GiovedÌ 9, Settembre, 2010   2:31 pm
ARTE & SPETTACOLI
 

Oscar, la lunga lista dei delusi di Hollywood

Invictus escluso da regia e miglior film, a Cameron sfugge ancora la sceneggiatura

Articolo pubblicato il: 2010-02-06

LOS ANGELES - Nemmeno l’allargamento a dieci pellicole delle nomination in corsa per l’Oscar come miglior film è riuscito a evitare sorprese e delusioni. L’assenza di Invictus e dei campioni d’incassi Star Trek e The Hungover ha fatto storcere il naso a molti critici. Il film su Nelson Mandela ha ottenuto le candidature per Morgan Freeman e Matt Damon, ma non è riuscito a entrare nella top ten dei film. Lo stesso Clint Eastwood non è stato preso in considerazione dall’Academy nella categoria per il miglior regista. E non è l’unico deluso: Inglorious Basterds di Quentin Tarantino è stato applaudito da pubblico e critica, ma il protagonista Brad Pitt è stato completamente ignorato nella stagione degli awards. Il successo al botteghino ha aiutato Avatar, ma che dire di New Moon, Transformers e Harry Potter and The Half Blood Prince? Tutti possibili candidati, ma evidentemente i votanti non la pensano come le folle di teenager che hanno reso questi film degli incredibili successi al botteghino nel 2009. Anche i presentatori della serata degli Oscar, Alec Baldwin e Steve Martin, non si dovranno preoccupare dell’eventuale imbarazzo di essere allo stesso tempo annunciatori e premiati: la commedia romanica nella quale recitano, It’s complicated, non ha ricevuto nessuna candidatura, nonostante il battage pubblicitario imponente e il cast stellare. Anni di dominio nelle classifiche musicali non sono serviti a nulla: le canzoni che gli U2 e Paul McCartney hanno scritto rispettivamente per il drammatico Brothers e per il rifacimento di Stanno tutti bene di Giuseppe Tornatore, ovvero Everybody’s Fine con Robert de Niro, non sono state prese in considerazione. Laddove era riuscito il rapper Eminem, premio Oscar nel 2002 con la canzone di Eight Mile, non sono arrivati questi mostri sacri dell’industria musicale. Nemmeno This is it, il film sugli ultimi giorni di Michael Jackson, che secondo alcuni poteva concorrere nella categoria dei documentari, è stato ricordato. Anche Julianne Moore è stata esclusa dalla gara. La sua interpretazione in A single man, finora apprezzata dai votanti di Golden Globes e Sag Awards, non ha impressionato l’Academy. Al suo posto ecco Maggie Gylenhaal per il ruolo di una giovane madre single in Crazy Heart al fianco di Jeff Bridges. Il cartone Piovono Polpette era dato addirittura come principale antagonista di Up nella competizione per il miglior film d’animazione, eppure non è stato nemmeno nominato. Infine Avatar: nove candidature sembrerebbero abbastanza, ma gli Oscar forse hanno voluto consigliare al regista canadese di rimanere dietro la macchina da presa senza prendere in mano la penna. Così come con Titanic: nonostante fossero state 14 le nomination, la sceneggiatura del film non è stata contemplata per il premio come miglior script originale.

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