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Moda uomo in stile dannunziano In passerella il matador RiveraIl giovane torero e il campione di nuoto Magnini sfilano per ArmaniMILANO - Sapersi liberare delle origini aristocratiche abbracciando una personale sportività degagé, cioè libera e disinvolta, è stato il segreto dello stile di Luchino Visconti,Il grande regista, come altri personaggi del secolo scorso, D'Annunzio per esempio, sono riusciti a rinnovare l'eleganza maschile senza snaturarne l'essenza. A pensarla così è Giorgio Armani che, a Milano, ha presentato la sua collezione uomo sulla falsariga di questo ragionamento. Quando Armani si cimenta con la moda maschile, che pure è nelle sue corde, sembra sempre muoversi come un equilibrista: «L'atmosfera che ho voluto creare - ha spiegato - è quella di una grande eleganza, difficile da rinnovare. Io stesso mi rendo conto che è difficile intervenire sul vestire maschile. È un'impresa rendere attraente in pedana ciò che è portabile e vendibile, e la moda da uomo lo è sempre». La strada per rinnovare le certezze maschili, stavolta passa per il velluto lavorato come pellame e per la pelle operata come un velluto, in una serie di abiti impeccabili ma non costrittivi, vagamente Anni 30. Il tocco segreto della nuova eleganza sta nella combinazione: la sottile maglia polo con il colletto alla Visconti sotto il blazer di velluto da sera, il pullover a sobria fantasia portato con lo smoking, i pantaloni scuri con la giacca chiara dal collo a scialle, le scarpe di vernice bluette sotto l'abito formale con un gilet in velours senza bottoni e una camicia d'argento. Azzardi, contrasti, eccezioni, scomposizioni, piccole o grandi variazioni: solo questo possiamo fare per l'uomo, sembra dire Armani che chiude la sfilata con un contrasto di giovani eleganze: Filippo Magnini, campione del mondo di nuoto, in pelliccia nera e camicia bianca, e Cayetano Rivera, giovane matador spagnolo in smoking con accanto Roberta Armani, la bellissima nipote dello stilista. Ad applaudire, tra gli ospiti, anche l'attore inglese Clive Owen, il regista Giuseppe Tornatore, i cantanti Biagio Antonacci e Francesco Facchinetti, le attrici Katie Saunders e Gabriella Pession. È uno streetwear di lusso, pensato per un inverno particolarmente rigido, quello portato in passerella da Gaetano Navarra. Nella sua collezione per il prossimo autunno-inverno, ci sono over-coat in cachemire e nylon con colli di pelliccia, pantaloni aderenti come le tute per gli sport invernali. È proprio il gelo a ispirare stampe, lavorazioni e jacquard, come i cristalli di neve, realizzati con le lenti degli occhiali da sole, che si posano sui voluminosi maglioni, o le sagome di cervi di ispirazione nordica, che si alternano a jacquard effetto pixel. Su tutto o quasi, cappucci tecnici con bordi di pelliccia. «La maglia è la nostra tela, tessuti e ricami i nostri colori» dice Paolo Gerani per spiegare la nuova collezione del suo marchio Iceberg, ispirata alle opere di Jean Michel Basquiat, riprodotte sui pull, e alle tele di Rotchko, che prestano i loro colori saturi ai nuovi piumini pop. Il capo cult per il prossimo autunno-inverno è il blazer di nylon imbottito, da portare in versione cittadina, anche sopra camicia e cravatta, con i pantaloni stretti. In passerella, come vuole il Dna della maison, anche tanta maglia, per pull tricottati, ma anche solo come dettaglio, sotto forma di revers, per blazer e cappotti. Sfila su un nastro trasportatore per bagagli, come quelli degli aeroporti, la collezione per il prossimo inverno del marchio Trussardi, disegnata da Gaia Trussardi. Il focus è tutto sugli accessori, da sempre punto di forza dell'azienda: questa volta la pelle più pregiata si sposa con un materiale tecnico come il neoprene e un tono forte come il blu elettrico, per una linea sportivo-metropolitana, affiancata comunque da proposte più tradizionali come le cartelle business in cuoio o lussuose come la shopping bag in vitello e cavallino nero. Stile nouvelle vague, invece, per l'abbigliamento, con cappotti double face in tessuto Galles sfoderato, pantaloni stretti, montoni rovesciati, blazer con banda in pelle sul colletto, chiuso da cintura in stile militare, e trench tecnici nei toni del melanzana. Il classico metro da sarta è la chiave per interpretare la collezione "tailor à porter" di Etro, per il prossimo inverno. Lo dice lo stesso stilista, Kean Etro, spiegando che, con la sua estensibilità, il metro si adatta tanto al business man, sempre impegnato, quanto al gentleman, «perché concilia il fare al pensare». Il colore dello strumento più usato dalle sarte ricorda anche quello della polenta, presa dallo stilista come emblema di memoria artigianale e tono cult della prossima stagione. In passerella, pantaloni quasi fascianti, capispalla costruiti sul corpo, maglieria avvolgente, camicie stampate effetto maglieria, cravatte neo regimental, giacche con l'interno del revers in coloratissimo paisley, usato anche per i borsoni da viaggio. Tutto illuminato da punti luce come i cristalli usati per i gemelli, i 28 tipi differenti di bottoni gioiello per camicie a fantasia anni 40, gli strass disseminati su divertenti spille di feltro a forma di geco o serpente. È un omaggio a Steve McQueen la collezione per il prossimo autunno inverno di Belstaff, marchio di proprietà della famiglia Malenotti, che recentemente ha acquistato all'asta proprio la giacca "Trialmaster" appartenuta al celebre attore. Lo spirito dell'interprete di Getaway dà vita sia a capi in tessuti totalmente naturali, come il "Wax-Cotton" trapuntato ed imbottito o il caucciù, sia ad altri in materiali all'avanguardia come il nuovissimo "Pcm", che cambia temperatura al variare di quella corporea: è caldo quando questa è fredda e viceversa, adattandosi così a tutte le situazioni climatiche. È un incontro tutto geometrico tra il cerchio e il rettangolo, la nuova collezione di Fendi, che lancia in passerella la nuova giacca a "T", con le spalle arrotondate a semicerchio che si sovrappongono alla linea asciutta e verticale. Anche i materiali si mescolano e confondono: la pelliccia è tricottata come tessuto, ma anche la maglieria è lavorata a coste come una marmotta. I contrasti ritornano nel gioco tra formale e destrutturato, che abbina i pantaloni sottili, con elastico alla caviglia, come quelli della tuta, a giacche doppiopetto e persino a tuxedo, ma anche il giubbotto di pelle all'overcoat di panno infeltrito, con le spalle scese e le maniche a tre quarti. In passerella, anche cappe di maglia o visone, montone lavorato a coste, cappotti-trench. Neutri i colori, dal lavagna al mosto, con qualche tocco di nero. Onnipresenti le borse, dai volumi generosi e soffici, in nylon sovratinti e camoscio stampato. In pelle e vernice le scarpe con suola gommata. È come un reportage fotografico la collezione uomo di Fay (Tod's), con una sequenza di scatti che fissano le impressioni di un viaggio: dalla novità della sahariana in velluto lavato ai capi del Progetto Colony continuando con i giacconi in gabardine blu avio, per finire con la maglieria in cashmere e dettagli in nylon. Il marchio Moncler non ha timore di guardare indietro, ai suoi successi con i primi modernissimi piumini degli anni 50 e 60, anzi ne fa un uso intelligente, che non contrasta con il continuo bisogno di innovare, anzi lo valorizza. Data pubblicazione: 2007-01-19 |