GiovedÌ 2, Settembre, 2010   1:09 pm
ITALIA
 

A sud di Milano creata la Casa dell'acqua Da due rubinetti esce liscia o frizzante

Viaggio nella gestione delle risorse idriche nell'hinterland milanese. In visita alla Tasm che gestisce 12 depuratori

Di ANGELO PERSICHILLI

Articolo pubblicato il: 2007-03-07

PAVIA - Dopo la distruzione-riciclaggio delle immondizie nella giornata di lunedì a Dalmine, ieri è stata la volta della gestione dell'acqua potabile e delle reti idriche e fognanti in generale nell'hinterland a Sud di Milano.
Il gruppo di giornalisti canadesi ha infatti visitato gli stabilimenti della Tasm (Tutela Ambientale Sud Milanese) uno dei più noti gruppi che opera in questo settore e da anni molto attivo nella gestione delle risorse naturali in un contesto di difesa ecologica attraverso l'uso di avanzata tecnologia.
L'azienda gestisce 12 sistemi di depurazione per un'area di circa 300 chilometri quadrati e con mezzo milione di abitanti nel Sud milanese.
L'organizzazione, con un capitale sociale di oltre 36 milioni di euro, è nata nel 1975 ed è presieduta da Tiziano Butturini, intraprendente imprenditore che incontriamo nella sede centrale della Tasm di Noverasco di Opera.
Vi evitiamo di entrare nei dettagli della visita in uno dei 12 depuratori in quanto, considerando l'argomento, e cioè la gestione di rifiuti solidi e liquidi urbani di un'area con circa 60.000 abitanti, i dettagli quando si va all'interno di questi depuratori potrebbero non essere molto piacevoli per chi è debole di stomaco oppure ha un olfatto sensibile.
Le problematiche esposte durante l'incontro sono più o meno le stesse di quelle che si registrano anche in Canada, in primo luogo le strutture obsolete da rinnovare al fine di evitare infiltrazioni che potrebbero provocare danni alla salute fino ad arrivare alle tragedie come quelle di Walkerton in Ontario quando morirono sette persone colpite dall'E-coli. Ci tengono comunque a sottolineare che i controlli, eseguiti da funzionari pubblici provinciali che monitorizzano continuamente lo stato delle strutture e la purezza dell'acqua attraverso i laboratori pubblici, hanno evitato tragedie simili, anche se non nascondono le difficoltà per la gestione. In particolare fanno presente che molte di queste reti idriche furono costruite dagli austriaci e, per potenziarle, occorrono grossi fondi che è difficile da reperire. «Da noi non si possono aumentare le tariffe a nostro piacimento, ma bisogna - rileva - prima ottenere l'autorizzazione del Comune. E ciò non avviene facilmente per motivi intuibili». È ovvio, infatti, che aumentare le tasse su beni di prima necessità come l'acqua, non è politicamente molto popolare.

Pagina 1/...Pagina 2

Versione Stampabile Invia ad un amico Bookmark and ShareShare
Dite la vostra Lettere al Direttore
I giornalisti del Corriere.com si riservano il diritto di cambiare, modificare, rivedere o bloccare completamente i commenti sul sito web. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni del Corriere Canadese/Tandem, o della Multimedia Nova Corporation o dei suoi affiliati, ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento. Errori ortografici o di grammatica non saranno corretti. Non saranno pubblicati commenti che contengono attacchi personali, commenti che affermano il falso o che contengono accuse prive di fondamento, commenti che attribuiscono affermazioni a persone o fatti qualora non sia possibile verificarne l’autenticità o commenti che contengono un linguaggio scurrile o affermazioni offensive.
Home | Inizio Pagina
Corriere Home | Scriveteci | Privacy
© Copyright 2010 Multimedia Nova Corporation



Sign the online petition