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Negli ospedali psichiatrici, violenze e elettrochoc
Pazienti legati e imbottiti di psicofarmaci, calci e pugni. Turco e Bindi indagano
Articolo pubblicato il: 2007-01-10
ROMA - Elettrochoc, videosorveglianza, porte chiuse a chiave, pazienti legati, psicofarmaci a 'go go' e, addirittura, violenze fisiche come pugni e calci. Non è un film dell'orrore, ma una scena di vita ordinaria nella "maggioranza" dei Servizi psichiatrici pubblici di diagnosi e cura all'interno degli ospedali italiani.
È la denuncia, tanto forte da risultare quasi incredibile, che viene dall'Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale (Unasam). Ieri, dinanzi ai ministri della Salute e della Famiglia, Livia Turco e Rosy Bindi, i rappresentanti delle oltre 150 associazioni che compongono l'Unione, riuniti per un incontro al Campidoglio, hanno lanciato accuse precise, "scoperchiando" una realtà conosciuta.
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