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Guantanamo in scena film in stile Norimberga
Battaglia a colpi di immagini: il filmato arriva dopo il video dell’interrogatorio a Omar Khadr
Articolo pubblicato il: 2008-07-30
Sembra destinata a combattersi per immagini la battaglia legale tra i pubblici ministeri di Guantanamo e gli avvocati difensori dei detenuti accusati di crimini di guerra e terrorismo.
Non più tardi di due settimane fa gli avvocati di Omar Khadr, il cittadino canadese detenuto nel carcere di Guantanamo, avevano mostrato un video in cui il presunto terrorista veniva interrogato dai servizi segreti di Ottawa, sperando che quelle immagini gli guadagnassero il supporto dell’opinione pubblica.
Ieri è stata la volta de The Al Qaeda Plan, il documentario commissionato dal Pentagono che i procuratori dell’accusa hanno fatto proiettare nel processo allo yemenita Salim Ahmed Hamdan, un ex autista di Osama bin Laden divenuto il primo imputato di fronte alle “commissioni militari” create per i prigionieri di Guantanamo. Il filmato ha suscitato prima tensioni, poi aperte proteste da parte degli avvocati della difesa, per la decisione di presentarlo alla giuria come fonte di prova.
Il documentario prodotto dal Pentagono è ispirato al film The Nazi Plan, utilizzato per descrivere i campi di concentramento e usato contro i nazisti a Norimberga. Il film documenta la storia di Al Qaeda, ma offre anche immagini inedite e raccapriccianti di corpi dilaniati nell’ambasciata americana in Kenya. Il giudice militare a capo del dibattimento, il capitano di Marina Keith Allred, inizialmente aveva accettato di mostrare solo una parte del documentario, escludendo quella sull’attacco dell’11 settembre 2001, perché Hamdan «non è accusato di essere stato coinvolto in questi attacchi». Allred riteneva eccessivo e inutile sottoporre ai giurati - tutti militari - le immagini del panico delle torri gemelle. Ma dopo aver visto le scene dell’attacco in Africa, ha deciso di far proseguire il filmato fino in fondo: «Non penso ci sia niente di peggio di quello che abbiamo già visto», ha commentato. Il film ha creato tensioni a Camp Justice, l’installazione realizzata presso il vecchio aeroporto in disuso di Guantanamo per i processi. Hamdan, ha ricordato il suo difensore Charles Swift, non è imputato per le stragi, ma solo di aver fatto parte di Al Qaeda e le immagini, per l’avvocato, possono influenzare negativamente i giurati. Il procuratore capo, colonnello Lawrence Morris, non è retrocesso di un millimetro: «È chiaro che le immagini sono forti e pregiudizievoli, ma è proprio per questo motivo che vogliamo che siano viste».
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