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Marylin, Grace e le altre muse

Erwitt a Parigi, in mostra il meglio dei sessant’anni di lavoro del fotografo

Articolo pubblicato il: 2010-02-08

PARIGI - Tra le sue fotografie preferite ci sono quella di Marilyn Monroe sul set del film Gli spostati, quella di Grace Kelly in abito bustier bianco, nella hall dell’Hotel Astoria di New York nel 1956, e quella di Jacqueline Kennedy, il 23 novembre del 1963, in lacrime, il viso coperto da un velo nero, dopo l’assassinio del marito. Ma anche gli scatti di Parigi sotto la pioggia, con la torre Eiffel sullo sfondo, dei grattacieli di New York, della “dolce vita” di Roma.
Il meglio dell’opera del fotografo Elliott Erwitt, le immagini che più lo hanno segnato, che più gli piacciono e che si porta nel cuore, è esposto a Parigi, al Museo della fotografia europea (Mep) in una mostra dal titolo Personal Best.
In esposizione ci sono circa 130 foto, tra cui stampe originali e scatti poco noti, che sono state personalmente selezionate in sessant’anni di lavoro. Nato a Parigi nel 1928 da genitori russi, Erwitt ha passato l’infanzia in Italia, a Milano, ed è emigrato negli Stati Uniti a 10 anni. Dagli anni ’50 ai ’70 ha lavorato per tutte le riviste Usa più conosciute come Collier’s, Look, Life. Nel 1953 è entrato a fare parte dell’Agenzia Magnum Photos, fondata da Robert Capa e Henri Cartier-Bresson. La foto del “bacio” di due innamorati, riflesso nello specchietto di una macchina parcheggiata di fronte al mare al tramonto in California rimanda a quello famosissimo di Robert Doisneau all’Hotel de Ville di Parigi. «Erano una coppia di amici», racconta Erwitt, che allora stava nella macchina vicina. Ma assicura: «La foto è stata del tutto spontanea». Di lui, Doisneau apprezzava proprio «questo humour grafico, vivo, come un battito di ciglia».
«Certe persone trovano le mie foto tristi, altre le trovano divertenti. Divertenti o tristi, è un po’ la stessa cosa, no?», commenta Erwitt. A Roma si divertiva a fotografare le persone: «Gli italiani sono molto simpatici - dice il fotografo - sono persone interessanti e poi la città è bellissima. Dell’Italia - aggiunge - conservo nel cuore un bel ricordo».

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