Feto operato nella pancia della madre
La procedura sperimentale è stata eseguita per la prima volta in Canada da chirurghi del Sick Kids e del Mount Sinai
Articolo pubblicato il: 2009-05-09
Per la prima volta in Canada dei medici di Toronto sono riusciti a operare al cuore un feto mentre si trovava ancora all’interno della pancia della madre, salvandogli la vita. Secondo quanto reso noto ieri, lo scorso 19 marzo un’équipe di chirurghi del Sick Children e del Mount Sinai Hospital è riuscita a portare a termine la procedura sperimentale che prevedeva l’allargamento della valvola aortica. Procedura che, spiegano gli esperti, può essere eseguita solo prima della nascita del bambino e che a oggi è stata eseguita solo in pochi centri in tutto il mondo.
Le autorità sanitarie hanno poi fatto sapere che Océane McKenzie, così i genitori hanno chiamato la bambina nata il 15 aprile scorso, potrà presto tornare a casa.
«Verrà viziata - ha dichiarato ieri la mamma Vicki - È la prima bimba nella nostra famiglia».
Vicki McKenzie, che aveva già altri due figli maschi, era venuta a sapere del gravissimo problema cardiaco della figlia durante un’ecografia di routine alla 30esima settimana di gravidanza.
La malformazione, chiamata Sindrome del Cuore Sinistro Ipoplastico, fa sì che il ventricolo sinistro, quello principale, sia molto piccolo e valvola mitrale ed aortica siano molto ridotte o ostruite o completamente bloccate. Molto spesso i bambini che nascono con una simile informazione non riescono a sopravvivere, nonostante ripetute operazioni chirurgiche, e solo il 30% di loro riesce ad arrivare al decimo anno di età.
Il dottor Edgar Jaeggi, a capo del programma di cardiologia neonatale al Sick Kids, ha spiegato ieri che c’è comunque una finestra di tempo nella quale eseguire un’intervento correttivo, quando il bimbo non è ancora nato. E Vicki McKenzie, ha aggiunto Jaeggi, è arrivata a Toronto appena in tempo. Alla donna, che vive a Ottawa, era stato infatti consigliato di rivolgersi a Toronto.
L’equipe di chirurghi, ha spiegato Jaeggi, non ha fatto altro che raggiungere il feto, ancora dentro l’utero della donna, e il suo ventricolo sinistro con un ago. Da lì i medici hanno guidato un sondino fino alla valvola aortica che hanno allargato con uno stent (un microscopico palloncino, simile a quello usato per trattare i pazienti adulti colpiti da infarto). Pagina 1/...Pagina 2
|