GiovedÌ 2, Settembre, 2010   12:58 pm
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Arte e storia, arriva la vacanza colta

Un gruppo di imprenditori locali lancia la Fondazione Capri

Articolo pubblicato il: 2009-06-06

Per la prima volta nella storia plurimillenaria di Capri un gruppo di imprenditori locali si riunisce attorno a un progetto ambizioso: promuovere sull’isola la cultura dell’accoglienza, che è anche accoglienza della cultura, coinvolgendo la popolazione e redistribuendo le risorse accumulate attraverso la ricerca di un turismo “colto e sensibile”. Con questi obiettivi nasce la Fondazione Capri, creata su iniziativa di un gruppo di imprenditori locali ma fortemente sostenuta da istituzioni locali e regionali. L’assessore al Turismo della regione Campania, Claudio Velardi, ha manifestato la volontà di cedere alla Fondazione «la gestione dei siti capresi, tra cui Villa Iovis e la Certosa, che rientrano nella lista di 23 siti campani che ricadranno sotto la competenza della regione in base a un accordo siglato con il ministero dei beni culturali».
Ma la Fondazione è prima di tutto un’iniziativa che affonda in Capri le sue radici ed è per questo che, accanto al sostegno regionale, non poteva mancare quello delle istituzioni locali.
«Non è più il tempo dell’individualismo e dell’egoismo -ha detto nel suo intervento il sindaco di Capri Ciro Lembo - bisogna lavorare insieme per ottenere risultati».
Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Anacapri che, messa da parte ogni forma di campanilismo, si dice disposto a lavorare per difendere «l’unicità di Capri». «Sull’isola - ha detto - abbiamo bisogno di un turismo colto e sensibile. I turisti ricchi e scemi non li vogliamo». In che modo quindi la Fondazione lavorerà per riaffermare la vocazione dell’isola quale luogo di scambio culturale, laboratorio creativo, rifugio dei più grandi artisti ed intellettuali degli ultimi trecento anni? «Il nostro obiettivo -ha spiegato Antonio Cacace, co-presidente della Fondazione assieme a Gianfranco Morgano - è promuovere sul territorio la cultura dell’accoglienza e l’accoglienza della cultura, attraverso progetti che abbiano continuità e con il coinvolgimento attivo della popolazione locale che da sempre ha reso grande quest’isola».

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