GiovedÌ 17, Maggio, 2012

Tag Archive | "Italiani a Winnipeg"

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«Coinvolgiamo di più i nostri giovani»

Posted on 12 June 2010 by Elena

Nella provincia Winnipeg è il fulcro della comunità italiana, composta da 19mila persone

Di Elena Serra

WINNIPEG – Anche nelle piccole realtà italo-canadesi il desiderio di mantenere viva l’italianità è sempre forte.
Ne è un esempio lampante la comunità degli italiani del Manitoba, composta ufficialmente da quasi 19.000 persone, la maggior parte di esse concentrate a Winnipeg.
Carmine Coppola, campano, è il presidente dell’Associazione degli Italiani del Manitoba: «La nostra associazione è nata tre anni fa, in risposta all’esigenza di rafforzare le radici con la terra d’origine e mantenere viva l’italianità» ci racconta.
La sua associazione è quindi ancora giovane, e in fase di sviluppo, ma si sta facendo conoscere rapidamente nella comunità, soprattutto tra i giovani.
E proprio questa forte espansione la porta ad occuparsi di diversi settori coinvolgendo i cittadini in diversi livelli della società.
«Abbiamo dato dei riconoscimenti a due italiani che si sono distinti particolarmente nei propri campi lavorativi, e presto ne riconosceremo degli altri – prosegue Coppola. – «Ma abbiamo anche notato che vi sono moltissimi simpatizzanti dell’Italia, ed è possibile che la nostra associazione venga aperta a loro, gli “amici dell’Italia”, in modo da poter riunire anche tutti coloro che non hanno radici italiane ma in qualche modo amano l’Italia. Un altro ramo della nostra associazione che si sta sviluppando molto è quello relativo ai giovani, con un occhio particolare alle donne e alle loro attività».
Anche in Manitoba si sente quindi il forte bisogno di rendere le nuove generazioni parte di quelle tradizioni e di quella cultura italiana che altrimenti rischiano di andare perdute.
Secondo Coppola però il solo desiderio d’apprendimento da parte dei giovani non è sufficiente per garantire la continuità dell’italianità, ma è necessario il sostegno delle associazioni.
«Io credo che, per quanto riguarda i giovani e l’italianità, con il passare del tempo il cordone ombelicale con il Paese d’origine si vada inevitabilmente ad affievolire. Per questo motivo ritengo che, se i giovani non sono sorretti da organizzazioni o interessi particolari, si distaccano lentamente dalla radice» afferma il presidente.
«Questo è il ruolo che le associazioni devono assumere, quello di coinvolgere le nuove generazioni attraverso attività, ed è quello che anche noi cerchiamo di fare».
Punto di partenza per il coinvolgimento giovanile nella “vita italiana” della comunità e nel suo mantenimento, è secondo Coppola la conoscenza della lingua italiana.
«Per far sì che i giovani preservino la cultura italiana, la base dalla quale partire è senza alcun dubbio la conoscenza della lingua italiana ed il suo mantenimento, perché senza di essa non credo possa esistere il legame con la terra d’origine».
«L’obbiettivo principale dell’Associazione degli Italiani del Manitoba» sottolinea il presidente «è proprio quella di favorire e promuovere la diffusione ed il mantenimento dell’italiano in modo da poter coinvolgere nelle nostre attività sia giovani che persone non prettamente italiane».
A questo scopo è stata istituita una borsa di studio all’Università del Manitoba, destinata ad «uno studente che si è particolarmente distinto nello studio della lingua italiana».
A breve avrà anche luogo quella che è stata nominata la Settimana Italiana, il cui obiettivo sono ancora una volta i giovani «anche a livello organizzativo, perché ci sta a cuore il loro coinvolgimento, che deve necessariamente andare oltre la presenza fisica.
I giovani hanno bisogno di sentirsi impegnati anche nell’organizzazione, perché è in questo modo che si avranno soggetti attivi».
A conferma del solido impegno verso il mantenimento dell’italiano,
Coppola racconta che «per quanto riguarda la nostra associazione, la lingua italiana è preminente: documenti, relazioni e costituzione vengono prima redatti in italiano e poi tradotti in inglese e francese.
Nelle assemblee o eventi dell’associazione, cerchiamo sempre di parlare italiano proprio per spronare i giovani, ma devo ammettere che alcuni di essi, mi faccia usare l’imperfetto, non capivano l’italiano, ma grazie alla cocciutaggine di chi dirige questa associazione nel mantenere viva la lingua italiana, ho notato che vi sono stati tanti miglioramenti».
Italianità che sembra quindi crescere tra i giovani del Manitoba, grazie sicuramente a persone come Carmine Coppola, la cui vocazione verso questa missione non nasce né termina nella sua presidenza all’Associazione degli Italiani del Manitoba.
«Oltre ad essere il presidente associazione, presento anche un programma radiofonico per la comunità italiana. Sono ormai quasi 18 anni che conduco questo programma d’attualità su Radio Italia, un’ora tutti i giorni feriali, il che è tanto visto che i numeri della comunità italiana locale non sono altissimi, ma il programma è sopravvissuto e vive ancora dopo davvero tanto tempo».
E sempre di prima mano, Coppola conferma anche la crescita di attenzione verso la lingua italiana ed i corsi di italiano tra la popolazione canadese: «Insegno da sei anni all’Università del Manitoba in un corso di italiano. La stragrande maggioranza dei miei studenti non sono italo-canadesi, ma sono canadesi che amano particolarmente l’Italia. Sono partito il primo anno con un gruppo di 18 studenti, ed ora siamo arrivati ad avere due gruppi di oltre 30 persone, per un totale di quasi 80 partecipanti, soprattutto giovani».
Una nota positiva, dunque, che permette a Coppola di concludere dicendo: «A volte vale davvero la pena fare certi sacrifici ed insistere per proteggere la nostra cultura e la nostra lingua».

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A Winnipeg nuova linfa dall’Italia

Posted on 30 October 2009 by Caterina

Lega italo-canadese: con l’arrivo di nuovi immigrati si torna a parlare italiano

Di CONCITA MINUTOLA

TORONTO – Il futuro della comunità è diventato argomento di un acceso dibattito tra gli italocanadesi della Gta e le federazioni dell’Ontario, dopo la lettera del Console Generale Gianni Bardini al Corriere Canadese. E le altre comunità? A Winnipeg l’Italianità si sta risvegliando.
«Sono circa 18mila gli italiani in Manitoba, dal nucleo più grande di Winnipeg a quelli più piccoli di Thompson, Brandon e Selkirk», dice Mario Audino, docente di Italiano dell’Università di Winnipeg e portavoce della Lega italo-canadese del Manitoba. La grande emigrazione degli italiani verso la gelida Winnipeg è cominciata alla fine dell’Ottocento, come forza-lavoro per la costruzione delle linee ferroviarie. Poi è ripresa, dopo la Seconda guerra mondiale, per la maggior parte dal Sud Italia. «Persone che magari non avevano neanche l’istruzione elementare – continua il docente – come tante altre venute in Canada per migliorare le proprie condizioni di vita. Qui si sono dedicate al lavoro, tramandando comunque le tradizioni culturali e i valori legati all’amore per la famiglia». Oggi i loro figli e i loro nipoti sono integrati nel tessuto sociale canadese, parlano inglese o in alcune zone del Manitoba francese. L’italiano resta una lingua lontana, e i club nati dopo le grandi ondate migratorie sembrano qualcosa di estraneo. Eppure a Winnipeg, sin dagli anni Sessanta, la comunità è riuscita a mantere un legame tra associazioni tramite la Lega degli italo-canadesi del Manitoba. Il Caboto Centre di Winnipeg riunisce sotto un unico tetto la Dante Alighieri Society, la Camera di Commercio italiana, la Sons of Italy e promuove una serie di iniziative che vanno dalle lezioni di italiano a tornei di bocce al chiuso.
Oggi a Winnipeg «c’è una nuova iniezione di italianità», spiega il docente, grazie alla presenza di molti giovani che hanno lasciato il Belpaese. Nuovi emigrati, più istruiti rispetto alle passate generazioni – tra laureati in filosofia e in ingegneria aerospaziale, per fare qualche esempio – ma ancora in cerca di una vita migliore. Sintomo del risveglio della comunità italiana a Winnipeg è anche la nascita di un mensile dedicato alle notizie comunitarie e italiane, Il nuovo sole italiano – 3mila copie e dodici pagine scritte per il 60 per cento in inglese e per il resto in italiano – «grazie al contributo di un gruppo di giovani», spiega Mario Audino, che è anche il responsabile della nuova iniziativa editoriale. Ogni mese, inoltre, si riuniscono gruppi di discussione. «È una nuova ventata anche per noi anziani che così rinfreschiamo il nostro italiano», aggiunge il docente.

Nata negli anni Sessanta, la Lega era uno strumento di assistenza sociale e finanziaria rivolta ai nuovi arrivati dall’Italia, e contava all’inizio 4-5 club. Uno di questi, “Società Roma”, fondato nel 1911. «Poi i club sono aumentati – racconta Audino – e la Lega ha continuato a lavorare per la promozione della lingua e della cultura italiana assieme alla Dante Alighieri, nata nel ’66 e di cui sono stato presidente per quattro anni». Oggi la Lega riunisce dodici associazioni ed è diretta da Greg Fiorentino. A Winnipeg come a Toronto, queste associazioni conservano sempre di più la memoria storica dell’emigrazione. Come la Fratellanza Amatese, «che oggi conta più amatesi qui a Winnipeg che ad Amato, in provincia di Catanzaro». E il Bari Club, fondato alla fine degli anni Sessanta dopo l’arrivo di 800 persone, da Bari, per lavorare nel settore tessile grazie a un accordo con la provincia del Manitoba. A distanza di anni, la Lega italo-canadese rimane «il fulcro delle attività della comunità attraverso il punto di riferimento del Caboto Centre – puntualizza Mario Audino – non solo tra italocanadesi ma anche nei rapporti con altri gruppi culturali della città». Il lavoro della Lega italo-canadese continua «nonostante anche qui la forza dei club stia diminuendo – conferma Audino – perché la vecchia guardia si sta stancando e i giovani sono parte della società canadese». A Winnipeg, nonostante il forte interesse per l’italiano a livello universitario, «la lingua italiana non si insegna più nelle scuole medie come parte del curriculum – lamenta Mario Audino – ma come materia extra-curriculare». Altro neo è la mancanza di rappresentanti italocanadesi locali ai più alti livelli di governo. Ma la speranza non manca. «Man mano che giovani volenterosi si fanno avanti, noi lasciamo loro spazio e l’Italian Youth Association rappresenta il nostro anello di congiunzione tra generazioni. Grazie alle lezioni di italiano della Dante Alighieri, poi, continua l’afflusso di bambini e dei loro genitori nel nostro Centro». E per quanto riguarda una rappresentanza italocanadese a livello nazionale, «questo ruolo – conclude Audino – dovrebbe spettare al Congresso nazionale italocanadese».

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