|
|
«Combatto la mediocrità perchè uccide la cultura»
17/parte - Parla Giuseppe (Joseph) Cusimano, "pittore metafisico surrealista"
Di Antonio Maglio
Articolo pubblicato il: 2001-10-18
 | Giuseppe (Joseph) Cusimano | Si definisce "pittore metafisico surrealista", e se si vuole saperne di più rimanda al suo sito internet di cui è orgoglioso: www.josephcusimano.com. E ha ragione: in quel sito c'è proprio tutto su Giuseppe Cusimano da Termini Imerese, provincia di Palermo, sulle sue opere, sui premi che ha vinto, sulla sua ispirazione. Che per quanto riguarda la parte metafisica si collega a De Chirico, Morandi e Carrà; per quanto riguarda la parte surrealista a Magritte, Delveaux e Dalì: così dice.
Che siano stati soprattutto De Chirico e Magritte a influenzare Giuseppe Cusimano lo si capisce dalle sue opere. «In esse due distinti movimenti pittorici si fondono, quasi una metafora dell'unione tra uomo e donna che danno origine a una nuova vita», dice Cusimano, arrivato in Canada nel 1958 a 23 anni «per respirare aria diversa».
Diversa in che senso, maestro?
«Dopo aver militato fin da giovanissimo nella Democrazia Cristiana per conto della quale facevo "l'esca", decisi di tagliare con la politica perchè capii che non era fatta per me».
Cosa vuol dire che faceva "l'esca" per conto della Democrazia Cristiana?
«Io introducevo gli oratori in occasione dei comizi elettorali. Avevo una bella parlantina, si dice dalle mie parti, sicchè prima di cedere il microfono all'oratore, io per cinque o dieci minuti parlavo della politica vista da noi giovani. Erano importanti quei cinque dieci minuti, perchè la gente che si attardava nei bar della piazza dove si teneva il comizio, attratta dalle cose che dicevo lasciava i bar e veniva intorno al palco o sotto il balcone degli oratori. Le sto parlando degli anni Cinquanta, quando queste cose funzionavano, perciò ero considerato un'esca».
E dipingeva già da allora?
«Sì, io ho sempre dipinto. Da ragazzo facevo dei grandi disegni per terra con il gesso, come fanno oggi i madonnari. Ritraevo generalmente Primo Carnera che negli anni della guerra era il vanto nazionale. Ricordo che quando gli Alleati sbarcarono in Sicilia e arrivarono a Termini Imerese, vedendo i miei disegni per terra mi davano caramelle, quelle con il buco, oppure le prime chewingum, che io conobbi proprio in quell'occasione».Pagina 1/...Pagina 2
|
 I giornalisti del Corriere.com si riservano il diritto di cambiare, modificare, rivedere o bloccare completamente i commenti sul sito web. I commenti pubblicati non riflettono le opinioni del Corriere Canadese/Tandem, o della Multimedia Nova Corporation o dei suoi affiliati, ma solo le opinioni di chi ha scritto il commento. Errori ortografici o di grammatica non saranno corretti. Non saranno pubblicati commenti che contengono attacchi personali, commenti che affermano il falso o che contengono accuse prive di fondamento, commenti che attribuiscono affermazioni a persone o fatti qualora non sia possibile verificarne l’autenticità o commenti che contengono un linguaggio scurrile o affermazioni offensive. |
|
|
| Home | Inizio Pagina |
Corriere Home | Scriveteci | Privacy
© Copyright 2010 Multimedia Nova Corporation
|
|
|
|