Iran, idee dall'Italia Soluzioni al nucleare
Larijani rivela il piano diplomatico consigliato da Prodi
Articolo pubblicato il: 2007-03-01
TEHERAN - L'Italia, membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, cerca di assumere un ruolo attivo per trovare una soluzione negoziata al braccio di ferro sul programma nucleare iraniano.
Il capo negoziatore iraniano, Ali Larijani, ha reso noto ieri che il presidente del Consiglio Romano Prodi gli ha illustrato "delle idee" per risolvere la crisi. Larijani, citato dall'agenzia Irna, ha sottolineato che si tratta di una proposta «allo stato iniziale, che va sviluppata».
Fonti diplomatiche a Teheran hanno confermato la notizia, sottolineando che si tratta appunto di "idee" e non di un vero e proprio piano. «Ma è importante - hanno aggiunto le stesse fonti - dimostrare all'Iran che c'è l'intento di risolvere il problema attraverso il dialogo». Anche Prodi, parlando due giorni fa in Senato, aveva detto che l'Italia è impegnata a «tenere aperto un canale di dialogo con l'Iran per evitare il precipitare della crisi verso una soluzione militare», anche se «le scelte di Teheran hanno creato una situazione di forte contrapposizione con la comunità internazionale».
I suggerimenti del governo italiano, ha detto Larijani, gli sono stati presentati durante un incontro che ha avuto a Roma con il presidente del Consiglio il 21 febbraio, poco prima che l'esecutivo si dimettesse. Larijani non ha voluto fornire alcun particolare in merito, limitandosi a dire che «si tratta di idee nuove, sulle quali stiamo lavorando».
Del resto, nonostante l'incontro con Prodi non sia stato particolarmente lungo, alcune fonti riferiscono che Larijani ha proseguito la discussione a livello tecnico con rappresentanti del presidente del Consiglio.
Con la risoluzione 1737 approvata il 23 dicembre scorso, il Consiglio di Sicurezza dell'Onu aveva dato 60 giorni all'Iran per sospendere l'arricchimento dell'uranio. Teheran non solo ha ignorato la risoluzione, ma ha accelerato le sue attività, installando centinaia di nuove centrifughe supersoniche come primo passo verso la produzione di uranio arricchito su scala industriale. Ora, quindi, il sestetto di potenze che conduce il confronto con la Repubblica islamica, cioè Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania, stanno discutendo la possibilità di approvare nuove sanzioni. Pagina 1/...Pagina 2
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