GiovedÌ 17, Maggio, 2012

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Donato Santeramo: «Serve un intervento per l’italianità»

Posted on 11 May 2010 by Concita

Continua la campagna “Dai una mano alla Regina” lanciata dal console Bardini
di CONCITA MINUTOLA

KINGSTON – “Dai una mano alla Regina”. È l’appello lanciato dal console generale d’Italia Gianni Bardini, tramite il Corriere Canadese, un invito a contribuire a una “catena di solidarietà – ha scritto il console – per coprire i costi di un insegnante a contratto, per salvare e rilanciare il Dipartimento di Italiano della Queen’s University colpito da pesanti tagli di bilancio”.
Siamo arrivati alla fine dell’anno accademico, gli studenti preparano gli ultimi esami e si guarda già all’anno prossimo. Quello che sembra certo è che il Minor in italiano è riconfermato, almeno per il 2010-2011. È stato sospeso l’anno scorso, invece, il corso di laurea a livello Medial. Manca il Major. Dopo la recessione e i tagli decisi dall’amministrazione il corpo docenti è stato ridotto. Donato Santeramo, direttore del Dipartimento di spagnolo e italiano, spiega al Corriere Canadese il perché. «I problemi sono due – dice il professore – uno di carattere economico. L’università non ha mai avuto posti “fissi” per i professori di italiano. Basti pensare che fino all’anno scorso i quattro quinti erano a contratto. Quindi in un momento di crisi vengono a mancare quei soldi che servono a finanziare i contratti e diventa più difficile mantenere il programma. Per quanto riguarda i numeri, anche se la crescita degli studenti c’è stata, allo stesso tempo è relativamente bassa rispetto ad altri dipartimenti. Il problema non è tanto quanti studenti abbiamo e che vogliono studiare l’italiano, ma quelli che poi decidono di laurearsi».
Ed è un problema, per Santeramo, che non si limita solo a numeri e finanze. Occorre riflettere anche su cosa debba offrire un’adeguata istruzione universitaria, al di là di ciò che porta a un guadagno immediato. «La funzione delle università – insiste – non è solo soddisfare le esigenze della società a livello lavorativo, ma anche e soprattutto dare una base culturale e intellettuale a questi ragazzi. Dar loro gli strumenti per andare fuori e mettere in pratica ciò che hanno imparato in tantissime discipline». E in particolare quando si parla di italiano, il docente dell’ateneo di Kingston sottolinea l’importanza dell’apprendimento della lingua e il suo peso nel mondo della cultura, perché «è una lingua che bisogna conoscere se si vuole fare, per esempio, il curatore dell’arte di qualsiasi periodo o ci si vuole occupare di architettura e tanto altro ancora». Nonostante ciò, i laureandi rimangono in pochi, e non è il caso solo della cultura italiana. «Oggi – puntualizza – giusto o sbagliato che sia, la maggior parte degli studenti viene all’università per trovare poi un lavoro che paghi bene». Un discorso che coinvolge anche «materie come la matematica pura», e ciò vuol dire «non voler conoscere per il gusto della conoscenza, in quanto esseri umani, ma solo per guadagnare qualche dollaro in più».
Tornando all’ateneo di Kingston, il dipartimento attira comunque studenti che frequentano anche altri corsi di laurea. «Alla fine – spiega Santeramo – i corsi di lingua italiana sono pieni». A contribuire a questo successo è la possibilità di seguire le lezioni in inglese. «Per il corso su Pirandello, per esempio – spiega il docente – forse avrei avuto solo sei studenti se fosse stato tutto in italiano, e invece erano una trentina. La stessa cosa per un corso su Fellini e Benigni». Diversa storia per gli studenti che vogliono laurearsi in italiano che devono fare tutto, esami inclusi, chiaramente, in lingua italiana. I corsi insegnati in inglese, in più, sono frequentati per il 70 per cento da studenti non di origine italiana.
Dopo la difficile situazione economica dell’anno scorso alcuni contratti non sono stati riconfermati, con una riduzione del corpo docenti del dipartimento da cinque a tre insegnanti. «L’appello del console Bardini è stato davvero importante – dice il direttore del dipartimento – credo che il suo impegno in generale sia ammirevole. Ma il problema è che c’è una crisi vasta. Bisognerebbe avere un intervento forte anche dello Stato italiano, a questo punto. È nell’interesse dello Stato promuovere l’italianità, non solo per i figli degli italiani, ma soprattutto per i non italiani. Si tratta di un investimento anche per l’economia italiana, un aspetto che spesso viene preso sotto gamba».
Per garantire la continuità dei lavori a Kingston, servono «quattro milioni di dollari per una cattedra a tempo pieno». Santeramo ricorda che il Dipartimento di italiano è stato per anni «un fiore all’occhiello» della Queen’s University, con grandi conferenze e seminari, ma «con la crisi tutto questo non si può fare più».
Quale sarà il futuro dell’italiano alla Queen’s University se questi fondi non arriveranno? «Penso che il Minor rimarrà – risponde Donato Santeramo – ma vorrei costruire un dipartimento che possa offrire un Major in italiano, con il lavoro di due persone fisse a tempo pieno si può fare».

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Il Québec riscopre la lingua italiana

Posted on 11 February 2010 by Concita

Cresce la richiesta di corsi, intervista alla docente Livia Cattaneo
di CATERINA ROTUNNO

MONTREAL – “Una voce della passione per l’insegnamento della lingua italiana”: così l’Apiq, l’Associazione dei professori di italiano del Québec, descrive se stessa e la motivazione che accomuna gli insegnanti della lingua italiana della provincia francofona.
Fin dal momento della sua fondazione, avvenuta nel 1971, l’ APIQ ha perseguito l’obiettivo di monitorare e difendere la lingua e la cultura italiana promuovendone l’insegnamento attraverso il consolidamento della professionalità degli insegnanti di italiano delle scuole pubbliche del Quebec e una costante collaborazione con le autorità scolastiche della provincia. L’associazione gode dell’alto patrocinio della Governatrice Generale del Canada, Michaelle Jean e collabora con numerose organizzazioni governative canadesi, associazioni negli Stati Uniti e università italiane quali le università per stranieri di Siena e Perugia, l’università Ca’Foscari di Venezia e quella della Calabria.

Nel 2007, l’Associazione, che vive grazie all’attività svolta su base volontaristica dei suoi soci, ha voluto dare nuovo slancio ai suoi programmi, arricchendo l’offerta culturale con rassegne cinematografiche, conferenze e un incontro annuale aperto a tutti gli insegnanti di italiano del Quebec:l’ultimo si è svolto nell’ottobre dello scorso anno e ha registrato la presenza di professionisti nel campo dell’insegnamento linguistico, docenti universitari ed esponenti del mondo letterario e giornalistico italiano che si sono confrontati su tematiche inerenti le moderne metodologie di insegnamento della lingua del Belpaese e su progetti che mirano a promuovere in modo semplice e diretto la cultura italiana come ad esempio “L’Italiano in Piazza”, una carrellata storico-culturale delle 1000 piazze d’Italia.

Gli scopi, l’attività e l’offerta culturale sono descritti in modo dettagliato nel sito web dell’associazione (www.apiq.org) che , come come ci racconta la professoressa Livia Cattaneo, docente universitaria e consigliere del Comitato direttivo, ne rappresenta la sua sede virtuale, mancando una vera e propria sede fisica dell’associazione: «Negli ultimi tre anni l’attività dell’APIQ ha registrato una nuova e ritrovata vitalità che si è manifestata attraverso un ricambio dei membri del Comitato direttivo e la nomina a Presidente della professoressa Maria Bendinelli Pedrelli e un’ampia programmazione di eventi culturali, anche in collaborazione con altri enti e istituzioni presenti sul territorio come l’Istituto Italiano di Cultura, il Centro Leonardo da Vinci, il PICAI (Patronato ItaloCanadese Assistenza Immigrati ) e il Centro Cultural Simón Bolívar, che gentilmente mettono a disposizione i loro spazi per le nostre iniziative. Questa offerta culturale – continua Livia Cattaneo- affianca e integra il progetto pedagogico grazie al quale insegnanti di ogni ordine e grado possono scambiarsi esperienze, trovare, sul nostro sito web, strumenti utili per l’insegnamento dell’italiano come le risorse online, novità editoriali, una biblioteca composta da libri e riviste specializzate e un forum di consulenza linguistica».

Questo progetto pegadogico oltre alla consultazione on-line prevede anche momenti di incontro?
«Sì. Nel corso dell’anno si svolgono numerosi momenti di formazione e incontri pedagogici rivolti a tutti coloro che sono impegnati nell’insegnamento dell’italiano comprendendo, oltre ai docenti che svolgono questa attività quale loro professione principale, anche coloro che da anni si dedicano a insegnare per passione e legame con la lingua italiana.
Questi ultimi sono principalmente impegnati nell’insegnamento ai bambini e ragazzi in determinati centri privati frequentati dalla comunità italiana. L’incontro più importante, resta sicuramente la riunione annuale dell’APIQ che è giunta ormai alla sua terza edizione, divenendo in questi anni un punto di riferimento e un momento di riflessione e scambio di esperienze per tutti coloro che sono impegnati nell’insegnamento della lingua e della cultura italiana nel Quebec».

ll vostro sito web presenta anche una sezione dedicata alle offerte di lavoro per l’insegnamento della lingua italiana?
«Abbiamo voluto raccogliere e portare a conoscenza dei visitatori del sito web, alcune proposte di lavoro da parte di scuole e università non solo canadesi ma anche americane. Pensiamo che questo possa rappresentare un valido aiuto sia per chi già vive in questi Paesi, ma anche per chi, ad esempio, risiede in Italia e ha intenzione di fare un’esperienza di insegnamento oltreoceano».

Qual è attualmente il trend relativo all’insegnamento della lingua italiana in Quebec?
«Sicuramente in crescita. Oltre ai corsi curriculari ed extra curriculari presenti nelle scuole di ogni ordine e grado e a quelli gestiti dal PICAI, negli ultimi anni si è avuto un significativo aumento della domanda di corsi di italiano per adulti che, a differenza del passato, molto spesso sono persone che non hanno origine o legami con il Belpaese, ma sono solo semplicemente attratte dalla cultura e dal “mondo italiano” o in procinto di intraprendere un viaggio nel nostro Paese».

Ci può anticipare i prossimi eventi che andranno a comporre la ricca offerta di eventi culturali della vostra associazione?
«L’APIQ offre ogni mese una conferenza, o un’attività culturale, su un aspetto della cultura italiana e un film italiano scelto fra quelli più recenti e importanti. Per esempio, dopo la conferenza del prof. Boglioni sulle “Piazze d’Italia”, sono previste una presentazione del Carnevale a Venezia e in Campania (18 febbraio), una conferenza sullo sviluppo sostenibile nelle città con l’architetto Zardini (18 marzo), un’altra sull’origine del sistema solare con il professor Giampaolo Sassano (15 aprile) e infine una serata dedicata al Paradiso di Dante (27 maggio). Il ciclo di proiezioni affronta quest’inverno il “film-verità”, o di tipo documentaristico: “Gomorra” (proiettato lo scorso 30 gennaio), “Biùtiful Cauntri” (27 febbraio), “L’orchestra di Piazza Vittorio” (27 marzo), “Videocracy – Basta apparire” (24 aprile) e “Improvvisamente l’inverno scorso” (15 maggio). Ogni film sarà presentato da uno studente dell’Università McGill (Mauro Sassi), e sarà possibile rimanere dopo la proiezione per un’eventuale discussione».

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