Martedì 9, Febbraio, 2010   1:29 am
CANADA
 

Il primo cronista a intervistarlo: «Mi disse: fu quasi un gioco»

Articolo pubblicato il: 2005-12-28

Ippolito Negri è stato il primo giornalista a pubblicare un'intervista a Giorgio Perlasca su un quotidiano nazionale: «All'epoca lavoravo alla Notte - racconta Negri, oggi caporedattore del Resto del Carlino, raggiunto telefonicamente dal Corriere Canadese - e mi ricordo che era un sabato, 31 luglio, il giorno dell'esodo. Sono a casa e mi chiamano dal giornale: vai a Levico Terme, mi dicono, perché pare che lì ci sia in vacanza Giorgio Perlasca. Qualche giorno prima, poche righe sull'Ansa e un servizio del telegiornale regionale del Veneto, era uscita la notizia che lo Stato di Israele aveva deciso di riconoscere in quell'uomo uno dei "Giusti tra le nazioni". Ma la sua storia, fino a quel momento, era ancora quasi del tutto sconosciuta. Arrivo a Levico dopo qualche ora di autostrada e mi metto a cercare negli alberghi, ma non lo trovo. A un certo punto vado nell'hotel dov'era anche il posto pubblico telefonico per dire al giornale che di Perlasca, a Levico, non c'era nemmeno l'ombra. Ma il portiere dell'albergo sente e mi chiama da una parte. Mi indica un uomo seduto nella hall: "Quello è il signor Perlasca", mi dice. Per l'intervista bastò chiedere, perché una volta uscita la sua storia grazie a due signore ebree ungheresi che lo avevano cercato per anni, lui stesso decise che era giusto parlarne. Scoprii che quell'uomo che aveva salvato migliaia di ebrei sapendo di rischiare la vita per questo non aveva mai smesso di essere fascista. E già questa era una cosa che, da sola, bastava a renderlo una persona di sicuro singolare. Ma fu il modo in cui mi spiegò perché l'aveva fatto che mi lasciò esterrefatto: "Vede - mi disse - semplicemente non potevo continuare a vedere degli innocenti che andavano alla morte, dovevo fare qualcosa. Allora mi inventai questo "gioco" del console spagnolo. Sì, in un certo senso fu un gioco". Ecco, questa persona straordinaria era Giorgio Perlasca, uno che - facendosi gioco di tutti, appunto - riuscì a salvare sul serio migliaia di vite umane senza un briciolo di retorica e senza mai vantarsene con nessuno per tutta la sua esistenza».

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