Crisi, Gmac diventa una banca
Magre aspettative all’edizione 2009 del salone dell’auto di Detroit
Articolo pubblicato il: 2008-12-27
Sotto tono così come l’industria automobilistica mondiale e l’economia americana: l’edizione 2009 del salone di Detroit, che aprirà i battenti a gennaio, sarà più austera con meno feste e meno spettacoli. Riflettendo le difficoltà del momento, molte case automobilistiche tagliano gli investimenti sugli stand e sui soliti show offerti. C’è anche fra i colossi mondiali, vedi Nissan, chi decide addirittura di non partecipare. Il salone si prepara così a essere una fotografia della crisi della capitale dell’auto americana, che sotto l’albero di Natale ha però trovato un altro tassello del proprio salvataggio: il via libera della Fed al cambio di status di Gmac, che diverrà holding bancaria acquisendo così il diritto ad accedere ai fondi del piano salva-finanza da 700 miliardi di dollari ma anche la possibilità di poter contare su eventuali prestiti di emergenza della banca centrale.
Per General Motors e Chrysler il cambio di status di Gmac rappresenta un sospiro di sollievo. Gm controlla il 49% della finanziaria, mentre il restante 51% fa capo a Cerberus Capital, il fondo che controlla Chrysler.
Nell’approvare la richiesta di Gmac la Fed ha imposto delle condizioni, in primis una riduzione della partecipazione di Gm e Chrylser. In particolare la quota di Gm dovràscendere sotto il 10%, quella di Cerberus al 14,9% delle azioni con diritto di voto e al 33% complessivo. Inoltre è stato deciso che Gmac Bank, specializzata in prestiti industriali, diventi una banca commerciale.
«Gmac sarà adeguatamente capitalizzata una volta completata» la riorganizzazione decisa, ha spiegato la Fed, sottolineando come in seguito «alle inusuali circostanze sui mercati finanziari, il board ha determinato che ci fossero le condizioni di emergenza per una valutazione e un’accettazione rapida della richiesta avanzata da Gmac di divenire holding bancaria». Se la richiesta non fosse stata accettata, Gmac avrebbe rischiato la bancarotta protetta. A causa della crisi globale e della sua esposizione a una clientela a particolare rischio di insolvenza, Gmac ha chiuso il terzo trimestre con una maxi-perdita di 2,52 miliardi di dollari, contro 1,6 miliardi di passivo del 2007. E della crisi che ha messo in ginocchio le case automobilistiche americane e l’industria delle quattro ruote in generale risentirà anche il prossimo salone dell’auto di Detroit: secondo alcune stime l’impatto economico dell’evento sarà di 350 milioni di dollari, cioè - spiegano alcuni analisti - circa 100 milioni in meno rispetto all’anno precedente. General Motors e Chrysler, dopo aver incassato miliardi di dollari dal governo, si preparano all’importante appuntamento tagliando drasticamente le spese: al posto del pavimento in parquet, nei loro stand useranno prevalentemente tappeti. Una decisione che, da sola, consentirà a Gm di risparmiare 1 milione di dollari. La casa auto rinuncerà inoltre - riporta il Wall Street Journal - al tradizionale fashion party. Stringe la cinghia anche Chrysler, che quest’anno non proporà il consueto party durante i giorni di apertura del salone alla stampa. A tagliare è anche Bmw: nel suo stand quest’anno si presenterà senza area ospitalità.
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