GiovedÌ 2, Settembre, 2010   1:09 pm
CANADA
 

«Arafat è un criminale», parola d'Imam

Canta fuori dal coro Abdul Hadi Palazzi, segretario dell'associazione musulmani italiani, a Toronto per il CIJR

Di ANNA LISA RAPANà

Articolo pubblicato il: 2002-05-02

Un imam italiano che parla al mondo al microfono degli ebrei. Condanna il terrorismo, definisce quella di Arafat «mentalità criminale», sostiene che, al contrario di quanto si crede, molti palestinesi sono più che disposti a riconoscere lo stato di Israele e accusa di antisemitismo la comunità internazionale per le posizioni prese rispetto alle vicende mediorientali. Un personaggio controverso Abdul Hadi Palazzi, in patria e all'estero. Romano, 41 anni, genitori entrambi italiani, ma con madre di origine siriana, da cui l'Islam nella sua famiglia e nella sua vita, fino a diventare segretario dell'associazione dei musulmani italiani, ma soprattutto, tra i fondatori dell'Islam-Israel Fellowship, associazione creata nel 1997 per promuovere il dialogo tra le guide religiose dell'una e dell'altra fede. E in quanto presidente di questa è in Canada invitato dal Canadian Institute for Jewish Reasearch per tenere una serie di conferenze a Montreal, Toronto e Winnipeg.
Non è la prima volta che Palazzi viene "adottato" da associazioni ebraiche, che partecipa a eventi pro Israele, anzi. Le tappe che scandiscono la sua vita di religioso, accademico, musulmano, lo dislocano in più punti del globo e sempre con lo stesso messaggio. Interventi con i quali si è guadagnato l'antipatia di molti che condividono la sua fede, e che qualche giorno fa gli hanno fatto meritare una standing ovation a Montréal, durante uno degli incontri pubblici del suo ultimo tour canadese.
A prima vista può sembrare strano che un istituto di ricerca sull'ebraismo organizzi conferenze sulla situazione in Israele con la partecipazione di un imam, eppure nel suo caso accade spesso, come lo spiega?
«Non è così strano. Queste sono le mie idee, condivise da molti che come me le espongono a platee di diversa natura. E poi è proprio il dialogo lo scopo dell'Islam-Israel Fellowship che presiedo. Il punto è che ha preso piede un fondamentalismo che non deve essere confuso con l'Islam».
La sua interpretazione del Corano viene da più parti criticata e definita inattendibile. La sua non è certo la "posizione ufficiale".

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