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Iran, donne prese a manganellate dalla polizia Rilasciate altre 22 delle 33 attiviste arrestate
Centinaia di agenti hanno disperso a spintoni un raduno di giovani davanti al Parlamento
Articolo pubblicato il: 2007-03-09
TEHERAN - Anche quest'anno ogni manifestazione per la Giornata della Donna è stata impedita in Iran.
La polizia è intervenuta in forze e ha disperso a spintoni e manganellate alcune decine di donne e giovani uomini che cercavano di radunarsi davanti al Parlamento di Teheran per fare sentire la loro protesta, alcuni giorni dopo gli arresti di altre 30 femministe. Anche una decina dei manifestanti di ieri sono stati fermati dagli agenti.
Otto donne e due uomini sono stati visti mentre venivano fatti salire dalle forze di sicurezza su furgoni senza insegne della polizia che attendevano ai lati della piazza. Intanto si è avuta notizia che altre 22 delle 33 attiviste incarcerate da domenica per avere preso parte ad un altro raduno sono state rilasciate mercoledì sera. Esse si aggiungono ad otto già liberate il giorno prima. In prigione restano quindi tre donne, considerate figure centrali del femminismo iraniano: le giornaliste Jila Baniyaqub e Mahbubeh Abbas Golizadeh e l'avvocatessa Shadi Sadr, conosciuta in Iran e all'estero per aver difeso donne che rischiavano la pena di morte per aver ucciso uomini che cercavano di violentarle, oltre che per la sua battaglia contro la pena della lapidazione per gli adulteri. Le 33 femministe erano state arrestate quattro giorni fa mentre prendevano parte a una manifestazione davanti alla Corte rivoluzionaria di Teheran, dove venivano giudicate cinque attiviste arrestate nel giugno dello scorso anno in occasione di un altro raduno. Le imputate sono difese da un collegio di avvocati che fa a capo all'avvocatessa Shirin Ebadi, Premio Nobel per la pace.
Dopo gli arresti dei giorni scorsi, si riteneva difficile che ieri potesse esserci una nuova iniziativa, anche perché le autorità, che negli ultimi anni hanno regolarmente disperso con la forza i raduni pubblici per l'8 marzo, sembravano questa volta ancora più attente a prevenire iniziative di dissenso nelle strade. Ma nella giornata di mercoledì si era infittito su alcuni siti Internet un tam-tam che chiamava a manifestare sulla Piazza Baharestan, davanti al Parlamento. All'appello hanno risposto non più di qualche decina di donne e uomini, che hanno però trovato ad aspettarli la polizia. Centinaia di agenti, in normale uniforme, in assetto anti-sommossa o in borghese, presidiavano ogni angolo della piazza e delle vie adiacenti, molto affollate per lo shopping in vista del Capodanno iraniano, che cade il 21 marzo. Pagina 1/...Pagina 2
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