Martedì 9, Febbraio, 2010   1:29 am
MONDO
 

Karzai apre, no del Mullah Omar

Nel negoziato dietro le quinte entrano in gioco emissari arabi e americani

Articolo pubblicato il: 2009-11-26

KABUL - Sono partite in ripida salita le prove di dialogo fra il presidente Hamid Karzai ed i talebani che riconoscono l’autorità del Mullah Omar sul delicato tema della riconciliazione nazionale dell’Afghanistan, devastato da oltre otto anni di conflitto militare. Alle recenti aperture governative in questo campo, Omar in un messaggio ieri alla vigilia della Eid Al Adha, ricorrenza islamica legata al pellegrinaggio alla Mecca, ha infatti risposto no ad un «negoziato mirante a prolungare la presenza militare degli invasori sulla nostra amata terra». Va ricordato che il presidente statunitense Barack Obama ha abbandonato la strategia esclusivamente militare del suo predecessore George W. Bush, anche se si accinge ad annunciare l’invio di un nuovo contingente a Kabul. Ma vuole farlo nell’ambito di una fase di chiara transizione in cui siano possibilmente definiti i tempi del ritiro dall’Afghanistan.
Un primo appello ai talebani (chiamati «patrioti insoddisfatti») ad unirsi al governo nello sforzo di ricostruzione del Paese era stato formulato da Karzai giovedì scorso, in occasione del discorso di insediamento nel palazzo presidenziale, davanti a 42 delegazioni straniere. E poi ieri un suo portavoce, Humayun Hamidzada, ha confermato il progetto e dichiarato che «il presidente desidera che alcuni nomi di leader talebani siano eliminati dalla lista nera del Consiglio di sicurezza dell’Onu perché non ci si può sedere ad un tavolo negoziale con chi ha una taglia sulla testa».
Al riguardo l’agenzia di stampa afghana Pajhwok ha citato ad esempio il Mullah Mohammad Omar Mujahid e il capo del movimento Hezb-i-Islami Afghanistan (Hia), Gulbuddin Hekmatyar. Da settimane esponenti del governo Usa (fra cui l’inviato Richard Holbrooke e l’ambasciatore a Kabul Karl Eikenberry) e responsabili sauditi (compreso re Abdullah) hanno intessuto contatti con esponenti talebani a vari livelli. Questa discreta attività diplomatica mira, ha scritto la stampa della regione, a vagliare la possibilità di ottenere la sospensione degli attacchi contro le truppe straniere in cambio di una associazione al governo nazionale afghano.

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