Martedì 9, Febbraio, 2010   9:24 am
CANADA
 

Ritardi nei soccorsi, è polemica a Toronto

Un uomo ha accusato i paramedici di aver causato la morte del compagno perché l’ambulanza è arrivata dopo mezzora

Articolo pubblicato il: 2009-07-15

La trattativa è in pieno stallo, lo sciopero va avanti e raggiunge quota 24 giorni, creando sempre nuovi problemi.
Ieri un uomo di 31 anni, Alejandro Martinez ha accusato i paramedici del 911 di aver risposto con troppa lentezza alla sua chiamata di emergenza, provocando di fatto la morte del compagno, Jim Hearst, 50 anni, deceduto per un attacco cardiaco il 25 giugno. Ems (Emergency Medical Services) nel tardo pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa per rispondere alle accuse e ha sostenuto che il ritardo non è stato causato dallo sciopero, nonostante la serrata abbia ridotto il personale dei paramedici del 25%.
Secondo Martinez le telefonate al 911 sono state tre, ma l’ambulanza ci ha messo circa mezzora per arrivare alla loro abitazione, più del doppio del tempo impiegato a condizioni “normali”, cioè nove minuti. «Credo che sia colpa della riduzione di personale causata dallo sciopero - ha detto Martinez, compagno di Jim Hearst da otto anni - Selezionano le telefonate in base alla gravità dei casi, ma non si capisce bene quali criteri usino visto che era davvero un’emergenza. Evidentemente quella notte hanno commesso un grave errore. Un errore che ha causato la morte di una persona». L’accaduto, come ha sottolineato Bruce Farr, Chief di Toronto Ems, è già al vaglio, ma in conferenza stampa ha ripetuto che lo sciopero non è stato alla base del problema e che nella prima telefonata non era stato specificato che Hearst aveva smesso di respirare. I paramedici hanno ricevuto l’informazione solo alla terza chiamata e a quel punto dopo 9 minuti l’ambulanza era al numero 40 di Alexander Street.
La trattativa, intanto, non fa progressi. Ieri il sindaco Miller si è limitato a dire che il dialogo fra le controparti continua, ma i sindacati, che sabato hanno risposto all’offerta del Comune con una controfferta, lamentano il fatto di non aver ricevuto ancora una risposta.
Ora il Comune dovrà spendere circa un milione di dollari per pagare del personale di sorveglianza privato che presidi le discariche a cielo aperto dove i dipendenti in sciopero stanno facendo picchettaggio. Si tratta di una misura precauzionale per evitare cause legali contro eventuali “aggressioni” da parte dei netturbini.

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