Mercoledì 8, Settembre, 2010   1:48 pm
MONDO
 

Sarah Palin fa le prove per la candidatura 2012

L’ex governatrice dell’Alaska ha parlato davanti alla platea della Convention di Nashville, attaccando il presidente Usa

Articolo pubblicato il: 2010-02-08

NASHVILLE - Tra Dio, trivelle petrolifere e protesta fiscale, davanti ai “patrioti” di Nashville, Sarah Palin offre un assaggio dei temi che potrebbero essere al centro della sua candidatura alla Casa Bianca nel 2012. «Indipendenza energetica, ma soprattutto abbiamo bisogno di un po’ più di intervento divino nello Stato», ha detto l’ex “barracuda” della corsa alla Casa Bianca 2008 subito dopo un comizio imperniato su temi, dalla sicurezza nazionale ai rapporti con la Russia, che non avevano solleticato a fondo gli istinti più rabbiosi della platea del Tea Party. Dimagrita di una decina di chili, tacchi altissimi e doppia collana di perle, Sarah ha parlato strizzando l’occhio ai “miliziani” del movimento ultraconservatore anti-immigrazione e anti-tasse che alla Convention di Nashville è apparso alla ricerca di un tema e forse anche di un leader. «Run Sarah, run» le hanno gridato, inneggiando alla possibile futura candidatura, i mille partecipanti alla cena che ha concluso la Convention (oltre 350 dollari a coperto, un prezzo troppo salato per molti dei Tea Party). Ieri, in una intervista alla Fox, la Palin ha confermato che ci sta pensando: «Lo farò se mi convinco che è giusto per il nostro Paese e per la famiglia Palin». Con la candidatura possibile in filigrana, a Nashville la Palin aveva detto agli auto-designati eredi dei coloni di Boston, che nel 1773 si ribellarono alla Corona britannica, di considerarsi una di loro, una vera americana vittima delle lobby di Washington e Wall Street. «Il movimento è più grande di un re o di una regina», ha detto Sarah che ha parlato per 40 minuti buoni, volando alto all’inizio e lasciando freddo un terzo della platea, ma poi tornando a pescare nel repertorio populista che l’aveva resa famosa al tempo della campagna elettorale: «Certo i problemi del Paese sono difficili, ma se non sai cavalcare due cavalli contemporaneamente non puoi stare nel circo». Gli applausi più forti la Palin li ha ricevuti quando ha attaccato Obama: «Abbiamo bisogno di un comandante in capo non di un professore di legge». Quindi ha sfottuto il presidente per il suo maniacale ricorso al gobbo elettronico, il famoso “teleprompter”, simbolo per l’America reazionaria di un marketing politico sofisticato e lontano dai bisogni della gente. Accusa che, però, le si è rivolta contro. Il sito dell’Huffington Post, uno dei più cliccati in America, ieri ha pubblicato l’ingrandimento di alcune foto che mostrano le mani della Palin con gli appunti scritti a mano, a cui attingere in un momento di difficoltà.

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