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Prodi fa il bilancio di un anno e rilancia«Il governo andrà avanti con il programma delle riforme»ROMA - Oggi Romano Prodi fa il bilancio di un anno di governo e rilancerà la politica riformista che rappresenta il cardine del programma firmato da tutti gli alleati nel 2006. Più che festeggiare un anno di lavoro si dovrà prendere atto delle cose fatte, si rileva in ambienti di governo, della gran mole di provvedimenti varati che sta radicalmente cambiando il Paese. Un impegno che si traduce in una verifica nei fatti, in una verifica permanente delle 281 pagine del programma.Questo primo anno di lavoro rappresenta all'incirca il 20% di questo progetto: tutto votato alle riforme. E che, su questa traccia, caratterizzerà altri quattro anni di lavoro - si auspica - anche per cambiare lo stato sociale, migliorare il quadro dei diritti, accompagnare il trend positivo della crescita economica. Tutti presupposti fondamentali per proseguire sui grandi temi come la riforma delle pensioni, il conflitto di interessi, la riforma della Rai, la politica per la casa. Tutti punti cardine, si rimarca ancora negli stessi ambienti, che non possono non essere condivisi nell'Unione. Il presidente del Consiglio (nella foto a Praga) martedì ha indicato i tempi di alcuni passaggi fondamentali di questo processo riformista: un accordo con sindacati sulle pensioni prima del varo del documento di programmazione economica e finanziaria, una intesa che dovrà comprende anche gli interventi sullo stato sociale nel suo insieme e chiudere la delicata partita del contratto del pubblico impiego. Il tutto nell'ottica della concertazione, del riequilibrio di lungo periodo dei conti pubblici e della compatibilità con i parametri stabiliti dall'Unione europea. In ambienti di governo non si entra nel merito delle fibrillazioni che stanno attraversando in queste ore alcuni settori della coalizione del centrosinistra. Anche se in ambienti parlamentari della maggioranza le critiche del leader dell'Udeur Clemente Mastella al disegno di legge sul conflitto di interessi vengono lette come il tentativo, più che altro, di alzare il tiro sulla legge elettorale, o un modo per distinguersi in vista delle amministrative di fine maggio. Ma sul programma riformista avviato - si ribadisce - non si torna indietro. Data pubblicazione: 2007-05-17 |