Mercoledì 8, Settembre, 2010   1:45 pm
ITALIA
 

«È soltanto una reazione isterica»

Articolo pubblicato il: 2010-02-09

BOLZANO - «La minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga è una reazione isterica. Con iniziative legislative di questo genere si uccide l’alpinismo»: Reinhold Messner non usa mezzi termini e commenta così il provvedimento, contenuto in un emendamento del governo al decreto legge emergenze, che prevede il carcere per chi provoca una valanga con vittime e 5mila euro di multa per chi ignora le indicazioni di pericolo del bollettino valanghe. «Ogni cittadino - così il re degli ottomila - ha una responsabilità nei confronti degli altri, così anche quando pratica scialpinismo in prossimità di piste da sci e sentieri. Non serve una nuova legge per sancirlo. Omicidio colposo resta omicidio colposo, non cambia secondo le circostanze». Secondo Messner, «già oggi la legge è chiara per chi mette a rischio la salute e la vita di altre persone». «Nessuna legge - prosegue - può invece vietare di rischiare la propria pelle in montagna, lontano dai centri abitati. Altrimenti non potremmo più salire sul Gran Sasso. Oppure ci sarà anche una legge che mi dice se sulla parete nord dell’Eiger devo andare a sinistra o a destra?», chiede ironico Messner. «Sarebbe la fine dell’avventura e dell’alpinismo», aggiunge. Messner sa di cosa sta parlando. Nel 1970 il suo fratello Guenther perse la vita sotto una valanga sul Nanga Parbat. Per molti anni l’altoatesino fu infatti accusato da alcuni compagni di spedizione di aver abbandonato suo fratello. Accuse risultate poi infondate.

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