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Anche tessuti muscolari dalle cellule staminali

Importante scoperta dell'italiano Tiziano Barberi dello Sloan Kettering Institute

Articolo pubblicato il: 2005-06-30

Un altro grande passo in avanti nella possibilità di trasformare le cellule immature e indifferenziate dell'embrione umano in ogni tipo di tessuto: dopo la scoperta, di un anno fa, di riuscire a pilotarne lo sviluppo fino a trasformarle in cellule del cervello, adesso diventa possibile orientarne la crescita per ottenere le cellule progenitrici di muscoli, ossa, cartilagine e grasso.
La scoperta del segreto che permette di attivare questa vera e propria fabbrica di cellule, pubblicata sulla rivista scientifica internazionale PLoS Medicine, si deve all'italiano Tiziano Barberi, dell'istituto Sloan Kettering di New York, lo stesso ricercatore che un anno fa aveva scoperto come isolare i neuroni dalle staminali embrionali umane.
ISOLATI I PROGENITORI DEI MUSCOLI
Lo studio è stato condotto utilizzando due delle 22 linee di cellule staminali embrionali umane per le quali il presidente degli Stati Uniti, George Bush, aveva autorizzato la ricerca nel 2001. Utilizzando una particolare tecnica basata su anticorpi specifici i ricercatori del gruppo diretto da Lorenz Studer sono riusciti a isolare, tra le cellule embrionali, quelle progenitrici del mesenchima, dalle quali hanno origine muscoli, ossa, cartilagine e adipociti. Ma per ottenere una verifica decisiva della validità del loro metodo, i ricercatori hanno utilizzato altre linee cellulari, grazie alla disponibilità di fondi privati. «In tutti i casi - ha detto Barberi - abbiamo ottenuto risultati promettenti».
STAMINALI EMBRIONALI
E ADULTE A CONFRONTO
I ricercatori hanno messo a confronto le cellule progenitrici del mesenchima ottenute dalle staminali embrionali umane con le staminali prelevate dal midollo osseo in organismi adulti: «Le cellule ottenute dal tessuto adulto - ha osservato Barberi - erano in numero limitato e la loro proliferazione in vitro era povera. Perdevano cioè rapidamente la capacità di replicarsi e non davano origine a cellule progenitrici del muscolo scheletrico. Al contrario, le cellule derivate dal tessuto embrionale erano molto numerose e mantenevano a lungo la capacità di proliferare, tanto da poter essere utilizzate per studi finalizzati ad applicazioni cliniche».

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