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Regrets, storia di amore e passione violenta: quando il tempo non cancella i sentimenti
Nella pellicola, di Cedric Khan, la Bruni Tedeschi
Di MARIANGIOLA CASTROVILLI
Articolo pubblicato il: 2009-10-20
ROMA - Regrets di Cedric Khan con Valeria Bruni Tedeschi e Yvan Attal è una storia violentemente passionale, che ricorda Truffeau e la sua Signora della porta accanto. Con un’intrigante colonna sonora ossessivamente ripetuta racconta rimpianti per un amore che dopo 15 anni è tuttora morbosamente vitale.
Mathieu (Yvan Attal) è un architetto quarantenne sposato che vive una vita senza scosse quando deve tornare nella casa dei suoi per la morte di sua madre. Mentre sta facendo spese in paese, vede Maya (Bruni Tedeschi), il suo amore di quindici anni prima e ne rimane sconvolto. Lei dopo averlo osservato per qualche istante, sale sul pickup del marito con la figlia. Due ore dopo lo chiama per invitarlo a casa sua. E subito divampa violento l’amore mai dimenticato.
Khan, il suo è un racconto passionale che ha il ritmo serrato di un thriller.
«È stata una scelta iniziale. Il soggetto del ritrovamento amoroso e l’intensità della passione che monta con lo stile del poliziesco».
La canzone di Nina Simone così perfetta per la trama…
«Il tema musicale era molto vicino al racconto così ripetitivo e ossessionante. Non tutti i film hanno bisogno di musica, ma qui ci voleva qualcosa che sottolineasse i sentimenti dei personaggi».
Valeria, il suo personaggio così particolare…
«Se non avessi avuto affinità con Maya non avrei potuto fare il film. Non la giudico, la trovavo solo preda di una guerra interiore. Da una parte la voglia di vivere, di sentirsi innamorata e dall’altra la paura di essere ancora abbandonata. Un conflitto umano che mi commuove, qualcosa che mi ha subito fatto scattare il desiderio di lavorarci».
Cosa la fa decidere per un ruolo piuttosto che un altro?
«La cosa più importante è il regista. L’essenziale è che abbia una visione del mondo originale e onesta. Allora posso accettare un copione anche senza leggerlo».
Tra regia e recitazione…
«Quando mi chiama un regista che mi piace lascio perdere il progetto a cui sto lavorando. Se la proposta non mi interessa continuo a lavorare per me. Grazie a Dio me lo posso permettere». Pagina 1/...Pagina 2
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