Le storie, le gerarchie e i segreti degli angeli, messaggeri di Dio
Un volume ripercorre raffigurazioni e ruoli delle creature celesti
Articolo pubblicato il: 2006-12-16
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Da un punto di vista cronologico, il testo prende in considerazione opere che vanno dal IX secolo a.C. alla metà del XX secolo, dagli avori intagliati di Megiddo fino agli acquerelli o agli olii di Marc Chagall. Questa impostazione cronologica permette di poter seguire i vari cambiamenti che hanno interessato la rappresentazione degli angeli nel corso dei secoli e che rispecchiano il succedersi delle tradizioni iconiche. A questo si aggiunge anche una prospettiva cronologica che permette di ricostruire una microstoria dell'icononografia di un soggetto. Ne è di esempio l'Annunciazione che viene descritta dalla sua prima immagine sulle volte della catacomba di Priscilla (II-III secolo) fino a quella tardo-ottocentesca di James Tissot. In questo modo si può seguire l'ampia panoramica dei principali passaggi iconici che hanno segnato la storia del tema dell'Annunciazione. Un capitolo viene anche riservato alle definizioni e categorie degli Angeli. La struttura delle schiere angeliche è in nove ordini, organizzati in tre triadi, la cui gerarchia dipende dal grado di partecipazione spirituale ai misteri divini. "Prima gerarchia": Serafini (sono gli angeli più vicini a Dio e gli unici che possono vederlo direttamente), Cherubini, Troni; "seconda gerarchia": Dominazioni, Potenze (Virtù), Potestà; "terza gerarchia": Principati, Arcangeli, Angeli (sono semplici messaggeri di Dio hanno il compito di trasfondere nel mondo la volontà divina che viene loro rivelata dalla scala gerarchica superiore).
«Gli angeli sono considerati dal credo religioso, non soltanto cristiano, creature di natura puramente spirituale e incorporea - scrive l'autore nel volume - perfetti messaggeri e servitori di Dio. Angelo deriva dal latino "angelus", a sua volta ripreso dal greco "angelos", che traduce l'ebraico "malak" che significa "colui che annuncia"».
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