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Morto Nando Martellini voce del trionfo spagnolo
Famoso per il triplice grido: Italia campione del mondo
Articolo pubblicato il: 2004-05-06
Se ne è andato in silenzio, a poche settimane di distanza da Enrico Ameri, nove mesi dopo Sandro Ciotti, voci storiche della radio e compagni di tante trasferte al seguito della nazionale. Nando Martellini, il telecronista che nel cuore degli italiani prese il posto del grande Niccolò Carosio, si è spento ieri mattina all'ospedale Gemelli di Roma, dove era ricoverato da tempo. Il 7 agosto avrebbe compiuto 83 anni. Con la sua scomparsa si chiude un'epoca del giornalismo sportivo fatta di cantori, di poeti e non di voci urlanti e strombazzanti. Nel ricordo di tutti gli appassionati resterà per sempre quel "Campioni del mondo" ripetuto tre volte alle 21.50 dell'11 luglio 1982, la notte di Madrid che incoronò la nazionale di Enzo Bearzot.
In Rai era entrato nel 1944, giovanissimo, per occuparsi di politica estera, lui che era laureato in Scienze Politiche e parlava cinque lingue. Lo sport, comunque, lo rapì ben presto, anche se la sua prima telecronaca di una gara della nazionale arrivò solo ai Mondiali del 1970. Il grande Carosio era stato rimosso, dopo aver definito "negraccio" il guardalinee etiope che aveva fatto annullare un gol agli azzurri contro Israele.
Martellini diventò così la voce dell'Italia nella indimenticabile sfida dell'Azteca contro la Germania («Non finiremo mai di ringraziare questi giocatori per le emozioni che ci stanno regalando», disse subito dopo il 4-3 di Rivera) e nella successiva finale contro il Brasile.
Da allora è stato il "cantore" delle gesta della nazionale, che ha raccontato nei giorni tristi (l'azzurro tenebra dei Mondiali di Germania nel 1974) e nel momento del trionfo massimo, in Spagna. E pazienza se si sbagliava spesso chiamando Jacobelli il prode Altobelli.
Martellini è andato avanti fino alla vigilia dei Mondiali messicani del 1986, quando un malore lo costrinse a dare forfait, con la promozione sul campo di Bruno Pizzul. Il popolare telecronista friulano lo ha ricordato con grande affetto: «Il mio pensiero commosso va all'amico prima ancora che al collega. Quando entrai in Rai lui era già Nando Martellini, eppure non ha mai assunto i toni del professore, non è mai salito in cattedra. Resterà per sempre un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono fare questo mestiere». Pagina 1/...Pagina 2
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