Territori, cambia l'assetto demografico
Presto gli ebrei saranno in minoranza
Articolo pubblicato il: 2004-01-03
Con un titolo a lettere cubitali e a tutta pagina - di quelli utilizzati in genere per riferire di drammatici attentati - il quotidiano Yediot Ahronot ha informato i lettori che con l'inizio dell'anno nuovo «la maggioranza ebraica è stata cancellata». Fra il fiume Giordano e il mar Mediterraneo - nelle terre che i nazionalisti ebrei definiscono la Terra d'Israele - gli ebrei sono oggi 5,4 milioni, e i non-ebrei 5,2 milioni.
Ma fra gli ebrei l'Ufficio centrale di statistica (Cbs) di Gerusalemme ha incluso 290 mila immigrati, giunti negli anni passati dalla ex-Urss: si tratta di cristiani, sposati con ebrei che avevano diritto alla cittadinanza israeliana. Neutralizzato questo gruppo, nella regione che include Israele e i Territori ebrei e non-ebrei adesso si bilanciano.
Le statistiche del Cbs parlano chiaro: la crescita demografica della popolazione israeliana è stata appena dell'1,7 percento: un minimo storico, negli ultimi 13 anni. Né la immigrazione ebraica riesce a sopperire a questo calo: i nuovi arrivi sono stati nel 2003 appena 25 mila, 11 mila in meno rispetto all'anno precedente.
Molto eloquenti sono pure le statistiche pubblicate dall'Ufficio di statistica palestinese, secondo cui gli abitanti nei Territori sono 3,7 milioni: 2,3 in Cisgiordania, 1,4 a Gaza.
L'ufficio fa notare che fra i non-ebrei residenti in Israele - esclusi drusi, circassi, cristiani, beduini - un milione si definiscono musulmani: sono dunque identici ai palestinesi dei Territori.
Il dato demografico potrebbe avere un gran peso in futuro anche per la ridistribuzione del peso politico in tutto il Medio Oriente.
|