GiovedÌ 2, Settembre, 2010   1:09 pm
CANADA
 

Giornata mondiale per il Darfur, appello per lo stop al genocidio

Manifestazioni a Toronto, Vancouver, Winnipeg e Calgary. Brown: pronti ad ospitare i colloqui di pace

Articolo pubblicato il: 2008-04-14

TORONTO - Ieri in tutto il mondo si è celebrata la Giornata mondiale per il Darfur, dedicata quest’anno ai bambini, e alla quale hanno preso parte Matt Damon e altre star di Hollywood, fotografati mentre fanno a pezzi giocattoli e disegni a simboleggiare la distruzione dell’ infanzia in quella regione del Sudan. in Canada si sono tenute manifestazioni a Toronto, Vancouver, Calgary e Winnipeg. La commemorazione del quinto anniversario del conflitto è coincisa con nuovi scontri al confine tra il Ciad e il Sudan fra ribelli del Darfur e le forze armate di Khartoum.
Nella stessa zona di confine, nel febbraio scorso, almeno cento persone sono morte in combattimenti tra le forze governative e il Jem (Movimento per la giustizia e l’eguaglianza, il più potente dei gruppi militari ribelli del Darfur), che Khartoum accusa di essere sostenuto dal Ciad.
D’altra parte, il premier britannico Gordon Brown ha proposto che colloqui di pace si svolgano a Londra, sottolineando che nei prossimi giorni farà pressioni sul Consiglio di sicurezza Onu per ottenere dei progressi nella crisi del Darfur, che ha già fatto almeno duecentomila morti e due milioni e mezzo di dispersi, con un milione di bambini in balia della guerra.
Downing Street ha reso noto la propria iniziativa diplomatica in coincidenza con il “Global day” per il Darfur, al quale partecipano scrittori per l’infanzia come Judy Blume e J.K. Rowling, e attori come Damon e George Clooney.
«Dopo il genocidio in Ruanda abbiamo detto “mai piu’’ scuotendo le nostre teste ma oggi, tenendo conto dell’elevato numero delle uccisioni in Darfur, è chiaro che siamo stati smentiti», sottolinea per esempio Damon, immortalato dai fotografi mentre distrugge con la mazza da baseball una casa delle bambole.
L’attrice Thandie Newton, fotografata a sua volta mentre brucia una Barbie con la fiamma di una saldatrice, ha invece rilevato di «non riuscire a capire come queste violenza possano rimanere impunite». Joely Richardson, che ha partecipato all’iniziativa affettando un Teddy-bear, aggiunge d’altra parte che «se fossero stati i nostri bambini ad essere attaccati, a vivere nel terrore e a veder distrutte le loro speranze, avremmo preteso un’azione immediata». «Non deve essere permesso che le uccisioni in Darfur vadano ancora avanti», ribadisce Jemina Khan, che ha bruciato disegni fatti dai bambini. «I bambini in Darfur sono stati massacrati, reclutati come soldati e sono stati vittime di abusi sessuali mentre noi giravamo la testa dall’altra parte. L’infanzia è sotto la minaccia della guerra su larga scala. È il momento di parlarne, non restiamo in silenzio», ha infine concluso la modella Laura Bailey, fotografata mentre segava in due un triciclo. In Italia la Giornata a favore del Darfur è stata anticipata di un giorno a causa delle elezioni. La mostra delle foto delle celebrità e dei disegni dei bambini del Darfur curata dall’associazione promotrice della giornata, “Italians for Darfur”, prosegue, anche se la manifestazione principale si è svolta sabato a Roma.

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