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Scoperti 3 presunti casi umani di Bse

Allarme in Manitoba, ricoverato un campione di curling

WINNIPEG - È allarme in Manitoba dopo la scoperta di tre presunti casi umani di Bse. Le autorità sanitarie provinciali hanno confermato che tre persone, tra le quali il campione di curling Neil Andrews, sono state ricoverate con i sintomi tipici del morbo di Creutzfeld-Jakob. Charles Penner, vice presidente della Brandon Health Region, ha dichiarato che secondo quanto emerso dalle prime analisi, i tre casi non sarebbero collegati tra loro. Andrews, 58enne due volte campione provinciale di curling, iniziò ad accusare i sintomi della Bse a settembre. L'atleta in quel periodo smise di giocare a curling a causa di problemi di equilibrio.
L'emergenza Mucca Pazza negli ultimi anni ha assunto una dimensione globale.
Lo scorso novembre un ragazzo olandese di 16 anni era morto a causa del morbo della Bse. Le autorità olandesi avevano ufficialmente confermato alla Commissione europea, che il decesso era stato causato dalla variante della malattia nota come Creutzfeld-Jakob, legata proprio alla Bse.
Il paziente deceduto era uno studente liceale. Sempre in Olanda nel 2005 era morta una donna di 26 anni per la stessa malattia. Secondo le autorità sanitarie olandesi nei Paesi Bassi ci sarebbero almeno altre due persone infette.
La morte della ventiseienne lo scorso anno era stata messa in relazione con una partita di carne di origine britannica, importata nel corso degli anni Novanta in Olanda.
All'inizio della settimana a London, in Ontario, era scattato l'allarme Bse in un ospedale: successive analisi avevano tuttavia escluso la presenza di un paziente infettato dal morbo.
E l'emergenza continua anche per la variante che colpisce i bovini. Ieri il ministro della Sanità giapponese ha confermato la scoperta del 31º caso di mucca pazza: si tratta di un bovino di 84 mesi cresciuto in un allevamento nell'isola di Hokkaido.
La malattia è comparsa per la prima volta in Gran Bretagna nel 1996, ma è stata ufficialmente riconosciuta soltanto nel settembre 1997, quando un articolo su Lancet la definì "nuova variante della malattia di Creutzfeldt-Jakob". La malattia è molto diversa dalla forma classica del morbo di Creutzfeldt-Jakob (Cjd). Quest'ultimo colpisce infatti le persone anziane (in media 65 anni) e si manifesta con una demenza che peggiora progressivamente, accompagnata da disordini nei movimenti. La variante della Cjd colpisce invece i giovani (in media 29 anni) e nei primi stadi si manifesta con disturbi psichiatrici, seguiti a breve distanza dalla comparsa di demenza.

Data pubblicazione: 2006-12-09
Indirizzo pagina originale: http://www.corriere.com/viewstory.php?storyid=57679