
In un’atmosfera di festa – grazie alle esibizioni di Paola Brancata, Jessica Scarlato, Angelina Gulla, Loren Graziano, e del corpo di ballo del Centro Scuola Dance Ensemble – nuove e vecchie generazioni si sono messe a confronto attraverso quel dialogo da tutti cercato da tempo.
Durante la serata sono anche state consegnate le borse di studio ai vincitori del concorso letterario indetto dal Centro Scuola in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura, il Toronto Catholic District School Board e lo York Catholic Distrcit School Board. Ben 2.000 i giovani che vi hanno partecipato inviando i loro testi dedicati al “più grande personaggio italiano”, scrivendo, tra gli altri, di Gianni Versace, Alessandro Manzoni e Giuseppe Verdi. Tra gli studenti delle scuole superiori sono stati riconosciuti i lavori di Katherine Spagnuolo, Antonella Torelli, Simona Miscillo. A livello universitario, il premio è invece andato a Amedeo Clivio e Monique Gargiulo, e nella sezione musica Jessica Scarlato ha invece ricevuto dal Centro Scuola una borsa di studio per poter frequentare un corso di specializzazione al Liceo Sperimentale di Spoleto.

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Conferenza sui giovani “italiani” organizzata dall’Apiq

Posted on 26 April 2010 by Concita

MONTREAL – Si dice che la comunità italiana è perfettamente integrata nella società canadese e quebecchese. Si dice che a Montreal ci sono 250,000 persone di origine italiana, e che a Montreal l’uso dell’italiano resiste molto meglio che a Toronto. Si dice anche che i giovani ‘italiani’ non si riconoscono più nelle strutture tradizionali dell’associazionismo, e allora… dove vanno? Le strutture storiche della comunità italiana sono dunque destinate a scomparire? Che cosa resta dell’italianità nei giovani di seconda e terza generazione? In che modo i giovani vivono l’integrazione nella società circostante? Quali sono le linee di tendenza nell’evoluzione della comunità italiana in seno alla società del Québec?

Su queste e simili domande cercherà di avviare una riflessione il convegno organizzato dall’Associazione dei Professori d’Italiano nel quadro dell’ACFAS, e che si terrà all’Université de Montréal il 13 e 14 maggio prossimi, dal titolo “À la recherche d’une identité culturelle: les jeunes d’origine italienne au Québec”. Molti studi si sono occupati della comunità italiana di Montreal, e sono stati realizzati anche documentari di successo per il grande schermo e per la televisione (chi non ricorda il classico “Caffè Italia”, che fece scoprire la comunità italiana al pubblico del Québec?), ma prendendo in considerazione soprattutto gli immigrati di prima generazione. Questo convegno vuole invece mettere a fuoco i processi di integrazione in seno alle nuove generazioni.  Per questo abbiamo voluto che, oltre alle comunicazioni degli studiosi, ci fosse posto per delle vere e proprie testimonianze di giovani italo-canadesi (fra questi un rappresentante del COGIC, o “Comites giovani”, il ‘manager editor’ della rivista Panoramitalia, studenti e giovani professionisti). Un ruolo di rilievo è stato poi affidato ad una Tavola Rotonda alla quale parteciperanno scrittori e registi, che molto spesso – essi stessi italiani di seconda generazione – fanno riferimento nelle loro opere alle difficoltà che un adolescente ‘italiano’ incontra e ai conflitti che interiorizza nel contrasto fra i valori della famiglia d’origine e quelli trasmessi dalla scuola, dai mass-media e dalla società circostante. Tutto il pubblico potrà partecipare alla discussione sulle questioni legate all’evoluzione di una giovane personalità in un contesto d’immigrazione. Alla fine della prima giornata saranno poi proiettati documentari e film legati all’argomento, presentati dagli autori, e la seconda giornata sarà conclusa da un’esposizione delle più recenti opere di scrittori italo-canadesi.

Del resto, una delle questioni su cui riflettere, sarà addirittura se ha ancora un senso parlare oggi di identità culturale (intesa come nazionale) in una società che sempre più comprende giovani alla cui formazione hanno contribuito le realtà più diverse (nonni e genitori di nazionalità e cultura diverse, periodi di soggiorno e di studio in luoghi geografico/culturali lontanissimi fra di loro…). Come vivono e vedono quest’esperienza  i giovani? Quali difficoltà devono superare, e che cosa può aiutarli in un processo di integrazione che sia il meno traumatico possibile?

Il Colloquio si svolge nel contesto del Congresso ACFAS (Association Canadienne-Française pour l’Avancement des Sciences), e per ascoltare le comunicazioni è quindi obbligatorio iscriversi al Congresso (http://www.acfas.ca/congres/2010/pages/inscription.html).  La Tavola Rotonda di scrittori e registi e un’esposizione di libri di scrittori italo-canadesi si terranno invece dopo le 17, e sono quindi aperte al grande pubblico. Il programma si legge in internet (http://www.acfas.net/programme/c_78_605.html), ma per avere la versione aggiornata del programma si prega di mandare un messaggio a Beatrice.rea@mail.mcgill.ca. Agli stessi indirizzi ci si può rivolgere per avere copia delle domande sulle quali tutti potranno intervenire nel corso della Tavola Rotonda.

Maria Predelli, APIQ

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Italian youth and the community

Posted on 29 March 2010 by Concita

Conference looks at how the young generation fits in
By Concita Minutola

TORONTO – Italianità; the teaching and study of the Italian language, the history of immigration, and stereotypes. These were the themes for discussion at the sixth annual National Conference of Italian-Canadian Youth held at the Dante Alighieri Academy auditorium in Toronto.

The event provided opportunities for sharing experiences and opinions with experts during the workshop moderated by Centro Scuola e Cultura Italiana co-director Domenico Servello.
Organized by the Federazione dei Giovani Italo Canadesi (FGIC) in collaboration with COMITES of Toronto and the Council General for Italians abroad, the conference proceeded in an original three-part format: speeches and questions regarding Italianità and education, a presentation covering the history of the community, and in-class meetings with experts to further explore the themes.

The youth began proceedings by speaking on Italianità. FGIC president Cosmo Femia invited the new Italian-Canadian generations to have their voices heard in the community, and recalled the goals of the youth organization: “to know and understand our origins, to promote the Italian language so it remains alive even in future generations.” Catherine Spagnuolo, a high school student at Loretto Abbey, spoke about her special bond with her grandparents, and her Italian origins. “I was born in Canada,” she said, “but I belong to a rich tradition. I’m proud of being Italian-Canadian.”

Jermall Estwick, law student and vice-president of FGIC, talked about her personal exploration of Italianità as “something that goes beyond appearances, first and last names, citizenship, or skin colour.” Like many other Italian-Canadians, Estwick tells of growing up watching soccer games with her grandfather, and studying Italian since elementary school. But feeling Italian “is all this and much more,” she says. It’s also “family values, and trips to Italy as a sort of passage rite,” discovering one’s origins. “One shouldn’t be embarrassed about one’s origins,” she added, “or of participating in cultural events, knowing about Dante and Petrarca, or making sauce. What matters to me most is feeling Italian, not looking Italian.”

There were many questions from both the public and the experts on the notion of Italianità, on the identity crisis among various cultures, and on the comparison with Italian contemporaries. Speaking on education and the teaching of Italian from elementary to high school, was Alberto Di Giovanni, founder and director of Centro Scuola, along with Prof. Biagio Aulini (YCDSB). “The enrolment numbers of Italian students is not only stable, but is in slight increase,” said Di Giovanni, who continued with an analysis of the teaching and scholastic system in secondary schools – an issue also explored by professor Aulino, who spoke of institutions, didactic methodologies, and problems related to the study of Italian in the Province.

The director of the Italian Department at U of T, Domenico Pietropaolo, described the current university panorama, with a look to the past as well. Pietropaolo underlined the necessity of collaboration between teachers and principals at secondary schools on the one side, and university lecturers on the other, to improve the preparedness of students and to offer them advice during the difficult passage from one world to the other, proposing the creation of a more coordinated system. During the debate and class workshop, the lecturer didn’t stop at urging the youth to improve their Italian, but also their English – in particular their writing skills – and he emphasized the importance of a solid humanities base.

During the second half of the conference, writer and organized-crime expert Antonio Nicaso reviewed the difficulties that the Italian community has faced over the years, from conditions of exploitation, prejudices amplified by the media, various forms of racism, injustices, the internment of many Italians during the Second World War, but also stereotypes and the struggle against the Mafia.

COMITES Toronto president Gino Cucci and Maria Bandiera, culture manager of COMITES Toronto, praised the initiatives and urged the youth to continue the work just begun, while CGIE councillor Carlo Consiglio read a congratulatory message for the conference sent by Minister of Gioventù (Italy’s youth minister) Giorgia Meloni. The themes dealt with during the conference will be recorded in a document that will be sent to COMITES and CGIE over the next few weeks.

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Total social and cultural immersion

Posted on 26 March 2010 by Concita

Italian youth clubs weigh in on project to unite Italian-Canadian youth
By Concita Minutola

Rachele Casasanta, Daniele Bozzelli, Cosmo Femia, Laura Di Nardo

Creating “an internship study and training apprenticeship program in Italy through public, private, and commercial entities and a database of training opportunities in Italy.”
This is the proposal launched by Consul General Gianni Bardini and by the Italian Chamber of Commerce of Ontario through the pages of Corriere Canadese/Tandem, to offer young Italian Canadians a “total social and cultural immersion experience in Italy.”

The creation and maintenance of the program administered by the Chamber of Commerce would cost $58,460 per year.
“That might seem like a lot, but if we were to divide it among the over 320 associations listed in our Consular Registry, the burden would be reduced to less than $200 each,” Bardini wrote in his proposal letter. “It would suffice, then, to devolve just a small part of proceeds from a single fundraising evening to finance it completely.”
Daniele Bozzelli, criminology student and president of Federazione Canadese Italiana of York University, supports the idea.

“Being updated on collaboration and apprenticeship opportunities in Italy is important, especially for us university students,” he said. “Many students would like to have such an experience but don’t know how to achieve it.”
Bozzelli also emphasized the importance of communication and cooperation with university student clubs to share community news and events with their members.
“[I think the costs] are feasible,” Bozzelli said. “Two hundred dollars isn’t a lot for someone or for an association.”
Rachele Casasanta, cultural events coordinator of University of Toronto Italian Canadian Association (UTICA), is also a supporter of the plan.
He said the proposal’s objectives line up with the mission of the student circle – one of the university’s largest, with hundreds of members.

“Our mission is to celebrate and promote the Italian culture, history, and language, not just at the university level but also in the community in general. We’re always open to all forms of collaboration. I read the Consul’s document, and I think that type of experience could be very positive for Italian-Canadian youth, because it would give us the opportunity to totally immerse ourselves in various aspects of Italian social, cultural, professional, and linguistic life.”
The U of T student who is focusing on English, political science and Italian pointed out the difference between study programs offered by universities and training in Italian entities and businesses.

“Our university, like many others, offers opportunities to study abroad, and the one to Italy is one of the most popular. But the program proposed by the Consul is different – it doesn’t involve five weeks of study and free time for tourism. The apprenticeships interest us very much because they would offer the possibility of working in a specific sector within companies and agencies. Studying abroad is already a well-known experience, while having the possibility of getting work experience in Italy is something new, or maybe something that hasn’t been talked about before. We know that many of our members would be interested. We don’t want to lose our Italian origins. We want to feel part of this place that essentially we know about only through our parents or through trips. That’s why it would be a great opportunity and we’d promote the idea.”
The Associazione Giovani Italo Canadesi (AGIC) is also on board.
“We think it’s a great idea,” said association president Laura Di Nardo. “Having the opportunity to go to Italy for an apprenticeship in various companies would be fantastic.”
AGIC has already offered to share information in their database collected from their site www.agictoronto.com with the Consulate General.
“Contributing to the creation of a website, of a well-organized system of informing youth and anyone interested, is a good idea,” said Di Nardo. “Without such means as this, it’s not easy to know what’s being offered. The associations could also participate by supporting the cost of making an apprenticeship experience in Italy possible, for example by paying for a flight. But it all depends on the response from the community.”

Cosmo Femia, president of Federazione Giovani Italo-Canadesi (FGIC) of Toronto, however, expressed some reservations. “The idea is a good one. In general, all initiatives geared to the youth are positive, but I’d like more detail on the process, on the administering of the program, and on how it’ll be organized. I’m very happy that the Consul cited the experience of Centro Scuola – it would be very important to seek the advice of and work with Alberto Di Giovanni and Domenico Servello.”
Femia added that “universities already organize apprenticeship opportunities. We need to understand the difference between these and the new initiative.”

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Forza Giovani ignites passion for roots

Posted on 26 March 2010 by Concita

New Italian-Canadian youth club wants to forge solidarity
By Concita Minutola

“Today we’re in danger of forgetting our origins.” This is what motivated Domenic Arcuri, Domenico Gratta, Daniele Bozzelli, and Mario Pileggi to found the Forza Giovani Greater Toronto Italian-Canadian Youth Organization group.
The objective is to “encourage the new generations to make their own contribution to Canadian society, without forgetting their Italian cultural heritage,” explains Arcuri.

The idea to create a non-profit organization came about from a meeting between Arcuri, 28-year-old engineer and entrepreneur, Bozzelli, criminology student at York University, Pileggi, assistant to a federal MP, and Gratta, employee at Bank of Nova Scotia and member of the communications department of the Canadian Olympic Committee during the Vancouver Olympics.
“We want youth to be proud of their culture,” explains Arcuri, “and to remember the sacrifices our predecessors made in contributing to the building of Toronto and Canada. And we hope that the feeling of Italianità will remain alive not only in today’s Italian-Canadian community but also in future generations. We do it for passion. We four are financing it all and we hope that other sponsors will also decide to collaborate with us.”

To inaugurate the work of the new group, the four presidents are organizing an evening I Primi Passi (The First Steps): The Honouring of the Italian Canadian Youth, which will be held June 23 at Capitol Event Theatre in Toronto (2492 Yonge St.). During the course of the event, Forza Giovani will award three prizes of $2,000 each to youth in the Greater Toronto Area who have distinguished themselves in the following categories: Academic Excellence, Community Achievement, and Entrepreneurship.

“Through our commitment, we want to encourage young Italian-Canadians, strengthen ties to the community which is in danger of being lost, and also promote collaboration with other cultures,” says Arcuri. “We’ve received support from Consul General Gianni Bardini and Toronto Mayor David Miller. As well, even the Congresso Nazionale degli Italo-Canadesi (national congress of Italian-Canadians) has offered their support, and we hope to collaborate with the media, with cultural agencies, and with the business world, to promote our culture.”

Arcuri emphasizes that Forza Giovani isn’t intending to create another club, but “an educative tool and a bridge between young Italian-Canadians. We’re counting on being able to work with all the Italian-Canadian youth associations.”
Already on board are the University of Toronto Italian Canadian Association, and the Federazione Canadese Italiana of York University.

For information on Forza Giovani Greater Toronto Italian-Canadian Youth Organization, and for contest rules, visit www.forzagiovani.org or email info@forzagiovani.org.

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«Nel nostro futuro i giovani e la cultura»

Posted on 24 February 2010 by Concita

Secondo Moreno Bernardi, presidente del Circolo Ricreativo Toscano, le basi per garantire continuità al sodalizio sono state gettate

di MARIELLA POLICHENI

Moreno Bernardi

TORONTO – È un sodalizio, il Circolo Ricreativo Toscano, già proiettato verso il futuro.
Un presidente dinamico, Moreno Bernardi, 50 anni, un gruppo in seno al Circolo, I giovani toscani di Toronto, tante idee chiare e grande determinazione a passare il testimone alle nuove generazioni è quel che caratterizza questo Circolo che vanta 347 tesserati. «Paura di scomparire? Il pericolo c’è, ma noi stiamo facendo di tutto per portare avanti iniziative che interessano i giovani».

«Notiamo con piacere dei progressi – dice con un sorriso il presidente in carica da due anni Bernardi dopo essere stato vicepresidente per altri due – il gruppo di giovani che si è formato tre anni fa ha un certo livello di autonomia ma anche delle responsabilità verso il Circolo stesso. Noi li incoraggiamo, diamo loro una spinta quando serve e notiamo che cominciano a muovere i primi passi dando vita a picnic e festicciole, qualche concerto ma vorrebbero riuscire a organizzare tanti eventi culturali».

Hanno una loro costituzione, un loro logo, questi giovani di origine toscana dei quali Adamo Nardi, 25 anni è il presidente e Christina Sebastiani, 23 anni, la vicepresidente: «La nascita del gruppo dei giovani è stata ufficializzata dalla Regione per cui adesso, come già accade con noi, la Regione Toscana darà loro un sussidio per portare avanti iniziative sia culturali che destinate a mantenere vivo il legame con la Regione – spiega Bernardi in un meraviglioso italiano con una leggera inflessione toscana, nato a Toronto da genitori originari di Bagni di Lucca – organizziamo da tempo una serata di gala durante la quale premiamo con il Trofeo Cristoforo Colombo 12 ragazzi dal grado 1 al grado 11, e da tre anni a questa parte, anche dodici giovani iscritti alle università o ai college con borse di studio. Privilegiare la cultura e un inserimento prestigioso dei ragazzi nel mondo del lavoro è la nostra priorità».

È proprio al fine di raccogliere i fondi per le borse di studio (parte del denaro va anche alla Alzheimer Society) che il Circolo organizza ogni anno un torneo di golf. “I giovani prima di tutto” sembra essere lo slogan fatto proprio dai toscani. «Dobbiamo precisare che ben 25 anni fa la nostra Regione spinse, senza fortuna, affinchè fosse creato un movimento formato dai ragazzi – spiega il presidente Bernardi – i direttivi del passato non ne hanno capito l’importanza e di conseguenza non hanno profuso alcun impegno e alcuna volontà nel far sì che i ragazzi si unissero. Adesso è davvero giunto il momento di guardare avanti e di dare una mano ai nostri giovani nel farlo». Quel che sta a cuore a Bernardi è anche lo studio della lingua italiana: «Io sono nato a Toronto e parlo italiano, le mie figlie parlano un buon italiano – dice il presidente – purtroppo però la maggior parte dei ragazzi non lo parlano per cui mentre da un lato dirigiamo i nostri sforzi verso lo studio della lingua di Dante, dall’altro possiamo avvicinarli alla nostra cultura attraverso la lingua inglese».

In fondo, l’italianità, dice Bernardi, è fatta di tante cose: la lingua sì, ma anche la gastronomia, la cultura, la moda, la storia. La nostra storia. «A noi manca la celebrazione di una festa importante – aggiunge Moreno Bernardi che condivide l’idea del Console Gianni Bardini di organizzare un evento comunitario importante nel 2011 in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia – sarebbe bello poter dar vita a una festa di grande portata, una festa che unisca tutta la nostra comunità».

Le idee ci sono, i giovani pure, la volontà non manca. «Il mio team collabora, pensiamo tutti in maniera progressista, non ci sono interessi personali ma solo tanta voglia di divertirci e di puntare al futuro con i nostri giovani», conclude Bernardi.

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