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Confederazione e istituzioni, le controproposte al ConsoleC’è accordo sulla proposta di rafforzare il ruolo delle Federazioni e dei giovaniTORONTO - «Rafforzare il dialogo tra le Federazioni regionali con una confederazione, per collaborare l’una con l’altra». È la proposta di Charlie Alaimo, presidente della Ontario Confederation of Sicily. Alaimo accoglie con entusiasmo la lettera del Console Gianni Bardini, pubblicata dal Corriere Canadese. Dare alle Federazioni regionali un maggior ruolo per coordinare le attività dei vari club culturali, religiosi o di paese, è «un’ottima idea, ci vorrebbe un dialogo tra le associazioni e le Federazioni». Ma va oltre, proponendo un gruppo unico alla base del coordinamento. «Ogni piccolo social club dovrebbe appartenere a un’associazione di carattere regionale. Per esempio la nostra Confederazione riunisce 15 club siciliani. Ma ci vuole una struttura piramidale che riunisca prima tutti i club sotto Federazioni regionali, e al di sopra di queste una confederazione. Un tentativo di questo tipo era già stato fatto in passato».Piace, quindi, l’idea del segretariato comune: «Il Columbus Centre - dice Alaimo - sarebbe il luogo ideale dove poterci riunire e discutere di queste iniziative, e gettare le basi per avere una confederazione forte». Il presidente della Ontario Confederation of Sicily, inoltre, invita alla collaborazione tra le Federazioni e il Congresso Nazionale degli italocanadesi, sia nel distretto di Toronto, che dell’Ontario e di tutto il Canada. «Per avere un ottimo risultato - sostiene Alaimo - queste tre entità dovrebbero collaborare. E avendo una sede al Columbus Centre, si potrebbero organizzare riunioni mensili. Per tutte le Federazioni regionali la realizzazione di questa idea sarebbe un bene». E quella del calendario comune per coordinare gli eventi è «un’iniziativa di cui si è parlato, anche in passato», e che la Confederazione siciliana, al suo interno, sta mettendo già in atto. «Quello che chiedo ai club membri - dice il presidente - è un programma di tutti gli eventi e le feste per il 2010, da consegnare all’inizio dell’anno, in modo tale che le date non coincidano. Programmare in anticipo è un bene per tutti i club». Ma un calendario di questo tipo è possibile per tutta la comunità? Per Alaimo la risposta è sì, «ma ci vuole la collaborazione e la partecipazione di tutti». Ed è favorevole anche alla proposta di una festa italiana, in una data rappresentativa che già viene festeggiata a Toronto, ovvero la Festa della Repubblica. «A Toronto ci riuniamo già al Chin Picnic nella prima settimana di luglio, ma la festa italiana in una data che non coincida con altri appuntamenti comunitari potrebbe essere la cosa migliore. Ho partecipato alla cerimonia dell’Alzabandiera, quest’anno, ed è stato un momento molto bello. Si potrebbe organizzare una festa che coinvolga tutte le associazioni proprio nel giorno della Festa della Repubblica: una giornata intera per festeggiare l’Italia». Charlie Alaimo è originario di Delia, nella provincia di Caltanissetta, e partecipa al mondo delle associazioni dal 1963, ovvero dalla fondazione del Club di Delia. «Io sono tra i fondatori. La nostra comunità agli inizi degli anni Cinquanta era sparpagliata, ci riunivano a casa di compaesani di tanto in tanto. Poi è nata l’idea di fondare questo sodalizio, che ora è uno dei più attivi». Oltre alle riunioni, il circolo di Delia organizza anche attività teatrali coordinate dal professor Salvatore Bancheri, “Le maschere petiliane” - «perché Delia originariamente di chiamava Petilia» - altre rappresentazioni nel periodo di Pasqua, e borse di studio per i giovani impegnati nelle attività teatrali. «Questo - spiega Alaimo - attira le nuove generazioni. Gli anni passano per tutti, sono i giovani adesso che devo partecipare di più. La loro mancanza è un problema per tutti i club. E poi in Canada i giovani, anche se hanno origini comuni, magari non si conoscono a causa delle distanze». Offrire una sede quindi può essere utile. «Essere italiani ci rende fieri e orgogliosi, è nel nostro Dna - dice Charlie Alaimo - e cercheremo di trasmettere anche ai giovani le nostre tradizioni. L’italianità la si sente nel sangue, la si sente nel vivere». La comunità quindi ha un futuro? «Sì, il futuro c’è, la presenza di tanti imprenditori di successo lo conferma. Ultimanente abbiamo ospitato la riunione della Conderazione siciliana del Nord America, e premiato imprenditori come i fratelli Coppa e Tony Fusco, che organizza ogni mese concerti di successo al Columbus Centre». Data pubblicazione: 2009-10-16 |