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La nuova vita di Renato Vallanzasca
Prima giornata di lavoro fuori dal carcere per l’uomo che terrorizzò Milano negli anni ’70
Articolo pubblicato il: 2010-03-09
MILANO - La prima giornata di lavoro esterno di Renato Vallanzasca è cominciata molto presto. Quasi all’alba, nella speranza, vana, di sottrarsi all’attenzione di fotografi e cameramen.
Dall’abitazione della moglie, Antonella D’Agostino, alla periferia di Milano, dove si trovava in permesso, il “Bel René” è uscito prestissimo per andare alla Ecolab, una pelletteria gestita in cooperativa che dieci anni fa venne fondata dalla moglie stessa.
Vi tornerà ogni giorno con l’obbligo di rientrare alle 19 nel carcere di Bollate. L’ex capo della “Mala milanese” come è stato accolto da quelli che saranno i suoi compagni di lavoro quotidiano? «È stato trattato come tutti gli altri», ha spiegato Massimo D’Angelo, responsabile di Ecolab: «È una persona che sta cercando di capire se questa esperienza possa essere utile per lui, per gli altri, per la società».
Vallanzasca ieri è stato inserito nel suo gruppo di lavoro. «Gli sono state fatte vedere le borse che facciamo - ha proseguito D’Angelo -. Gli sono stati spiegati i prodotti che confezioniamo. Per noi è normale che detenuti giungano da noi e spero che questo sia normale anche per una società civile».
L’uomo che terrorizzò Milano a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, quindi, si è munito di taglierino e altri arnesi e ha cominciato a lavorare sui modelli di borse, portafogli e altro che la pelletteria produce, anche per grandi marchi. Finito l’orario di lavoro, alle 17, per sfuggire all’assedio di troupe televisive, fotografi e cronisti, che hanno presidiato per tutto il giorno l’entrata della pelletteria, i responsabili li hanno distratti facendo ventilare qualche dichiarazione del “Bel René” da raccogliere nel laboratorio. Vallanzasca è uscito da una porta secondaria, davanti alla quale lo attendeva una Panda di colore rosso che qualche tempo dopo l’ha riportato a Bollate.
All’inizio della giornata di lavoro, Vallanzasca è sembrato emozionato ai compagni, anche, probabilmente, per la rilevanza mediatica che ha avuto la concessione del lavoro esterno, dopo quasi 40 anni scontati. Pagina 1/...Pagina 2
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