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Medioriente, Hillary cerca di ricucire
Il segretario di Stato americano rassicura i palestinesi, processo di pace a rischio
Articolo pubblicato il: 2009-11-03
Marrakesh - «La posizione degli Stati Uniti non è cambiata, noi non accettiamo la legittimità del proseguimento dei nuovi insediamenti israeliani». Il segretario di Stato americano Hillary Clinton ha cercato ieri di rassicurare palestinesi e arabi sul processo di pace in Medioriente, ma la delusione è palpabile tra i corridoi del Forum per l’Avvenire che si tiene a Marrakesh sotto la presidenza congiunta di Marocco e Italia. Domenica in Israele la Clinton ha accettato la concessione del primo ministro Benyamin Natanyahu di non creare nuovi insediamenti e di «contenere» le costruzioni di quelli già esistenti a Gerusalemme e in Cisgiordania. Ha definito l’offerta «senza precedenti» sottolineando che in 14 anni di negoziati i palestinesi non hanno mai posto come condizione ai negoziati il totale arresto degli insediamenti previsto, però, dalla road map, il percorso di pace delineato nel 2003 dal Quartetto.
Ma palestinesi e arabi si erano sentiti incoraggiati dalla richiesta iniziale del presidente americano Barack Obama su un totale congelamento degli insediamenti.
E, già ieri mattina, il segretario della Lega Araba Amr Mussa, ha parlato di «fallimento nell’aria».
«Tutti noi, compresa l’Arabia Saudita, compreso l’Egitto, siamo profondamente delusi dai risultati - ha detto Mussa al margine dei lavori - perché Israele può fare quello che vuole, senza una ferma opposizione che dica che così non si può fare».
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