GiovedÌ 2, Settembre, 2010   1:03 pm
ITALIA
 

La moglie di Dini condannata per bancarotta fraudolenta

Articolo pubblicato il: 2007-12-04

ROMA - Donatella Pasquali Zingone, moglie dell’ex ministro Lamberto Dini è stata condannata ieri a Roma a due anni e quattro mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta mediante falso in bilancio a conclusione del processo sulla vicenda del Gruppo Zeta e, in particolare sul crac di 40 miliardi di lire che provocò il fallimento della società “Sidema srl”, avvenuto il 13 marzo 2002. Stessa pena è stata inflitta dai giudici della decima sezione del tribunale anche a Italo Mari, componente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato della Sidema dal 26 gennaio al 1 luglio 1999.
La pena è stata condonata, per effetto dell’indulto, ad entrambi gli imputati. Sia Zingone (nella foto) sia Mari sono stati invece assolti da un’altra accusa, bancarotta preferenziale, perché il fatto non sussiste. Nei confronti dei due imputati, come pena accessoria (sospesa), è stato disposto il divieto di accesso a cariche societarie per dieci anni. Un terzo imputato, Enrico Pozzo, amministratore della Sidema dal 26 gennaio 2000 al fallimento, aveva già patteggiato una pena di due anni. La condanna inflitta ieri dal tribunale di Roma si riferisce all’accusa, contestata dal pm Paolo Auriemma, di avere, in una nota integrativa al bilancio 1999, falsamente dichiarato che l’area di proprietà della società partecipata era “in procinto di essere concessionata dal comune di Castelnuovo di Porto”.
L’episodio per il quale sono stati assolti Zingone e Mari riguardava presunti illeciti nei bilanci 1999 e 2000 con riferimento all’estinzione di un debito della Sidema attraverso un’altra società.
A conclusione della requisitoria, il pm Auriemma aveva chiesto la condanna dei due imputati a quattro anni di reclusione. Donatella Dini aveva commentato quella richiesta affermando che
«tutto trae origine da una macchinazione politica che dura ormai da diversi anni”.
Oggi i difensori degli imputati, Fabio Viglione e Antonella Follieri, hanno annunciato che impugneranno la sentenza.

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