Nella provincia Winnipeg è il fulcro della comunità italiana, composta da 19mila persone
Di Elena Serra
WINNIPEG – Anche nelle piccole realtà italo-canadesi il desiderio di mantenere viva l’italianità è sempre forte.
Ne è un esempio lampante la comunità degli italiani del Manitoba, composta ufficialmente da quasi 19.000 persone, la maggior parte di esse concentrate a Winnipeg.
Carmine Coppola, campano, è il presidente dell’Associazione degli Italiani del Manitoba: «La nostra associazione è nata tre anni fa, in risposta all’esigenza di rafforzare le radici con la terra d’origine e mantenere viva l’italianità» ci racconta.
La sua associazione è quindi ancora giovane, e in fase di sviluppo, ma si sta facendo conoscere rapidamente nella comunità, soprattutto tra i giovani.
E proprio questa forte espansione la porta ad occuparsi di diversi settori coinvolgendo i cittadini in diversi livelli della società.
«Abbiamo dato dei riconoscimenti a due italiani che si sono distinti particolarmente nei propri campi lavorativi, e presto ne riconosceremo degli altri – prosegue Coppola. – «Ma abbiamo anche notato che vi sono moltissimi simpatizzanti dell’Italia, ed è possibile che la nostra associazione venga aperta a loro, gli “amici dell’Italia”, in modo da poter riunire anche tutti coloro che non hanno radici italiane ma in qualche modo amano l’Italia. Un altro ramo della nostra associazione che si sta sviluppando molto è quello relativo ai giovani, con un occhio particolare alle donne e alle loro attività».
Anche in Manitoba si sente quindi il forte bisogno di rendere le nuove generazioni parte di quelle tradizioni e di quella cultura italiana che altrimenti rischiano di andare perdute.
Secondo Coppola però il solo desiderio d’apprendimento da parte dei giovani non è sufficiente per garantire la continuità dell’italianità, ma è necessario il sostegno delle associazioni.
«Io credo che, per quanto riguarda i giovani e l’italianità, con il passare del tempo il cordone ombelicale con il Paese d’origine si vada inevitabilmente ad affievolire. Per questo motivo ritengo che, se i giovani non sono sorretti da organizzazioni o interessi particolari, si distaccano lentamente dalla radice» afferma il presidente.
«Questo è il ruolo che le associazioni devono assumere, quello di coinvolgere le nuove generazioni attraverso attività, ed è quello che anche noi cerchiamo di fare».
Punto di partenza per il coinvolgimento giovanile nella “vita italiana” della comunità e nel suo mantenimento, è secondo Coppola la conoscenza della lingua italiana.
«Per far sì che i giovani preservino la cultura italiana, la base dalla quale partire è senza alcun dubbio la conoscenza della lingua italiana ed il suo mantenimento, perché senza di essa non credo possa esistere il legame con la terra d’origine».
«L’obbiettivo principale dell’Associazione degli Italiani del Manitoba» sottolinea il presidente «è proprio quella di favorire e promuovere la diffusione ed il mantenimento dell’italiano in modo da poter coinvolgere nelle nostre attività sia giovani che persone non prettamente italiane».
A questo scopo è stata istituita una borsa di studio all’Università del Manitoba, destinata ad «uno studente che si è particolarmente distinto nello studio della lingua italiana».
A breve avrà anche luogo quella che è stata nominata la Settimana Italiana, il cui obiettivo sono ancora una volta i giovani «anche a livello organizzativo, perché ci sta a cuore il loro coinvolgimento, che deve necessariamente andare oltre la presenza fisica.
I giovani hanno bisogno di sentirsi impegnati anche nell’organizzazione, perché è in questo modo che si avranno soggetti attivi».
A conferma del solido impegno verso il mantenimento dell’italiano,
Coppola racconta che «per quanto riguarda la nostra associazione, la lingua italiana è preminente: documenti, relazioni e costituzione vengono prima redatti in italiano e poi tradotti in inglese e francese.
Nelle assemblee o eventi dell’associazione, cerchiamo sempre di parlare italiano proprio per spronare i giovani, ma devo ammettere che alcuni di essi, mi faccia usare l’imperfetto, non capivano l’italiano, ma grazie alla cocciutaggine di chi dirige questa associazione nel mantenere viva la lingua italiana, ho notato che vi sono stati tanti miglioramenti».
Italianità che sembra quindi crescere tra i giovani del Manitoba, grazie sicuramente a persone come Carmine Coppola, la cui vocazione verso questa missione non nasce né termina nella sua presidenza all’Associazione degli Italiani del Manitoba.
«Oltre ad essere il presidente associazione, presento anche un programma radiofonico per la comunità italiana. Sono ormai quasi 18 anni che conduco questo programma d’attualità su Radio Italia, un’ora tutti i giorni feriali, il che è tanto visto che i numeri della comunità italiana locale non sono altissimi, ma il programma è sopravvissuto e vive ancora dopo davvero tanto tempo».
E sempre di prima mano, Coppola conferma anche la crescita di attenzione verso la lingua italiana ed i corsi di italiano tra la popolazione canadese: «Insegno da sei anni all’Università del Manitoba in un corso di italiano. La stragrande maggioranza dei miei studenti non sono italo-canadesi, ma sono canadesi che amano particolarmente l’Italia. Sono partito il primo anno con un gruppo di 18 studenti, ed ora siamo arrivati ad avere due gruppi di oltre 30 persone, per un totale di quasi 80 partecipanti, soprattutto giovani».
Una nota positiva, dunque, che permette a Coppola di concludere dicendo: «A volte vale davvero la pena fare certi sacrifici ed insistere per proteggere la nostra cultura e la nostra lingua».






