Mercoledì 8, Settembre, 2010   1:04 pm
ARTE & SPETTACOLI
 

L’omaggio di Bacalov alla Buenos Aires italiana

Il celebre pianista nel Belpaese incanta Roma con lo spettacolo “Baires Concerto”

Di Mariangiola castovilli

Articolo pubblicato il: 2010-02-06

ROMA - A due anni di distanza torna al Teatro Olimpico di Roma impegnato in unico concerto capitolino, prodotto come sempre dall’Accademia Filarmonica Romana, il maestro Luis Bacalov, celebre pianista compositore e direttore d’orchestra premio Oscar per la colonna sonora de Il postino. E se ventiquattro mesi fa era a capo dell’orchestra Roma Sinfonietta in Tango Story, uno spettacolo di cui si favoleggia ancora, adesso è solo davanti a un pianoforte per un concerto assai particolare. È infatti la prima esecuzione assoluta di Baires Concerto, una «composizione aperta» come dice lui stesso che «teoricamente potrebbe durare ore o pochi minuti».
Abbiamo incontrato il Maestro che avevamo conosciuto a Mar Del Plata nel 2007 in occasione del suo primo megaconcerto in patria dopo lunghi anni di assenza, ospite d’onore del XXII Festival Cinematografico Internazionale che gli aveva decretato un premio alla carriera, subito prima dell’unico concerto romano per una chiacchierata informale.
Bacalov, lei e il tango… «Mi sono interessato al tango in tempi relativamente recenti. Non ho una buona memoria per le parole: del Don Giovanni, infatti, non ricordo una sola sillaba. Ricordo, però, che venticinque anni fa ero con amici che dopo aver mangiato e sbevazzato non poco misero su dei tanghi e mi accorsi all’improvviso che conoscevo tutte le parole. Retaggio di domeniche passate da bambino ad ascoltare mio padre che sintonizzato con la radio cantava con voce molto intonata i tanghi assieme ai cantanti. Se sono diventato musicista, però, non lo devo certo a lui che mi voleva metallurgico, ma a mia madre che mi ha sempre spalleggiato».
Maestro, il suo incontro con Troisi? «Non l’ho mai conosciuto perché quando mi hanno chiamato per scrivere la colonna sonora lui era già morto. Mi sono trovato in moviola dopo un altro musicista che non si era inteso con il regista Michael Radford. Ho scritto la musica in venti giorni. Quello che della storia mi aveva emozionato di più era Neruda, che diventa per il postino qualcosa tra il padre e il maestro. E lui Neruda cosa ascolta? Tanghi e allora via subito col tango…». Bacalov com’è il suo rapporto con l’Argentina? «Di odio e amore. Ci ritorno sempre volentieri ma se non ci vivi, non devi aspettarti molto. Ci devi vivere e se ti chiami Baremboin la cosa è diversa… D’altronde se ti va così bene fuori, che cosa ci vieni a fare qua?».

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